L'italia trema ancora
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L'italia trema ancora

Scosse di terremoto in provincia di Brescia e di Messina. Ma nell'ultima settimana sono state interessate anche Abruzzo, Puglia, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Marche

Questa mattina la Lombardia si è svegliata alle ore 4.17. Poi, solo pochi minuti dopo, è toccato agli abitanti di Messina e dintorni. Due scosse di terremoto di magnitudo 3.2 e 4 hanno fatto tremare prima la provincia di Brescia e tutti paesi compresi tra la città dello Stretto e Reggio Calabria.

Il sisma e' stato avvertito distintamente dalla popolazione siciliana e calabrese e molti abitanti spaventati sono scesi, nel cuore della notte, in strada. La prima scossa di magnitudo 4 e' stata seguita alle 5:58 da una replica di magnitudo 2.8, con ipocentro a 4,3 km di profondità e con un epicentro compreso tra Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni.

Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma che ha interessato la Lombardia ha avuto un  ipocentro molto più profondo, ovvero a  10,9 km e ha interessato i comuni di Azzano Mella, Berlingo, Castegnano, Flero, Gussago, Longhena, Mairano, Ospitaletto, Passirano, Rovato e Trenzano. Ma sia nella scossa avvenuta nel Nord che in quella che ha interessato la Sicilia e la Calabria, non ci sono stati danni a persone o cose.

E' ancora in atto uno sciame sismico, invece, nel bacino di Gubbio. Per i sismologi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) i terremoti che si stanno susseguendo dal 18 dicembre scorso e avvengono tutti in modo 'disorganizzato' ovvero  non rispettano  la regola gerarchica secondo la quale ad una prima scossa importante seguono scosse di intensità minore.

Così  come il terremoto di magnitudo 4.0 avvenuto oggi  a Messina e' di intensità superiore a quello di magnitudo 3.9 del 18 dicembre.

''Possono susseguirsi terremoti di magnitudo confrontabile, ma non e' possibile stabilire nessuna regola in proposito'',rileva il direttore del Centro Nazionale Terremoti dell'Ingv, Alberto Michelini.  Come tutti gli altri terremoti, anche quelli che avvengono all'interno degli sciami non possono essere previsti. Quello che invece e' chiaro ai sismologi e' che il bacino di Gubbio e' una zona  ''caratterizzata da 'un rilascio sismico pressoché continuo tanto da essere considerata un laboratorio naturale per studiare la sismicità e da costituire un punto di riferimento per le ricerche sui terremoti a livello internazionale.
 
A confermare la continua attività sismica tipica del bacino di Gubbio, il terremoto del 18 dicembre che segna il culmine di un'attività cominciata fin dall'agosto scorso. Il più recente e disastroso terremoto è stato quello di magnitudo 5.2 avvenuto nell'aprile 1984 a sud di Gubbio, che non provocò vittime ma i danni furono pari al settimo grado della scala Mercalli.

Ma nell’ultima settimana l’Italia non ha mai smesso di tremare. Il 20  dicembre una prima scossa, di magnitudo 3.8, alle 14 e otto minuti ha fatto tremare nuovamente il Molise. Poi tre repliche meno forti, rispettivamente 2.4, 2.1, 2.2, tra le 14:20 e le 16:08, nel distretto sismico dei Monti dei Frentani. E ancora, sempre il 20 dicembre scorso, un'altra scossa, di magnitudo 2.9, distintamente avvertita a Ripabottoni . E’ tornata a tremare la zona del Molise dove il 31 ottobre 2002 vi fu un terremoto di magnitudo 5.7 che causò il crollo della scuola elementare 'Francesco Jovine' di San Giuliano di Puglia, con la morte di 27 bambini e una maestra.

La terra ha tremato sempre il 20 dicembre anche tra L’Aquila e Roma. Un terremoto di magnitudo 2.2 si e' verificato alle 9.05 tra la Valle Aniene, in provincia di Roma La scossa, è stata localizzata dalla rete sismica nazionale dell'Ingv ed  ha avuto come epicentro il distretto sismico Monti-Tiburtini-Prenestini. Il sisma e' stato registrato a una profondita' di 10,8 chilometri. I comuni interessati entro dieci chilometri sono Agosta, Camerata Nuova, Canterano, Cervara di Roma, Marano Equo, Rocca Canterano, Subiaco in provincia di Roma, e Carsoli, Oricola, Pereto, Rocca di Botte in provincia dell'Aquila. Nello stesso giorno ha tremato anche le Marche. Solo tre giorni prima, il 17 dicembre,  quasi in contemporanea sono state registrate dai sismografi, scosse di terremoto in Friuli Venezia Giulia,  a Pordenone, e anche in Puglia e Campania.
    

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