Terrorismo "nero": volevano uccidere i politici senza scorta
Terrorismo "nero": volevano uccidere i politici senza scorta
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Terrorismo "nero": volevano uccidere i politici senza scorta

Si ispiravano al movimento Ordine Nuovo e stavano pianificando attentati i 14 arrestati in un'operazione dei Ros contro l'eversione di destra

Il blitz contro i neofascisti

"Dieci, undici, insieme...". Il gruppo di neofascisti arrestati questa mattina dai Carabinieri del Ros stavano pianificando un attentato senza precedenti uccidendo politici "senza scorta" con un'azione simultanea. Non solo. Volevano far saltare le sedi di Equitalia con il personale dentro e portare a segno attentati nelle stazioni, prefetture e questure. 

Quattordici le persone arrestate, quarantaquattro in tutto gli indagati. 

I reati contestati sono associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico, associazione finalizzata all'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi nonché tentata rapina. Le indagini del Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri sono iniziate nel 2013, "scannerizzando" le attività un'associazione clandestina chiamata "Avanguardia Ordinovista"

Gli obiettivi del gruppo

ANSA / GIAN MATTEO CROCCHIONI Ansa

L'associazione clandestina "Avanguardia Ordinovista" si richiamava agli ideali del ormai disciolto movimento politico neofascista "Ordine Nuovo" e  ambiva ad  essere un movimento di "continuità"con l'eversione nera degli anni '70. Non a caso stava pianificando azioni violente nei confronti di obiettivi istituzionali con il fine di sovvertire l'ordine democratico dello Stato Italiano.

L'attività investigativa del Ros ha documentato come il gruppo, guidato da un ex carabiniere, Stefano Manni, avesse elaborato un piano d'attaco pronto a "minare la stabilità sociale attraverso il compimento di atti violenti nei confronti di obiettivi istituzionali quali Prefetture, Questure e Uffici di Equitalia e previsto, in un secondo momento, di partecipare alle elezioni politiche con un proprio partito"

Il gruppo era ben ramificato su tutto il territporio italiano. I terroristi sono stati arrestati tra L'Aquila, Montesilvano, Chieti, Ascoli Piceno, Milano, Torino, Gorizia, Padova, Udine, La Spezia, Venezia, Napoli, Roma, Varese, Como, Modena, Palermo e Pavia.

Cinque, comunque, le Regioni maggiormente coinvolte da arresti e perquisizioni: Lombardia, Piemonte Lazio, Campania e Toscana.

Alla ricerca di armi per colpire lo Stato

Un fermo immagine tratto da un video dei Carabinieri dei ROS mostra un momento dell'operazione ''Aquila nera'', 22 dicembre 2014. ANSA/CARABINIERI -

Il gruppo neofascista si stava armando. Per colpire lo Stato e i suoi rappresentanti, stava cercando di recuperare alcune armi sotterrate dopo l'ultima guerra mondiale ma ancora efficienti e funzionati e attraverso il web.

Il gruppo infatti stava acquistando armi e munizioni ed esplosivi in Slovenia tramite contatti locali.

Tra i metodi previsti per entrare i possesso di armi anche le rapine. Una in particolare, ai danni di un collezionista, era già  stata pianificata ma poi non è andata a buon fine grazie ad uno stratagemma dei carabinieri.

'Quanto costano le caramelle? Mille l'una. Ne hanno cinque'. E' uno stralcio di una conversazione telefonica intercettata dai Ros dei Carabinieri, tra Stefano Manni e Franco Grespi, entrambi arrestati nell'ambito dell'operazione "Aquila Nera". Le 'caramelle' sono armi, 'AK' dicono i due, alludendo all'AK-47, il fucile d'assalto sovietico meglio noto come kalashnikov.

L'eversione nera e i social network

Un fermo immagine tratto da un video dei Carabinieri dei ROS mostra un momento dell'operazione ''Aquila nera'', 22 dicembre 2014. ANSA/CARABINIERI

"L'associazione eversiva" scrivono i Ros "utilizzava il web, ed in particolare il social network Facebook, come strumento di propaganda eversiva, incitamento all'odio razziale e proselitismo comunicazione: uno attraverso un profilo pubblico, dove lanciava messaggi volti ad alimentare tensioni sociali e a suscitare sentimenti di odio razziale, in particolare nei confronti delle persone di colore"

Tra i nickname utilizzati sui social da una delle apparteneti al gruppo eversivo, "Vertice Nero" e "Catana Nera" 

Lo "Statuto della Repubblica dell'Italia Unita"

Uno dei leader del gruppo si chiama Stefano Manni ed è un ex carabiniere. Manni, 48 anni, residente a Montesilvano (Pescara) è accusato di aver "utilizzato il web, ed in particolare Facebook, "come strumento di propaganda eversiva, incitamento all'odio razziale e proselitismo".

Manni aveva anche progettato la costituzione della "Scuola Politica Triskele", legata alla creazione del "Centro Studi Progetto Olimpo", per organizzare incontri politico-culturali in varie localita' italiane, nonche' i cosiddetti "campi hobbit", come accadeva a cavallo tra gli anni '70 e '80.

 Ma tra gli indagati  c'è anche Rutilio Sermonti, già appartenente al movimento politico "Ordine Nuovo", scrittore che è considerato una delle figure di spicco degli intellettuali di estrema destra.

Ros scrivono di Sermonti: "Sermonti fornisce sostegno ideologico alla struttura avendo inoltre redatto un documento denominato "Statuto della Repubblica dell'Italia Unita" che rappresenta una nuova Costituzione della Repubblica nella quale viene tracciato il nuovo ordine costituzionale della nazione esplicitamente ispirato all'epoca fascista. E incita i sodali del gruppo "all'offensiva""

L'attentato non riuscito contro Affatigato

Le indagini dei carabinieri del Ros hanno anche evidenziato "il progetto, sfumato, di assassinare il noto ordinovista Marco Affatigato, ritenuto 'infame' perché legato ai servizi segreti".

Affatigato, esponente di Ordine Nuovo dal 1973 al 1976, e' attualmente latitante in quanto accusato di "associazione sovversiva. Per questo sono state effettuate alcune perquisizioni nella zona di Lucca.

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