Un viaggio affascinante per immaginare quale sarà il futuro dell’umanità. Anche a Caserta come nelle altre tappe del tour di Panorama d’Italia, Focus e l’astronauta Umberto Guidoni, hanno accompagnato gli appassionati di esplorazioni spaziali in un percorso che porta molto lontano, fuori dal sistema solare.

Viaggio nel cielo stellato

Il direttore del magazine scientifico, Jacopo Loredan, invita subito Guidoni a illustrare "una guida galattica" per capire quanto gli altri pianeti siano vicini alle esigenze di vita degli uomini: “Venere è apparentemente simile alla Terra, ma la sua abitabilità è molto diversa", chiarisce subito Guidoni. "Mercurio è interessante dal punto di vista della ricerca, ma non sarà questo il pianeta giusto. Giove è gassoso, un posto antipatico per viverci perché non c’è una vera e propria superficie, ma le sue lune potrebbero avere qualche chance, in particolare Europa perché sotto la sua coltre c’è un oceano di acqua salata e quindi la vita”.

Prossimo obiettivo: la Luna

Il futuro dell’uomo potrebbe essere Marte, un pianeta molto simile al nostro anche se presenta delle difficoltà. Ma se fino a un anno fa si ipotizzavano delle date per la missione sul pianeta rosso, oggi si torna a parlare della Luna: “Sarà utile per organizzare quella successiva sul pianeta rosso” dice Guidoni.

Sono 45 anni che l’uomo non mette piede sulla Luna. Adesso l’Esa (Agenzia Spaziale Europea) sta portando avanti studi importanti per quella che sarà la futura colonia lunare. Gli americani nel 2019 lanceranno con “Esploration mission 1” un veicolo all’interno del quale non ci saranno uomini, ma piccoli satelliti, 13 per l’esattezza, e uno di questi, ArgoMoon, italiano sarà realizzato da Argotec. “Il lancio avverrà a 28 mila chilometri dalle nostre teste - spiega David Avino, managing director di Argotec - Dentro quella scatoletta sono concentrate le migliori tecnologie”.

Da dove arriva l’energia

E se la Luna potrebbe diventare il “campo di addestramento” per la futura missione su Marte, non si può trascurare il Sole, dicono gli esperti ospiti di Focus. “Quello che a voi sembra una visione romantica, un tramonto di fine estate con il cielo stellato, in realtà nasconde tempeste di gas - dice Antonio D'Onofrio, direttore del dipartimento di matematica e fisica dell’università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli”. Il Sole è l’origine di tutto, la nostra energia: “Ha 4 miliardi e mezzo di anni e altrettanti ne vivrà. Ogni secondo 4 milioni di tonnellate di materia solare si trasformano in energia. Nel laboratori dell’università di Caserta siamo impegnati in molti studi e ricerche”.

L’universo dei satelliti

Sessant’anni fa, rilancia Loredan, è partito dalla terra lo Sputnik, il primo satellite. Da allora si è sviluppata un’attività industriale sullo spazio. E l’Esa, l’agenzia spaziale europea, è in prima linea: “Il programma Copernicus in particolare - sottolinea Guido Levrini , Copernicus Space Segment Programme Manager di Esa - trasforma le tecnologie in infrastrutture per l’osservazione sistematica dell’intero globo terrestre. Sono satelliti, chiamati sentinelle, lanceremo il settimo tra pochi mesi. E misurano ogni parametro ambientale: dallo stato del mare al monitoraggio del movimento dei ghiacciai, dallo stress delle piante alla stabilità degli edifici. Sono in orbita a 700 chilometri dalla terra, pesano da una a due tonnellate. Sono strumenti molto raffinati”.

Il contributo della Campania alle esplorazioni spaziali

Per preparare le missioni c’è tanto lavoro, nulla è lasciato al caso, tutto viene collaudato, per quanto possibile, a terra. E a Caserta c’è un centro, il Distretto Aerospaziale della Campania, che si occupa proprio di questo: “Lo sviluppo in campo aerospaziale è un processo continuo, investiamo in formazione, ricerca e tecnologia - chiarisce, Luigi Carrino, presidente del distretto - In questo territorio si è formata una rete eccellente. L’Italia è stato il terzo paese al mondo a lanciare un satellite. Oggi studiamo le soluzioni che verranno applicate tra 30 anni. Abbiamo strutture per testare ciò che va nello spazio”.

Il viaggio nello spazio dell’astronauta Guidoni

E nello spazio l’astronauta Umberto Guidoni c’è stato per davvero. Alle sue spalle scorrono immagini straordinarie mentre lui, con la grande passione che lo contraddistingue, guida gli spettatori dentro la stazione spaziale internazionale dove lui, nel 2001, ha vissuto per molti mesi. “È un laboratorio spaziale, dove le cose galleggiano, c’è assenza di peso che condiziona la vita a bordo come mangiare, bere, lavarsi. Molte attività richiedono l’attività dell’astronauta anche all’esterno. Gli equipaggi sono internazionali”. Ed ecco il mare Egeo, la Groenlandia, le Hawaii: “Il nostro è un pianeta spettacolare visto da lassù”. Torneremo sulla Luna, prossimamente: “400 mila chilometri che percorrerà Orione, mentre verso Marte il viaggio sarà tutto diverso, la lontananza è grandissima, 160 milioni di chilometri, durerà due anni. Per scendere useremo una specie di disco volante, uno scudo termico. Andare oltre è una sfida difficile davvero, parliamo di anni luce”.

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