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Salute

Fumo: smettere non fa ingrassare e in più salva i neonati

Grazie ai divieti nei locali pubblici, in Inghilterra sono diminuiti dell'8% i casi di morte prima e subito dopo il parto

Eh sì, è inesorabile, la scienza lo conferma: chi smette di fumare mette su peso, ma solo se era un fumatore accanito. Lo suggerisce uno studio della Penn State University, pubblicato sull'International Journal of Obesity, i cui autori hanno raccolto e analizzato i dati di più di 12.000 partecipanti al National Health and Nutrition Examination Survey. Hanno guardato il numero di sigarette fumate al giorno e l'indice di massa corporea che le persone avevano prima di smettere per vedere come questi fattori influivano sul cambiamento di peso in 10 anni. Hanno poi confrontato il cambiamento di peso dei non fumatori, dei fumatori e degli ex-fumatori.

Tutti gli individui tendono a mettere su peso con il passare degli anni e infatti tutti i non fumatori coinvolti nello studio avevano acquistato una media di un chilo all'anno nei 10 anni di follow-up. La buona notizia è che per gli ex-fumatori che prima di smettere fumavano fino a 15 sigarette al giorno, l'aumento di peso dopo aver detto addio alle sigarette era in linea con quello di chi invece aveva continuato a fumare. Chi invece superava le 25 sigarette al dì, dopo aver smesso acquistava più di 10 chili, mentre tra gli obesi l'aumento superava di poco i 7 chili.

Si ridimensiona perciò di parecchio la portata dell'unico possibile svantaggio, peraltro superabile, del dire addio alle bionde: l'aumento di peso riguarda solo i forti fumatori. I vantaggi in compenso sono molteplici, per se stessi e per gli altri. Come dimostra uno studio dell'Università di Edimburgo , apparso su Scientific Reports, secondo il quale i divieti di fumo introdotti in Inghilterra hanno avuto come conseguenza un calo dell'8% delle morti perinatali e neonatali. Analizzando i dati di 10 milioni di nascite tra il 1995 e il 2011, è emerso che quasi 1.500 morti in grembo e subito dopo il parto sono state evitate nei primi quattro anni dopo l'entrata in vigore della legge che vieta il fumo nei luoghi pubblici. Inoltre più di 5.000 bambini in meno sono nati con un basso peso alla nascita, cioè inferiore a due chili e mezzo.

"Questo studio è un'ulteriore prova del potenziale della legislazione antifumo per proteggere le generazioni presenti e future dalle conseguenze devastanti per la salute sia del fumo sia dell'esposizione al fumo passivo", ha dichiarato in un comunicato Aziz Sheikh, co-direttore del Centro di Informatica Medica, dell'Università di Edimburgo. "Attualmente", ricorda Jasper Been, tra gli autori della ricerca, "solo circa il 18 per cento della popolazione mondiale è protetta da leggi antifumo. Un'azione accelerata per attuare il divieto di fumare nei molti paesi che devono ancora farlo, può salvare un numero considerevole di giovani vite e portare a un futuro più sano per i bambini che devono ancora nascere".

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