Home » Personaggi » Reali » Caso Epstein, tutto quello che sappiamo sul coinvolgimento dell’ex principe Andrea

Caso Epstein, tutto quello che sappiamo sul coinvolgimento dell’ex principe Andrea

Caso Epstein, tutto quello che sappiamo sul  coinvolgimento dell’ex principe Andrea

Arrestato Andrew Mountbatten-Windsor: cosa emerge dagli Epstein Files sul ruolo dell’ex principe Andrea, le accuse di abuso d’ufficio e il coinvolgimento di Sarah Ferguson e delle figlie

Non è solo un arresto. È la fine di una lunga protezione.

Andrew Mountbatten-Windsor, ex duca di York, è stato fermato il 19 febbraio 2026 nella tenuta di Sandringham. Il giorno del suo sessantaseiesimo compleanno. L’accusa non riguarda direttamente i presunti abusi sessuali che lo hanno travolto negli ultimi anni, ma qualcosa di diverso e forse ancora più destabilizzante per la Corona: abuso d’ufficio. Condivisione di documenti governativi riservati con Jeffrey Epstein quando ricopriva un incarico ufficiale per il Regno Unito.

Per la prima volta, il caso Andrea smette di essere solo uno scandalo morale e diventa un problema istituzionale.

Un arresto senza precedenti

Il 19 febbraio 2026, nel giorno del suo 66º compleanno, Andrew Mountbatten-Windsor – già principe Andrea di York – è stato arrestato nella tenuta reale di Sandringham. Un evento senza precedenti nella storia moderna della monarchia britannica: per trovare un precedente simile occorre risalire addirittura al XVII secolo.

L’accusa è di misconduct in public office, abuso nell’esercizio di pubblico ufficio, un reato che nel sistema britannico può comportare pene severissime. Secondo gli inquirenti, quando ricopriva il ruolo di inviato speciale per il commercio e l’industria tra il 2010 e il 2011, Andrea avrebbe condiviso documenti governativi riservati con Jeffrey Epstein. Tra questi, rapporti su visite ufficiali in Cina, Vietnam, Hong Kong e Singapore, oltre a dossier economici ricevuti dal proprio staff e inoltrati al finanziere pochi minuti dopo averli ricevuti.

L’arresto è avvenuto all’alba, con perquisizioni contemporanee nella sua attuale residenza di Wood Farm, a Sandringham, e nella precedente dimora di Royal Lodge a Windsor. Re Carlo III ha parlato di “profonda preoccupazione”, ribadendo che “la legge deve fare il suo corso” e garantendo piena collaborazione alle autorità. Anche il primo ministro ha sottolineato che “nessuno è sopra la legge”.

Per la monarchia britannica è uno spartiacque.

Dall’erede prediletto alla caduta

Nato nel 1960, terzogenito della regina Elisabetta II, Andrea è stato a lungo considerato il figlio favorito della sovrana. Carriera militare nella Royal Navy, partecipazione alla guerra delle Falkland, matrimonio da favola con Sarah Ferguson nel 1986 e titolo di duca di York: la traiettoria sembrava quella di un reale minore ma solido, destinato a una vita istituzionale ordinata.

Il divorzio nel 1996 non spezza il legame con Sarah. I due continuano a vivere per anni sotto lo stesso tetto e a crescere insieme le figlie, le principesse Beatrice ed Eugenie. Ma è sul fronte delle frequentazioni che si apre la crepa destinata a diventare voragine.

Il legame con Jeffrey Epstein risale alla fine degli anni Novanta, quando Ghislaine Maxwell li presenta. Nonostante la prima condanna di Epstein nel 2008 per reati sessuali su minori, Andrea mantiene i contatti. Le accuse di Virginia Giuffre, che sostiene di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali con lui quando era minorenne, esplodono pubblicamente nel 2014 e si rafforzano negli anni successivi.

Nel novembre 2019, Andrea concede una lunga intervista alla BBC per difendersi. È un disastro mediatico. Freddo, privo di empatia verso le vittime, incapace di spiegare la sua vicinanza a Epstein anche dopo la condanna, fornisce giustificazioni che diventano oggetto di scherno internazionale. Pochi giorni dopo annuncia il ritiro dalla vita pubblica.

Nel 2022, dopo l’avvio della causa civile intentata da Virginia Giuffre negli Stati Uniti, la regina Elisabetta II gli revoca titoli militari e patronati. Andrea raggiunge un accordo extragiudiziale con Giuffre, evitando il processo ma pagando una cifra milionaria.

Sembrava la chiusura definitiva. Non lo era.

Gli Epstein Files e il nuovo fronte penale

Tra il 2025 e l’inizio del 2026 le autorità statunitensi rendono pubblici migliaia di documenti legati al caso Epstein. Le nuove carte mostrano una rete di relazioni che coinvolge uomini politici, finanzieri, celebrità e membri dell’aristocrazia internazionale.

Per Andrea emergono elementi ulteriori: email che dimostrerebbero l’inoltro di documenti sensibili, fotografie scattate nella residenza newyorkese di Epstein e riferimenti frequenti alla sua presenza negli ambienti del finanziere.

È su questo materiale che si fonda l’attuale accusa di abuso di ufficio. Non più solo la dimensione morale o civile della vicenda, ma un possibile rilievo penale nel Regno Unito.

Nel 2025 re Carlo III lo priva anche dei titoli nobiliari residui e lo obbliga a lasciare Royal Lodge. Andrea diventa semplicemente Andrew Mountbatten-Windsor. Un nome senza prerogative.

Sarah Ferguson: dipendenza finanziaria e imbarazzi

Le nuove rivelazioni investono anche Sarah Ferguson. Dalle email emerge che l’ex duchessa di York avrebbe mantenuto contatti stretti con Epstein anche dopo la sua condanna del 2008, chiedendo aiuti finanziari per sanare debiti personali ingenti.

Un’email del 2011 scritta da Epstein a un amico sostiene che egli avrebbe sostenuto economicamente Sarah per quindici anni, a partire dal 1996, anno del divorzio. Non si tratterebbe dunque solo del noto episodio delle 15.000 sterline accettate pubblicamente e poi definite “un enorme errore di giudizio”.

I documenti mostrano toni affettuosi, richieste di supporto, ringraziamenti enfatici. In un caso, Sarah porta le figlie Beatrice ed Eugenie a pranzo con Epstein pochi giorni dopo la sua scarcerazione nel 2009. In altri scambi cita dettagli personali delle ragazze, con una leggerezza che oggi appare sconcertante.

Alcune delle sue società risultano ora in fase di liquidazione. Diverse organizzazioni benefiche hanno preso le distanze. L’isolamento sociale della coppia York nel Regno Unito è quasi totale.

Le figlie: silenzio e distanza

Beatrice ed Eugenie non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’arresto del padre. Fonti vicine alla famiglia parlano di sgomento e imbarazzo per il contenuto delle email e per le immagini emerse.

Entrambe hanno sempre mantenuto un ruolo defilato rispetto ai doveri ufficiali della Corona. Oggi quella scelta appare una forma di autodifesa. Il loro futuro pubblico, tuttavia, resta inevitabilmente legato a un cognome che negli ultimi anni è diventato sinonimo di scandalo.

L’immagine della monarchia

L’arresto di Andrea rappresenta una cesura storica. La monarchia britannica ha scelto di non proteggere più il figlio prediletto di Elisabetta II. Carlo III ha tracciato una linea netta: la famiglia reale non interferisce con la giustizia.

Resta da capire se l’inchiesta porterà a un rinvio a giudizio formale. Se accadesse, Andrew Mountbatten-Windsor diventerebbe il primo ex membro senior della famiglia reale contemporanea a comparire come imputato in un tribunale ordinario.

La parabola è completa: dal principe celebrato al detenuto in custodia cautelare. E il caso Epstein, che per anni sembrava un’ombra lontana e americana, è ora diventato una ferita aperta nel cuore della monarchia britannica.

© Riproduzione Riservata