Un nuovo modello di bellezza, creatività, opportunità. È l’obiettivo che si sono dati imprenditori, manager e politici casertani che hanno animato il dibattito “L’Italia riparte da Caserta” nel secondo giorno della tappa di Panorama d’Italia in città.

La ripresa economica è cominciata

Il territorio ha agganciato la ripresa, sottolineano tutti i relatori. I numeri sono davvero incoraggianti. Unica pecca è l’erogazione del credito che anche qui, come altrove in Italia, latita: “La raccolta bancaria è pari a 12 miliardi e 800 mila euro, ma solo lo 0,75 % diventa impiego”, puntualizza Tommaso De Simone, presidente della Camera di Commercio.

Quella campana è la tredicesima Camera di Commercio italiana. "Qui ci sono 110 mila imprese - precisa De Simone - e nonostante l’onda lunga della crisi economica il numero delle imprese nate è sempre stato maggiore di quelle chiuse. Nel 2016 c’è stato un incremento dell’1,5 %”. Le aziende sono giovani: 14 mila hanno imprenditori under 35 e 24 mila sono guidate da donne. E l’export è in crescita: “vale 1 miliardo e 300 mila euro”.

Il peso della “Terra dei fuochi”

Se la crisi economica è stata affrontata con successo a penalizzare la provincia di Caserta è stata l’immagine di “Terra dei fuochi”. “Nel 2014 l’export ha perso 400 milioni, ma ora siamo in ripresa”, dice ancora De Simone passando il testimone al presidente della Confindustria casertana, Gianluigi Traettino, che lamenta il pregiudizio scaturito anche da fiction come Gomorra. E invece Caserta ha una solida e sana tradizione imprenditoriale: “L’area industriale è la più grande del Mezzogiorno. Qui ci sono multinazionali e grande imprese. Il nostro difetto è che non sappiamo comunicare, Caserta è aperta su se stessa, ma chiusa con il mondo”.

La rinascita della Reggia

Chi sta provando a invertire la rotta è Mauro Felicori, direttore della Reggia di Caserta, che in due anni ha raddoppiato i numeri dei visitatori: da 400 mila a 800 mila. Non è stata una missione facile, i mugugni dei sindacati per la sua impronta manageriale sono stati rumorosi, ma i risultati cominciano ad arrivare: “La vera sfida italiana è modificare l’approccio alla pubblica amministrazione. Io qui ho cercato di invertire il principio secondo il quale nel pubblico si lavora poco e male, abbiamo organizzato uno schema organizzativo diverso. Mi piacerebbe assumere giovani, l’età media alla Reggia è di 60 anni”.

E Mauro Felicori fa intendere che, nonostante l'impegno e i risultati, non resterà oltre il suo mandato: “Concluderò i prossimi due anni, spero, lasciando un buon esempio e portando un milione di visitatori alla Reggia. C’è un settore turistico che sta crescendo. I problemi riguardano soprattutto l’accessibilità ferroviaria e più in generale la promozione di tutta la Campania. E poi bisogna lavorare sulle filiere come quella della seta e spingere sulle nuove tecnologie”.

L’importanza della tecnologia

Luca Altieri, direttore marketing, communications and citizenship di IBM Italia, ritiene che “nel territorio casertano ci sia una forte percezione di investimenti elevati nell’uso della tecnologia". Ma la realtà poi è diversa. "L’innovazione è indispensabile per lo sviluppo delle aziende. Ci sono una quantità enorme di dati che vanno gestiti da sistemi cognitivi. Ibm ha Watson che in poche frazioni di secondi interpreta migliaia di dati contribuendo a rendere più efficienti le aziende”.

La vera innovazione, però, passa attraverso un rinnovamento culturale: “Molte volte ci sottovalutiamo e invece siamo un Paese di eccellenze”, prosegue Altieri rivolgendosi ai ragazzi in sala e invitandoli “ad essere coraggiosi nelle scelte”.

Il ruolo dell’università

All’Università della Campania Luigi Vanvitelli, che ospita il dibattito di Panorama d’Italia, sono iscritti 6 mila studenti: “Di recente abbiamo cambiato nome e logo - afferma il rettore Giuseppe Paolisso - per dare un maggior senso di identificazione di questa università con il territorio. Abbiamo fatto un concorso di idee a cui hanno partecipato 147 tra designer e architetti di tutta Europa. E il logo che è stato scelto simboleggia proprio l’apertura verso il mondo”. Il nostro compito, sottolinea il rettore, è “anche di natura aziendale con la finalità di promuove lo sviluppo del territorio dal punto di vista economico. Le facoltà tecnologiche, di ingegneria e architettura, ci chiedono spesso di realizzare progetti comuni”. Certo, aggiunge Paolisso, l’Italia deve cambiare marcia, deve investire di più sulla cultura: “Non possiamo lamentarci della fuga dei cervelli quando un ricercatore in Italia guadagna 1.800 euro al mese contro i 5mila della Germania o gli 8mila degli Stati Uniti”.

La sfida della città

La conclusione spetta al sindaco di Caserta, Carlo Marino, che indica la strada da seguire per il futuro di tutta la provincia: “Vogliamo costruire insieme un nuovo modello di opportunità. Il mio compito è di far innamorare di questo territorio e di tenere insieme una comunità, partendo della sua storia”.

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