L'Oro bianco di Valentini
Alberto Bevilacqua
L'Oro bianco di Valentini
Panorama d’Italia 2015

L'Oro bianco di Valentini

Dalle sciarpe di cachemire alle valigie ipertecnologiche in carbonio

Questa storia nasce in Tibet nel lontano 1995. Giacomo Valentini ascolta una conversazione tra alcuni interpreti. Parlano di oro, il loro oro: il cashmere bianco, ricavato da capre che mangiano particolari arbusti sulla via della seta. Oro bianco: Valentini associa le parole e decide che darà vita a una impresa che porterà proprio quel nome.

La società viene registra un anno dopo, inizia con la lavorazione di sciarpe e piccoli articoli di pelletteria. Da lì si allarga alle giacche, poi borse di design. Per la produzione punta sugli artigiani schiacciati dall’avvento delle grandi multinazionali, per il mercato invece sceglie il Giappone.

Oggi Orobianco produce 13 mila modelli di borse e, grazie allo sviluppo di una nuova tecnologia presa in prestito dall’aeronautica, ha messo sul mercato una serie di valigie in carbonio. Poi chiedi a Valentini di svelarti il segreto industriale e lui ti risponde così: «Amo il mio lavoro, sono un sognatore, mi alzo al mattino con il piacere di affrontare la giornata. E amo tanto viaggiare, una volta al mese vado a prendere un caffè con i giapponesi».

 

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