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Richard Gere e Cindy Crawford, la storia continua con i loro figli in «Le schegge»

Richard Gere e Cindy Crawford, la storia continua con i loro figli in «Le schegge»
(Photo by Ron Galella/Ron Galella Collection via Getty Images)

Trent’anni dopo il matrimonio dei genitori, Kaia Gerber e Homer Gere si ritrovano fianco a fianco nella serie tratta dal romanzo di Bret Easton Ellis.

C’è qualcosa di irresistibile nel vedere Kaia Gerber e Homer Gere uno accanto all’altra in Le schegge. Lei ha lo sguardo intenso e la bellezza scultorea di Cindy Crawford, lui ricorda Richard Gere nei lineamenti e in quel fascino apparentemente rassicurante che può diventare indecifrabile. Trent’anni fa erano i loro genitori a catalizzare l’attenzione di Hollywood; oggi sono i figli, nati da relazioni successive, a ritrovarsi sullo stesso set e a incarnare una nuova coppia destinata a suscitare curiosità.

Richard Gere e Cindy Crawford furono sposati dal 1991 al 1995, quando lui era uno degli attori più desiderati del cinema americano e lei il volto definitivo dell’era delle supermodelle. Formavano una coppia quasi troppo perfetta per l’immaginario di quegli anni: Pretty Woman aveva trasformato Gere nell’uomo dei sogni, mentre Crawford rappresentava una bellezza capace di attraversare passerelle, pubblicità e cultura pop. Anche la loro separazione contribuì a fissarli nella memoria come un’immagine circoscritta nel tempo, un frammento luminoso dei primi anni Novanta.

Cindy Crawford avrebbe poi sposato Rande Gerber, dal quale ha avuto Presley e Kaia; Richard Gere sarebbe diventato padre di Homer insieme all’attrice Carey Lowell. È stato il set della serie tratta dal romanzo di Bret Easton Ellis a far incrociare per la prima volta due biografie che Hollywood aveva già intrecciato molto prima della loro nascita.

Richard Gere e Cindy Crawford, la storia continua con i loro figli in «Le schegge»
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Richard Gere e Cindy Crawford, la storia continua con i loro figli in «Le schegge»
Richard Gere e Cindy Crawford, la storia continua con i loro figli in «Le schegge»

I protagonisti della serie «Le schegge»

Se Gere e Crawford incarnavano l’idea patinata della coppia perfetta, Kaia e Homer si incontrano dentro un universo nel quale ogni perfezione nasconde una crepa. Ambientata nella Los Angeles del 1981, Le schegge (disponibile su Disney+ dal 5 agosto) segue un gruppo di adolescenti privilegiati la cui esistenza viene sconvolta dall’arrivo dell’affascinante e misterioso Robert Mallory, interpretato proprio da Gere, mentre una serie di omicidi terrorizza la città. Kaia Gerber veste invece i panni di Susan Reynolds, It Girl del gruppo e presenza solo apparentemente sicura di sé.

La suggestione diventa ancora più evidente quando i due compaiono insieme. Non si tratta soltanto della somiglianza con i rispettivi genitori, ma della sensazione che Hollywood stia riproponendo una propria immagine d’archivio in una versione più giovane, inquieta e contemporanea. Nel mondo di Bret Easton Ellis, dominato dal desiderio, dall’apparenza e dalle identità costruite per essere osservate, persino la loro genealogia sembra trasformarsi in un elemento narrativo.

Una complicità nata prima delle riprese

Richard Gere e Cindy Crawford, la storia continua con i loro figli in «Le schegge»
Richard Gere e Cindy Crawford, la storia continua con i loro figli in «Le schegge»
Richard Gere e Cindy Crawford, la storia continua con i loro figli in «Le schegge»
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Alla première newyorkese della serie, Kaia ha definito la coincidenza «la prova di quanto sia piccolo il mondo», spiegando di avere conosciuto Homer soltanto poco prima dell’inizio delle riprese.

Anche Homer Gere ha ridimensionato con ironia quello che, osservato dall’esterno, sembra un elaborato cortocircuito hollywoodiano. «Vissuta dall’interno, è una cosa assolutamente normale», ha spiegato. «Siamo diventati amici come colleghi ancora prima di iniziare a lavorare e lei è diventata un’amica molto cara. È stato bellissimo lavorare con lei».

I due si sono incontrati durante un’uscita organizzata con il resto del cast, circa due settimane prima delle riprese, affrontando subito il proverbiale elefante nella stanza. Superata la curiosità per il passato dei genitori, la sintonia si è costruita soprattutto attraverso il lavoro. Kaia ha definito Homer «il miglior partner di scena possibile», aggiungendo: «È meraviglioso, è divertentissimo e mi fa ridere da morire».

Una leggerezza che ha aiutato entrambi ad attraversare il materiale oscuro della serie. «Il fatto che siamo davvero amici ha mantenuto tutto naturalmente più leggero», ha raccontato Homer. «Potevamo confrontarci continuamente l’uno con l’altra. Non credo ci sia stato un solo giorno sul set senza risate e divertimento». 

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