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Scandalo Epstein, il conto di Andrea arriva alle principesse: Beatrice ed Eugenie rischiano titoli e privilegi reali

Scandalo Epstein, il conto di Andrea arriva alle principesse: Beatrice ed Eugenie rischiano titoli e privilegi reali

Le principesse Beatrice ed Eugenie potrebbero perdere titoli e residenze reali mentre la monarchia britannica accelera verso un modello più snello dopo lo scandalo Epstein

Nel lungo doposcandalo che continua a lambire la famiglia reale britannica, il futuro delle principesse Beatrice ed Eugenie di York appare sempre più incerto. Figlie del principe Andrea e di Sarah Ferguson, le due sorelle rischiano ora di trovarsi ai margini della monarchia in un processo di progressivo ridimensionamento che potrebbe portarle, secondo alcuni osservatori reali, a rinunciare non solo ai privilegi ma persino ai titoli.

Il segnale più immediato sarebbe arrivato con una possibile esclusione dal Royal Ascot, uno degli eventi più iconici del calendario britannico. Un’assenza che, secondo diversi analisti della casa reale, non rappresenterebbe un episodio isolato ma piuttosto il simbolo di un cambio di rotta ormai evidente all’interno di Buckingham Palace.

L’ombra lunga dello scandalo Epstein

A pesare sulla posizione delle due principesse resta soprattutto il legame dei loro genitori con Jeffrey Epstein, il finanziere americano al centro di uno dei più gravi scandali internazionali degli ultimi anni.

Il principe Andrea e Sarah Ferguson hanno già pagato un prezzo significativo: la perdita dei titoli di Duca e Duchessa di York e l’uscita dalla Royal Lodge, la residenza nel parco di Windsor dove avevano vissuto per circa vent’anni anche dopo il divorzio.

Sebbene entrambe le figure abbiano sempre respinto qualsiasi accusa, il danno reputazionale ha avuto conseguenze profonde sulla percezione pubblica della famiglia York. Ed è proprio questa eredità reputazionale a rischiare di ricadere ora sulle figlie.

Secondo diversi commentatori reali, la presenza delle due principesse in eventi pubblici altamente simbolici — come le carrozze che attraversano l’ippodromo di Ascot davanti a decine di migliaia di spettatori — sarebbe diventata sempre più difficile da giustificare mentre la vicenda Epstein continua a riemergere ciclicamente nel dibattito mediatico.

Una monarchia sempre più “snella”

Il contesto più ampio è quello della strategia perseguita da Re Carlo III, che da anni promuove l’idea di una monarchia ridotta e più essenziale, concentrata su un numero limitato di membri attivamente impegnati nelle funzioni istituzionali.

Beatrice ed Eugenie, pur mantenendo il titolo di principesse, non svolgono infatti ruoli ufficiali per la Corona. Una condizione che negli ultimi anni ha alimentato un’ambiguità sempre più difficile da sostenere: titoli reali senza incarichi pubblici.

In questo quadro, le due sorelle sarebbero già state progressivamente allontanate da alcuni appuntamenti simbolici della monarchia, come la parata del Trooping the Colour, uno degli eventi più rappresentativi della vita istituzionale britannica.

Il nodo dei privilegi reali

La questione più delicata riguarda però i privilegi di cui le due principesse hanno beneficiato per tutta la vita.

Per anni Beatrice ed Eugenie hanno goduto di una rete di facilitazioni che accompagnano inevitabilmente lo status di membri della famiglia reale: accesso alle residenze della Corona, ospitalità in palazzi reali all’estero e una logistica diplomatica spesso garantita anche durante viaggi privati.

Secondo alcune ricostruzioni, in passato funzionari delle ambasciate britanniche avrebbero accolto le due sorelle negli aeroporti anche quando viaggiavano con la madre in contesti non ufficiali.

Ancora più delicata è la questione delle abitazioni.

Beatrice vive con il marito Edoardo Mapelli Mozzi in un appartamento all’interno di St James’s Palace, mentre Eugenie e il marito Jack Brooksbank risiedono a Ivy Cottage, una casa con tre camere da letto all’interno dei giardini di Kensington Palace.

Formalmente le due coppie pagano un affitto di mercato. Tuttavia diversi osservatori sostengono che le cifre siano molto inferiori al valore reale di immobili comparabili in quelle zone di Londra.

Carriere private e una vita lontana dalla corte

In realtà entrambe le principesse hanno già intrapreso percorsi professionali indipendenti dalla monarchia.

Eugenie lavora nel mondo dell’arte presso una galleria londinese, mentre Beatrice ha costruito la propria carriera nella consulenza tecnologica.

Le loro vite quotidiane sono quindi già molto più simili a quelle di professioniste della capitale che a quelle delle generazioni precedenti della famiglia reale.

Inoltre, entrambe hanno fatto una scelta significativa per i propri figli: nessuno dei bambini ha ricevuto titoli reali, segno di una volontà di allontanarsi gradualmente dalla struttura formale della monarchia.

Una possibile uscita silenziosa

Paradossalmente, per le due sorelle questa trasformazione potrebbe anche rappresentare una forma di liberazione.

Senza il peso delle aspettative pubbliche e delle controversie legate alla generazione precedente, Beatrice ed Eugenie potrebbero costruire una vita sempre più autonoma, fatta di carriere private, matrimoni stabili e relazioni familiari lontane dai riflettori.

Resterebbe naturalmente il legame con la famiglia reale nelle occasioni private — dalle vacanze a Sandringham ai grandi incontri familiari — ma in una dimensione molto più discreta.

Un passaggio quasi invisibile, ma simbolico: quello da principesse della Corona a membri della famiglia reale dietro le quinte della monarchia britannica.

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