Primo ottobre 1943: le truppe Alleate sbarcano a Napoli e trovano una città sì libera dall’occupazione tedesca, ma anche allo stremo, perché reduce da quattro giorni di guerriglia urbana in cui tutto è diventato strumento per allontanare quell'oppressore che fino a poco prima era un Amico.

Quella Napoli stanca e confusa ma allo stesso tempo capace di richiamare a sé tutte le sue energie telluriche di cui dispone e di rialzarsi si incarnerà in Serena Autieri e in Donna Carmela, il suo personaggio sul palco, diventando protagonista di Rosso Napoletano, un’opera scritta e diretta da Vincenzo Incenzo e prodotta dalla Engage di Enrico Griselli, in una combinazione di musical e commedia classica “che rappresenta un esperimento del tutto nuovo, borderline, in cui abbiamo accostato due codici antitetici, ma soltanto all’apparenza”, spiega il regista.

In esclusiva per Panorama d'Italia

Manca un mese esatto al momento in cui debutterà per nove giorni al Teatro Augusteo di Napoli e noi abbiamo avuto il privilegio di avere in esclusiva una sua super anteprima, un assaggio assieme al pubblico del Teatro Comunale di Caserta, nella giornata inaugurale della tappa di Panorama d’Italia.

“La storia di Carmela - racconta il direttore di Panorama Giorgio Mulè, voce narrante della serata - è la storia di una panettiera che, dopo l’armistizio di Cassabile dell’8 settembre di quello stesso anno, decide di riaprire la sua bottega rimasta per lungo tempo chiusa per via della guerra.

Quando la scintilla si accende...

Carmela è rimasta sola a crescere la propria figlia Carolina in un momento assai difficile, una condizione che le ha portato via molte cose, mentre altre le ha dovute mettere da parte, come la sua femminilità.

“Poi un giorno - prosegue il racconto la Autieri - nel suo negozio accade qualcosa che rivoluzionerà la sua vita, anche se lei ancora non lo sa”. Entra, infatti, un soldato tedesco, la personificazione di quel mondo che si è capovolto nel momento esatto in cui il Bene è diventato il Male. E viceversa.

Raphael è gentile, è bello ed è elegante. E i sensi di Carmela, “tutti assieme” sottolinea la sua alter-ego Serena, restano folgorati da quell’apparizione.

Non c’è dubbio che si tratti di un colpo di fulmine, e pure di quelli forti. A cui, però, bisogna resistere, dice tra sé e sé la donna. Ma non è un’impresa facile.

Cerca di sfuggire a quell’amore Carmela, perché, appunto, il mondo ora funziona alla rovescia: l’oggetto del suo desiderio adesso è il Nemico e si troverà circondata dalle dita puntate e dal biasimo della sua famiglia allargata fatta di scugnizzi, marinai di passaggio, femminielli, professori, insomma da tutto quel Popolo (po’) che dà il titolo alla prima performance canora della cantattrice, sulle note del Maestro Enzo Campagnoli.

Carmela, la voce di Napoli

Strofa dopo strofa la Autieri libera la voce, le mani del pubblico, in battere e levare, riempiono la sala, e Vívece 'a coppa, ride e campe assaje (Vivici sopra, ridi e vivi tanto) suona come un inno composto ad hoc per la protagonista.

Carmela è tutte le donne di Napoli”, spiega ancora la cantante e attrice che trattiene a stento la commozione chiosando Core mio straziato, il monologo che fa da preludio all’introduzione delle due figure veramente centrali di quel suo mondo che colora questa storia shakespeariana a passo di tarantella: Donna Rosa, sua madre, interpretata da Maria Del Monte e ‘O Professore, che indossa i panni di Benedetto Casillo e che rappresenta un altro degli archetipi della città del Vesuvio e del pomodoro, rosso come la Passione, quella che dà il titolo al secondo brano, uno dei più famosi nella storia musicale della città, struggente analisi dell’estasi della sofferenza d’amore.

Come a Broadway

“La storia di Rosso Napoletano - prende poi la parola Incenzo - è una storia che non dovrebbe mai smettere di essere raccontata, perché narra la capacità dei napoletani di far diventare normale ciò che non lo è, perché è un nostro archetipo, quello dell’eroe che si butta anche se sa che potrebbe sbagliare. Per questo vorremmo che il nostro spettacolo diventi stabile a Napoli”.

Prima di tornare sul palco per l’ultima canzone, l’Autieri chiama a sé gli altri membri della ciurma: “ballerini che recitano, cantanti che ballano, attori che sanno far tutto”.

Sono stati loro i prescelti al termine di un casting che ha avuto ben 1.500 candidature da tutta la Campania e 200 audizioni. Tutti assieme - e ci si mette anche il pubblico - intonano ‘O Surdato ’Nnammurato.

C’è ancora tempo per un bis. E che bis: la showgirl scende tra il pubblico, si fa Sciantosa e chiude in bellezza con un altro grande classico partenopeo, 'A Mossa.

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