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Norvegia, arrestato il figlio della futura regina: accuse di stupro e violenze

Norvegia, arrestato il figlio della futura regina: accuse di stupro e violenze

Marius Borg Høiby, figlio della principessa Mette-Marit, è accusato di 38 reati tra cui stupro e violenze domestiche. La polizia chiede la custodia cautelare

La Norvegia si trova ad affrontare uno dei casi giudiziari più delicati degli ultimi anni, con inevitabili ripercussioni sull’immagine della monarchia. Marius Borg Høiby, 29 anni, figlio della principessa Mette-Marit e figliastro del principe ereditario Haakon, è stato arrestato domenica 1° febbraio dalla polizia di Oslo e dovrà comparire davanti al tribunale distrettuale per rispondere di un numero impressionante di accuse.

Secondo quanto riferito dalle autorità, Høiby è incriminato per 38 capi d’accusa, relativi a presunti reati commessi a partire dal 2018. Il quadro contestato comprende quattro episodi di stupro, violenze domestiche, aggressioni contro ex partner, minacce con un coltello, violazione di un ordine restrittivo, reati legati alla droga e gravi infrazioni del codice della strada. In caso di condanna, la pena potrebbe arrivare fino a 16 anni di carcere.

Custodia cautelare e rischio di reiterazione

La polizia di Oslo ha chiesto per Høiby la custodia cautelare per quattro settimane, motivandola con il concreto rischio di reiterazione dei reati. Le misure restrittive già in vigore gli vietano qualsiasi contatto con le ex fidanzate coinvolte, alcune delle quali si sono costituite parte civile nel procedimento. L’imputato ha ammesso alcune responsabilità per reati minori, come il danneggiamento, ma respinge con decisione le accuse più gravi, in particolare quelle di violenza sessuale.

Il processo, destinato a protrarsi almeno fino al 19 marzo, si preannuncia ad altissima esposizione mediatica, non solo per la gravità delle imputazioni ma anche per il profilo dell’imputato.

Un caso che tocca la monarchia

Marius Borg Høiby non fa ufficialmente parte della famiglia reale né svolge ruoli istituzionali. Tuttavia, nell’immaginario pubblico norvegese, è sempre stato percepito come vicino alla corona. Nato da una relazione precedente della principessa Mette-Marit, è stato cresciuto dal principe Haakon come un figlio, accompagnando la famiglia in numerose occasioni pubbliche negli anni.

Proprio questa prossimità rende la vicenda particolarmente sensibile, in un Paese dove la monarchia gode tradizionalmente di un alto livello di fiducia e consenso.

L’ombra degli Epstein files

Il caso Høiby arriva inoltre in un momento già complesso per l’immagine della futura regina. Nelle scorse settimane, il nome di Mette-Marit è comparso nei cosiddetti “Epstein files” pubblicati dal Dipartimento di Giustizia statunitense. Dai documenti emerge che nel 2013 la principessa avrebbe soggiornato per alcuni giorni in una proprietà in Florida appartenente a Jeffrey Epstein, circostanza che ha sollevato interrogativi e polemiche, pur in assenza di accuse formali.

Il procedimento a carico del figlio rappresenta ora un ulteriore colpo alla reputazione pubblica di Mette-Marit e, più in generale, alla stabilità simbolica della monarchia norvegese, chiamata a gestire una crisi che intreccia giustizia, opinione pubblica e immagine istituzionale.

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