Ucraina, il re della cioccolata in corsa per la presidenza
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Ucraina, il re della cioccolata in corsa per la presidenza
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Ucraina, il re della cioccolata in corsa per la presidenza

Petro Poroshenko, patron del colosso Roshen e tra gli uomini più ricchi del mondo, vola nei sondaggi per le prossime presidenziali, battendo sia Yulia Tymoshenko che il pugile Klitschko

Mentre la Nato smentisce il parziale ritiro delle truppe russe dai confini orientali dell'Ucraina annunciato da Mosca, e il segretario generale dell'Alleanza, Anders Fogh Rasmussen, dichiara che i rapporti con la Russia "non potranno continuare come al solito", a Kiev entra nel vivo la campagna per le elezioni presidenziali che si terranno il 25 maggio.

Il panorama politico è caotico, ma gli ultimi sondaggi non hanno dubbi: se si andasse a votare in questo momento il nuovo presidente dell'Ucraina sarebbe Petro Poroshenko, alias il Willy Wonka di Kiev. Il suo gradimento siaggira attorno al 25%, contro l'8% di Yulia Tymosheno e il 9% dell'ex pugile Vitaly Klitschko , che la scorsa settimana si è tirato fuori dalla corsa.

Poroshenko (48 anni) è un magnate della cioccolata. Proprietario della Roshen e politico di lungo corso, ha ufficialmente iniziato la sua campagna elettorale e in molti guardano a lui come l'outsider (che outsider non è) che potrebbe davvero essere l'artefice del "cambiamento".

Tra gli uomini più ricchi del mondo (la classifica dei miliardari stilata da Forbes lo colloca al 1310esimo posto , con un patrimonio personale che si aggira attorno a 1 miliardo e mezzo di dollari), Poroshenko ha diversificato le sue attività in diversi settori. Oltre a quello dei cioccolatini, venduti in tutta l'Asia e in Europa, ha interessi nell'agricoltura e nelle telecomunicazioni ed è proprietario di una rete televisiva, Kanal 5.

Ma Petro Poroshenko è anche un politico navigato, che ha ricoperto ruoli istituzionali sia con il governo della rivoluzione arancione, guidato da Yulia Tymoshenko, che sotto la presidenza del defenestrato Viktor Yanukovich

Un uomo per tutte le stagioni. Eletto in Parlamento nel 1998, Poroshenko inizialmente sosteneva il movimento filo-russo. D'altronde è nato a Odessa, in una regione principalmente russofona. Ma rimane affascinato dal colore "arancione" e nel 2005 volta le spalle agli amici dei russi per seguire Viktor Yushchenko, che sulla scia delle proteste popolari diventa presidente. Premier dell'epoca è per la prima volta una donna, Yulia Tymoshenko, la reginetta del gas, e con lei Poroshenko diventa ministro degli Esteri, dal 2009 al 2010.

Resta alla Rada (il Parlamento ucraino) anche quando l'ex presidente Yanukovich prende il potere e con lui nel 2012 ricopre per breve tempo il ruolo di ministro dell'Economia. Quando iniziano le proteste a piazza Maidan, alla fine del 2013, il "re della cioccolata" mette in campo le sue capacità da mediatore per evitare che la situazione esploda. Appoggia i manifestanti anti-Yanukovich e si professa europeista, ma allo stesso tempo tenta di instaurare un dialogo con i filo-russi in Crimea, anche se con pessimi risultati.

Proprio con i russi Poroshenko ha recentemente avuto un pesante braccio di ferro, per motivi legati al suo gioiello di famiglia: la fabbrica di cioccolato. Nell'estate del 2013 le autorità sanitarie di Mosca vietano la vendita della cioccolata Roshen, perché - secondo le motivazioni ufficiali - contiene sostanze tossiche.

La Bielorussia segue a ruota la decisione della Federazione, causando perdite alla multinazionale della cioccolata per circa 200 milioni di dollari. Uno schiaffo pesante, dovuto più che a motivi di salute pubblica alla volontà di Mosca di fare pressione su Kiev per farla entrare nell'unione doganale tra ex Repubbliche sovietiche, l'Unione eurasiatica.

Ma Petro Poroshenko non cede, accusa il colpo e continua a vendere i suoi cioccolatini nel resto del mondo e dei paesi satelliti di Mosca. Però oggi il candidato alla presidenza dell'Ucraina mostra i muscoli alla Federazione russa, dichiarando che: "Se l'aggressione (russa ndr) continua contro altre parti del Paese, l'esercito ucraino aprirà il fuoco".

Discorsi da campagna elettorale, che però non sono completamente velleitari, dal momento che Mosca ha comunque aumentato la sua pressione militare lungo i confini a est dell'Ucraina.

"Un nuovo modo di vivere". Dopo essere stato eletto per 16 anni e aver ricoperto il ruolo di ministro due volte con governi opposti, adesso Poroshenko propone agli elettori "Un nuovo modo di vivere". E' questo il suo slogan principale, lanciato in occasione del primo comizio della campagna elettorale il 29 marzo scorso. Un comizio tenuto non a caso a Vinnytsya, città cuore delle sue fabbriche, dove il candidato alla poltrona di presidente sa di poter raccogliere voti facili.

Per cambiare vita, il Willy Wonka ucraino promette di puntare su riforme radicali, sia in campo economico che a livello amministrativo, per garantire più poteri alle regioni dell'Ucraina. In questo modo spera di riattivare il volano degli investimenti. Intanto da Mosca per lui non arrivano buone notizie: la Gazprom ha annunciato di aver aumentato di un terzo il prezzo del gas venduto a Kiev, in attesa che l'Ucraina paghi le bollette insolute.

Ce la farà il re della cioccolata a dividersi tra l'Europa e la Russia, garantendo all'Ucraina un futuro più stabile (e meno povero) di quello attuale?. La campagna elettorale è appena cominciata.

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