Siamo a Marcianise, in provincia di Caserta, dove ha sede uno dei quattro stabilimenti italiani più importanti di Coca Cola HBC, uno di quei luoghi, cioè, dove le bevande e le acque del gruppo nascono per poi raggiungere gli scaffali di tutta Italia.

È dunque una sede di eccellenza quella che ospita il round campano di Carriere & Lavoro, il workshop itinerante che HRC Group organizza nell’ambito di Panorama d’Italia.

L’auditorium è colmo di giovani che sono qui per scoprire come si fa a massimizzare le probabilità di trovare o cambiare lavoro.

Tra tecniche, strategie e strumenti, a partire dalla conoscenza delle professioni e dal loro grado di richiesta da parte del mercato, al come si fa a scrivere il curriculum perfetto, fino ai modi per migliorare e bilanciare al meglio le competenze (in gergo, le skill), e per sfruttare le opportunità dei social network, diventando ben consapevoli di quali siano i falsi miti da sfatare.

Dalla teoria alla pratica

Il tutto ben shakerato con i suggerimenti dei vari HR manager coinvolti che, nella fase finale, quella delle Job Interview, addestreranno i potenziali candidati a svolgere un colloquio di lavoro convincente e vincente, potendo contare su vere e proprie simulazioni "sul campo".

A fare gli onori di casa c’è Giulia Miceli, external communication manager di Coca Cola Hbc Italia che illustra le meraviglie di #youthempowered, il nuovo programma che la multinazionale rivolge ai giovani di età compresa tra i 16 e i 30 anni.

Tra i suoi obiettivi: supportare le nuove generazioni nella delicata e sempre più complessa transizione tra il mondo della scuola e quello del lavoro e che, oltre al ramo virtuale, cioè un digital hub che ospita contenuti di varia natura, tra cui test, notizie e approfondimenti sul settore, prevede anche un piano “reale” fatto di corsi di formazione e di incontri nei quali gli stessi dipendenti raccontano le loro storie e i loro percorsi professionali.

Nei panni di un manager

Un’esperienza vissuta dai partecipanti alla mattinata di lavori con l’intervento di Sebastiano Siracusa, ingegnere meccanico siciliano che lavora proprio nello stabilimento di Marcianise nella veste di responsabile di produzione.

Dopo aver raccontato com’è organizzata l’attività della fabbrica e la sua routine quotidiana, il manager ha proseguito, in piena continuità con la linea didattica della giornata, spiegando, dall’alto della sua esperienza sul campo, quali sono le skill necessarie a svolgere un ruolo di responsabilità, dalla capacità di conquistare e gestire la propria leadership e di lavorare in gruppo, al saper pianificare, negoziare, risolvere problemi.

Giulio Beronia di HRC Group introduce un altro grande e importante mantra del settore: “Il lavoro va cacciato, trovare lavoro è esso stesso un lavoro”, dopodiché passa a organizzare i cento e passa partecipanti in gruppi di lavoro.

La platea è quantomai eterogenea, tra ragazzi all’ultimo anno delle superiori, studenti universitari, neoleaureati che si sono appena affacciati al mondo del lavoro, persone che frequentano o hanno frequentato un master, disoccupati in cerca di una nuova occupazione, occupati che desiderano cambiare quella attuale.

Quando è il turno degli HR Manager che avranno il compito di guidare e sciogliere tutti i dubbi ed entreranno, nel corso della mattinata, anche molto nel merito delle strategie e dei segreti durante il Job Corner, la domanda del pubblico che più ricorre è: “Ma quali sono, in concreto, le competenze più importanti di cui bisogna essere in possesso?”.

La parola agli esperti

“Soprattutto se siete neolaureati, inserite nel cv tutte le esperienze che avete fatto - svela Rumina Georgieva di Coca Cola Hbc Italia - che poi racconterete nei dettagli durante il colloquio. Quella che vale di più? Per me è la voglia e la capacità di conoscere e di apprendere, soprattutto se siete neolaureati”.

Le fa eco Bina Izzo di Alstom Transport, che aggiunge altre parole-chiave, “flessibilità, apertura, disponibilità”.

Cristian Tarallo, responsabile delle risorse umane di Prysmian Group, sull’argomento ha una visione ancora più suggestiva: “E’ l’energia la regina delle competenze trasversali. E per quanto mi riguarda considero una risorsa preziosa chi la possiede ed è in grado di trasmetterla all’intera organizzazione. E poi mi piacciono i candidati che dimostrano di essere dotati di quell’’intelligenza sociale’ che li renderà in grado di adattarsi ai vari contesti che si potranno presentare nel corso della loro vita professionale.

Le fasi cruciali

Altra curiosità di molti ragazzi riguarda lo standing, esteriore e non, con cui ci si deve presentare a un colloquio. Sia Margherita Petrella di Capua Bioservice che Claudia Aletto di Whirlpool, “il segreto è considerare il confronto con l’hr manager alla stregua di come lo si considererebbe con qualsiasi altra persona, e cercando quindi di essere se stessi sia nell’aspetto, con un outfit senza eccessi in cui ci si trovi a proprio agio, che nel modo in cui si mette in evidenza il proprio carattere, nei pregi come nei difetti”.

Certo che al colloquio bisogna arrivarci, argomentano giustamente in tanti. E per questo è fondamentale saper redigere un buon curriculum, tema che - come abbiamo visto in precedenza, sarà uno dei capisaldi di una sessione della parte più tecnica del workshop. “Che decidiate o meno di optare per quello europeo, siate sempre onesti nell’autovalutarvi - spiega Antonia Girfati di Asicaserta - e cercate di raccontare, in maniera ben bilanciata, sia le vostre competenze tecniche che quelle trasversali”.

E per chi proprio non riesce a trovare nulla? Annalisa Cerbone di Apl training and working, illustra tutta una serie di programmi: “Anche per i casi più difficili, quelli in cui è subentrata la demotivazione, esistono diversi strumenti di politiche attive, disponibili a livello europeo, a cui fare ricorso; penso, per esempio, alle esperienze di tirocinio nelle aziende o in tutto il ncessaire per il cosiddetto ‘autoimpiego’ cioè il diventare imprenditori concretizzando un sogno o un’idea”.

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