Figlia di una delle top model italiane più conosciute al mondo, Matilde Lucidi si sta facendo spazio con discrezione ma con decisione nel sistema della moda. Nata dalla relazione tra Bianca Balti e il fotografo Christian Lucidi, è cresciuta tra l’Italia e gli Stati Uniti, respirando fin da piccola l’atmosfera delle campagne internazionali, dei backstage e dei set fotografici. Oggi, alla Milano Fashion Week, il suo nome inizia a circolare con naturalezza tra casting director e stylist.
Non è soltanto “la figlia di”. In passerella ha attirato l’attenzione per una bellezza contemporanea, meno costruita e più spontanea, che si impone senza forzature. I lineamenti sono delicati ma definiti, il portamento sicuro, mentre nello sguardo si coglie un rimando alla madre, filtrato però da un’attitudine più introspettiva e personale.
Crescere accanto a una figura come Bianca Balti significa anche confrontarsi con un’eredità importante. Balti è stata volto di campagne per Dolce & Gabbana, protagonista di copertine internazionali e simbolo di una femminilità mediterranea forte e sofisticata. Matilde, però, sembra muoversi con un approccio diverso. Meno esposizione mediatica, più attenzione al lavoro. Il debutto in passerella non è stato accompagnato da eccessi social, ma da una presenza misurata e professionale.
Alla Milano Fashion Week, il suo ingresso in calendario ha rappresentato uno di quei passaggi generazionali che la moda ama osservare. Non un semplice effetto nostalgia, ma il segno di un ricambio naturale. La nuova generazione di modelle cresce all’interno di un sistema già conosciuto, con una maggiore consapevolezza dei meccanismi dell’industria, dalla costruzione dell’immagine personale al dialogo con i brand.
Il suo percorso è ancora all’inizio, ma l’interesse attorno al suo nome suggerisce che non si tratti di una comparsa.
