La Rocca Albernoziana di Spoleto, un luogo magico, intatto nella sua bellezza, ha fatto da cornice a un evento nell'evento: per cominciare, la presentazione della ricerca “Umbria, una regione allo specchio”, realizzata da Inthera del Gruppo Mondadori, seguita dall’intervista del direttore di Panorama Giorgio Mulè al presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini.

Partiamo dal fondo, con il governatore che associa uno dei dati più rilevanti dell'analisi con i terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre dello scorso anno: “In un territorio così martoriato dal sisma, il dato elevato della fiducia degli umbri nel futuro - sottolinea - testimonia una delle principali caratteristiche di chi vive in questi luoghi: l’amore per la terra, e la voglia di lavorare per renderla migliore”.

Qualità della vita tra le migliori in Italia

Altro fattore importante emerso è quello che riguarda l'apertura mentale degli umbri, "che non si spaventano per le novità". Un dato che fa il paio con quello sul "grado di soddisfazione dichiarato sulla qualità della propria vita, superiore a quello della media nazionale”, spiega Pamela Saiu di Inthera, che ha presentato la ricerca.

Ma che cosa dell'Umbria, in concreto, piace ai suoi abitanti? Nell'ordine: il verde pubblico, i servizi sanitari, la sicurezza. E, in tutti e tre i casi, le percentuali sono nettamente più alte di quelle registrate nell’Italia intera.

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"Nella mappa emozionale creata sui sentimenti degli abitanti che sta alla base della nostra metodologia di ricerca - conclude Saiu - emerge un territorio fatto di persone più solide che sognatrici, legate alla famiglia, che si impegnano costantemente per migliorare le proprie condizioni di vita".

(Qui la ricerca integrale)

Meno Stato, più Regione

Persone che non si arrendono anche davanti a calamità naturali come quella del terremoto, situazione in cui si è mostrata in tutta la sua forza la tenacia dei cittadini umbri per risollevare le sorti del territorio e per pianificare le strategie per la ricostruzione: "era giusto e inevitabile che il sisma della Valnerina venisse conosciuto come terremoto dell’Umbria - dichiara il presidente di regione - e come tale, non può che avere come attori protagonisti le istituzioni locali, in un contesto di minore centralità e maggiore autonomia".

Inversione di rotta

Parte dell'impegno speso dall'amministrazione regionale è stato dedicato a fare in modo che il terremoto non mettesse in discussione il regolare funzionamento delle attività della regione, dai trasporti ("entro luglio anche l’ultimo comune della Valnerina devastata dai terremoti del 2016, cioè Castelluccio, sarà ricollegato con una strada a normale funzionalità"), agli eventi artistici, culturali e alle attività sportive "tutti partiti regolarmente", ha sottolineato con grande orgoglio la Marini, per la quale la nuova grande sfida ora è invertire la tendenza delle presenze turistiche che sono state ovviamente finora molto inferiori all’ultima stagione ante-sisma.

“Vogliamo ricordare a tutti che, dal Festival dei Due Mondi di Spoleto a Umbria Jazz è tutto già in funzione a pieno regime”.

La viabilità

Eppure visitare queste zone non è semplice. I temi delle infrastrutture e dei trasporti, da sempre, rappresentano un grosso limite della regione, "sempre troppo lontana da tutto", sottolinea Mulè, con qualsivoglia mezzo di locomozione. 

Lo sa bene Marini che ha messo in primo piano il tema delle Tre Valli: "Se i due terremoti dell'anno scorso si fossero verificati tra dicembre e febbraio, i soccorsi sarebbero stati drammaticamente rallentati dall’impraticabilità invernale di alcune strade", per poi introdurre la questione della parte umbra dello Spoletino "da collegare alla parte marchigiana del Piceno, cioè il link tra i due mari che è il vero tema irrisolto delle nostre infrastrutture". E che tanto potrebbe fare per incrementare il turismo.

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