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Panorama d'Italia 2017

Francesco Caringella: "La corruzione uccide il futuro dei nostri figli"

Il magistrato, autore del libro "La corruzione spuzza" a Bari per Panorama d'Italia denuncia il problema "culturale" da superare con l'educazione

La corruzione non è un male, fa male e fino a quando i cittadini non ne avranno consapevolezza non cambierà nulla. É indispensabile un salto culturale di tutta la società a cominciare dalle scuole. Francesco Caringella, presidente di sezione del consiglio di Stato, e Beniamino Migliucci, presidente dell’Unione delle Camere Penali italiane, ne hanno discusso a Bari sul palco di Panorama d’Italia.

Una conversazione su temi scomodi prendendo spunto dal libro “La corruzione spuzza” che il magistrato barese Caringella ha scritto assieme a un altro magistrato, Raffaele Cantone, a capo dell’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione.

Caringella: "Contro la corruzione serve l'educazione"

“La gente - sottolinea Caringella - ha un atteggiamento autoassolutorio nei confronti della corruzione perché generalmente ritiene che appartenga alla politica o alla pubblica amministrazione”. E, invece, afferma il magistrato, è un problema culturale: “Poco tempo fa ne sono stato vittima io stesso - rivela - un signore, a margine di un convegno sulla corruzione, si avvicina e mi chiede se sono un giudice amministrativo. Io lo guardo e non rispondo. E lui insiste raccontandomi di sua figlia, che deve fare l’esame con il professor Tizio e ha studiato poco. Ecco io con tutto col garbo possibile l’ho allontanato. E mi è dispiaciuto vedere questo signore andare via convinto di essere stato leso in un suo diritto”.

La morale di questa vicenda è chiara. Il fatto è che “le regole minime della convivenza sociale in Italia non vengono rispettate: dal biglietto dell’autobus che non si paga alla fila che furbescamente si evita”.

Ma non è con la repressione che si risolve il problema. Migliucci, che di mestiere fa l’avvocato, punta il dito contro l’eccessivo numero di leggi - in Italia sono 200 mila - e sulla scarsa chiarezza dei testi che costringono all’interpretazione.

E la corruzione "attecchisce dove le regole sono poco chiare come nel caso del codice degli appalti”. Migliucci contesta anche la tesi che la corruzione allontani gli imprenditori e metta in fuga i giovani: “sono ben altri i motivi che rendono il nostro paese indigesto - sottolinea - dalla disoccupazione all’eccessiva tassazione fino al lavoro nero”.

Caringella e Migliucci su una cosa sono perfettamente d’accordo: il nostro Paese ha bisogno di essere rifondato. "É indispensabile più consapevolezza sul fatto che lo sperpero di denaro pubblico è definibile come corruzione, perché quei soldi vengono tolti agli ospedali, alle strade, al bene comune", dice il magistrato barese. "La corruzione uccide il futuro dei nostri figli, è una mano nelle tasche di ognuno di noi”.

Per scardinare questo stato di cose è più importante la prevenzione della repressione, secondo Migliucci. E Caringella, che si dice d’accordo, conclude con un monito: “Per battere la corruzione dobbiamo cominciare dall'educazione, dalle scuole, dalle famiglie. Ci vuole un cambiamento culturale. Per questo stiamo studiando un’edizione semplificata del libro da dedicare ai ragazzi”.

Ada Masella
Da sinistra: il magistrato Francesco Caringella, il direttore di Panorama Giorgio Mulè e Beniamino Migliucci, presidente dell’Unione delle Camere Penali italiane - Bari, 30 giugno 2017
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