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Chi è Jack O’Connell, il protagonista di Ink che potrebbe diventare il nuovo James Bond

Chi è Jack O’Connell, il protagonista di Ink che potrebbe diventare il nuovo James Bond
(Photo by Cindy Ord/VF26/Getty Images for Vanity Fair)

Dalla consacrazione in Skins ai ruoli in Unbroken, Sinners e 28 Years Later, l’attore inglese arriva a Venezia con Ink mentre il suo nome entra nella corsa per interpretare il prossimo 007.

A lungo Jack O’Connell è sembrato l’attore destinato a diventare una star senza mai accettare del tutto le regole necessarie per esserlo. Troppo ruvido per il classico protagonista hollywoodiano, troppo magnetico per restare confinato nei ruoli secondari, l’interprete inglese ha costruito la propria carriera attraverso personaggi attraversati dalla rabbia, dalla violenza e da una vulnerabilità quasi sempre trattenuta. Oggi, a 36 anni, il cinema sembra finalmente aver trovato il modo giusto di utilizzare quella tensione: dopo Sinners e 28 Years Later, O’Connell arriva alla Mostra del Cinema di Venezia come protagonista di Ink e, contemporaneamente, entra nella conversazione sul possibile erede di Daniel Craig nei panni di James Bond.

Da Derby alla generazione di Skins

Nato il 1° agosto 1990 ad Alvaston, nel Derbyshire, Jack O’Connell cresce in una famiglia operaia dalle radici irlandesi. Prima di immaginare una carriera da attore sogna il calcio, gioca come attaccante e sostiene alcuni provini per il Derby County. Gli infortuni interrompono però quella possibilità e, per qualche tempo, O’Connell considera persino l’idea di arruolarsi nell’esercito.

La recitazione entra nella sua vita grazie al Television Workshop di Nottingham, la scuola che ha formato diversi interpreti britannici lontano dai tradizionali circuiti privilegiati. Dopo le prime apparizioni in serie come Doctors e The Bill, nel 2006 debutta al cinema in This Is England di Shane Meadows. Il successo popolare arriva qualche anno dopo con Skins, dove interpreta James Cook, adolescente impulsivo, arrogante e autodistruttivo diventato uno dei personaggi più memorabili della serie.

Cook gli aderisce addosso con una precisione quasi pericolosa. O’Connell proviene dallo stesso mondo provinciale e irrequieto raccontato dal personaggio e in quegli anni si costruisce anche fuori dallo schermo una reputazione da “bad boy”. Sarà proprio quella prossimità alla materia dei suoi ruoli a renderlo credibile, ma anche a rischiare di intrappolarlo nella parte del giovane delinquente britannico.

I film che hanno rivelato il suo talento

Il passaggio decisivo avviene con Starred Up del 2013, dramma carcerario nel quale interpreta Eric Love, un ragazzo estremamente violento trasferito prematuramente in un carcere per adulti, dove ritrova il padre. O’Connell offre una performance fisica e imprevedibile, capace di trasformare l’aggressività in una forma disperata di comunicazione.

L’anno successivo è protagonista di ’71, ambientato durante il conflitto nordirlandese. Nei panni di un giovane soldato britannico rimasto isolato per le strade di Belfast, dimostra di saper sostenere il film anche sottraendo parole e gesti. Sempre nel 2014 Angelina Jolie lo sceglie per interpretare l’atleta olimpico e veterano di guerra Louis Zamperini in Unbroken. Il film gli consegna una visibilità internazionale e nel 2015 O’Connell vince il BAFTA Rising Star Award.

La consacrazione, tuttavia, non produce l’immediata carriera hollywoodiana che molti avevano previsto. Seguono progetti molto diversi, da Money Monster di Jodie Foster alla serie western Godless, fino a Lady Chatterley’s Lover, SAS: Rogue Heroes e Back to Black, dove interpreta Blake Fielder-Civil, il discusso marito di Amy Winehouse. Più che inseguire il ruolo dell’eroe, O’Connell continua a scegliere uomini difficili, spesso compromessi, nei quali fascino e pericolo diventano quasi indistinguibili.

Da Sinners a 28 Years Later

Nel 2025 Ryan Coogler gli affida uno dei personaggi più sorprendenti di Sinners. O’Connell interpreta Remmick, vampiro irlandese che non si presenta semplicemente come una creatura mostruosa, ma come un seduttore capace di promettere appartenenza, immortalità e cancellazione delle differenze. La sua gentilezza apparente rende il personaggio ancora più inquietante e mostra una qualità essenziale dell’attore: la capacità di suggerire una minaccia senza doverla continuamente esibire.

Nello stesso periodo entra nell’universo di 28 Years Later nei panni di Jimmy Crystal, figura destinata ad assumere un peso ancora maggiore in 28 Years Later: The Bone Temple. È un nuovo momento di accelerazione per una carriera che, dopo anni di traiettorie irregolari, sembra aver raggiunto una maturità particolarmente interessante.

Jack O’Connell è Larry Lamb in Ink

A Venezia O’Connell è tra i protagonisti di Ink, il film diretto da Danny Boyle che apre l’83esima edizione della Mostra ed entra nel concorso ufficiale. Adattato da James Graham dalla propria opera teatrale, il film ricostruisce l’acquisizione del quotidiano britannico The Sun da parte di Rupert Murdoch nel 1969 e la sua trasformazione in un tabloid capace di rivoluzionare, e in parte degradare, il linguaggio dell’informazione popolare.

Guy Pearce interpreta Murdoch, mentre O’Connell veste i panni di Larry Lamb, il direttore incaricato di conquistare nuovi lettori attraverso titoli aggressivi, scandali, sesso e una concezione sempre più spettacolare della notizia. Al centro di Ink non c’è quindi soltanto l’ascesa di un impero editoriale, ma la nascita di un modello mediatico destinato a influenzare profondamente la cultura e la politica britanniche.

È un ruolo particolarmente adatto a O’Connell. Larry Lamb è un uomo ambizioso e popolare, capace di comprendere gli istinti del pubblico ma anche disposto a forzarli. Un personaggio nel quale il carisma non può essere separato dalla spregiudicatezza e che permette all’attore di trasformare quella sua energia proletaria, così distante dall’eleganza levigata della recitazione britannica tradizionale, in una forma di autorità.

Sarà lui il prossimo James Bond?

Proprio mentre Ink lo riporta al centro dell’attenzione, il nome di Jack O’Connell è entrato nella rosa dei possibili nuovi James Bond. Secondo alcune indiscrezioni, l’attore sarebbe tra i candidati ancora valutati per il reboot affidato a Denis Villeneuve, accanto a interpreti come Callum Turner e ad altri nomi emergenti.

O’Connell possiede comunque molte delle qualità richieste dal personaggio. È inglese, ha l’età adatta per sostenere il ruolo per diversi film e sa unire fisicità, seduzione e durezza. Soprattutto, potrebbe offrire un Bond meno aristocratico e più imprevedibile, vicino per intensità a quello di Daniel Craig ma privo del rischio di apparirne una semplice imitazione. Il suo 007 non avrebbe bisogno di essere ripulito fino a diventare impeccabile: potrebbe conservare l’accento, le asperità e quella sensazione di pericolo autentico che accompagna O’Connell fin dagli anni di Skins.

Forse è proprio questo a renderlo una scelta credibile. Jack O’Connell non sembra un uomo che indossa lo smoking per sentirsi importante, ma qualcuno che potrebbe portarlo come una copertura, lasciando intuire sotto la superficie una storia molto meno elegante. Ed è esattamente ciò di cui il prossimo James Bond potrebbe avere bisogno.

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