solitudine
Salute

La solitudine si eredita: in parte è scritta nei geni

Tra il 14 e il 27% dei casi si può parlare di predisposizione. Ma i fattori ambientali hanno un ruolo di gran lunga più importante

La mancanza di legami sociali fa male alla salute, al punto tale da essere predittiva di morte precoce ben più dell'obesità. Nel nostro mondo frenetico, che ha allungato la vita delle persone ma non i legami affettivi e sociali che ci uniscono gli uni agli altri, a soffrire di una condizione di cronica solitudine è un numero crescente di persone, invisibili per definizione. Ma per ciascuno solitudine significa una cosa diversa, tanto è vero che è possibile che, tra persone con una rete sociale assai simile, una senta che le relazioni che ha le bastano per stare bene mentre un'altra avverte una mancanza, un vuoto.

Un spia che qualcosa non va
Ora un gruppo di ricercatori della Scuola di Medicina dell'Università della California a San Diego ha condotto il primo studio di associazione genetica (genome-wide) sulla solitudine come tratto caratteristico di tutta la vita, non come semplice stato temporaneo. Hanno scoperto che il rischio di sentirsi soli può essere in parte dovuto alla genetica, anche se l'ambiente continua a giocare un ruolo decisamente più importante. La ricerca, pubblicata sulla rivista Neuropsychopharmacology, ha coinvolto 10.000 persone e ha rivelato che il rischio genetico di solitudine è associato anche a nevrosi e sintomi depressivi. Questi tratti, insomma, spesso si ereditano tutti insieme.

Proprio come il dolore fisico ci avvisa della presenza di potenziali danni a tessuti e ci spinge a prenderci cura del nostro corpo fisico, la solitudine, innescata da una discrepanza tra i rapporti sociali desiderati e quelli reali di un individuo, sarebbe parte di un sistema di allarme biologico che si è evoluto per avvisarci di minacce o potenziali danni al nostro "corpo sociale".

Chi si sente solo e perché?
Quello che i ricercatori, guidati da Abraham Palmer, volevano trovare erano i segni di una predisposizione genetica alla solitudine. "Volevamo sapere perché, geneticamente parlando, una persona ha più probabilità di un'altra di sentirsi sola anche quando si trovano entrambe nella stessa situazione". Studi precedenti sui gemelli avevano evidenziato una potenziale ereditabilità compresa tra il 37 e il 55 per cento. Palmer e colleghi hanno analizzato le informazioni genetiche e la salute di 10.760 persone di più di 50 anni che hanno risposto a 3 domande cruciali per testare la sensazione di solitudine senza però mai nominarla esplicitamente, dal momento che la gente spesso fatica ad ammettere di sentirsi sola.

I risultati dicono che la tendenza a sentirsi soli nel corso della vita, piuttosto che solo di tanto in tanto a causa delle circostanze, è un tratto modestamente ereditario: solo tra il 14 e il 27 per cento è dovuto alla genetica, meno quindi delle stime precedenti. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che Palmer e colleghi hanno usato un metodo che intercetta solo le variazioni genetiche comuni e non quelle rare.

Ereditaria come nevrosi e depressione
Il dato interessante è che spesso la solitudine si eredita insieme alla nevrosi, cioè uno stato emotivo negativo di lunga durata, e a una serie di sintomi depressivi. Ma i ricercatori non hanno trovato un'associazione tra la solitudine e le variazioni di alcuni specifici geni candidati, come quelli che codificano per la dopamina e l'ossitocina. Gli studi continuano alla ricerca di una variante genetica specifica che consenta di acquisire ulteriori informazioni sui meccanismi molecolari alla base della solitudine.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Malati di solitudine

Una meta-analisi su 23 studi evidenzia il legame tra isolamento sociale e malattie cardiovascolari

Commenti