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Sette milioni al fisco: il prezzo della corona per il principe William

Sette milioni al fisco: il prezzo della corona per il principe William

Per la prima volta emergono cifre concrete sulle tasse del Principe William: fino a 7 milioni di sterline l’anno versati volontariamente, tra trasparenza crescente e un sistema fiscale che continua a far discutere.

Per la prima volta è possibile farsi un’idea concreta di quanto paghino di tasse i membri della famiglia reale britannica, e in particolare Principe William. Un report recente ha infatti stimato che il principe versi ogni anno un’imposta sul reddito compresa tra i 5 e i 7 milioni di sterline, collocandolo di fatto nello 0,002 per cento dei contribuenti più ricchi del Regno Unito.

Dal 2022, con l’ascesa di Re Carlo III, William è diventato titolare del Ducato di Cornovaglia, una proprietà privata dal valore di circa 1,1 miliardi di sterline che genera oltre 20 milioni di entrate annue. È da qui che proviene la maggior parte del suo reddito. Nel primo anno fiscale sotto la sua gestione, il 2023-2024, il principe ha ricevuto circa 23,6 milioni di sterline, anche se solo una parte di questa cifra, stimata intorno ai 13,5 milioni, è considerata effettivamente imponibile.

Il dato più rilevante riguarda proprio la tassazione. William, pur non essendo legalmente obbligato a pagare l’imposta sul reddito su questi proventi, segue la linea inaugurata dal padre e versa volontariamente le tasse applicando l’aliquota massima del 45 per cento. In passato aveva evitato di rendere pubblici i dettagli dei suoi contributi fiscali, e ancora oggi non esiste una disclosure completa, ma le stime più recenti permettono per la prima volta di quantificare con una certa precisione il suo impegno fiscale.

Il confronto con il passato aiuta a contestualizzare. Carlo III, quando era ancora Principe di Galles, dichiarò di aver pagato 5,9 milioni di sterline di imposte sui proventi del Ducato nell’anno 2021-2022. Da allora, tuttavia, né lui né William hanno continuato a pubblicare dati dettagliati sulle rispettive situazioni fiscali.

Il tema della trasparenza è tornato al centro del dibattito anche per un altro motivo. Alcune inchieste hanno evidenziato come il Ducato di Cornovaglia, insieme al Ducato di Lancaster, abbia generato milioni affittando terreni a enti pubblici, tra cui il sistema sanitario, le forze armate e le scuole. Un elemento che ha intensificato le richieste di maggiore chiarezza su entrate e tassazione.

Resta il fatto che il sistema fiscale applicato alla monarchia è ancora molto diverso da quello dei cittadini comuni. In base a un accordo del 2013 tra Regina Elisabetta II e il Tesoro britannico, il sovrano non è legalmente tenuto a pagare imposte sul reddito, sulle plusvalenze o sulle successioni. 

In questo quadro, il fatto che il principe scelga di pagare volontariamente tasse così elevate assume un valore che va oltre il dato economico. È una decisione che incide sulla percezione pubblica della monarchia e sul suo tentativo di adattarsi a standard contemporanei di responsabilità e trasparenza, pur restando ancorata a privilegi e strutture che hanno radici profondamente storiche.

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