L'America ai tempi della chiusura del governo (per crisi politica)
L'America ai tempi della chiusura del governo (per crisi politica)
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L'America ai tempi della chiusura del governo (per crisi politica)

Barack Obama e i repubblicani non hanno ancora trovato un accordo sui fondi federali. E, così milioni di persone vengono colpiti dagli effetti della serrata

Al terzo giorno, gli americani si chiedono quanto durerà. Per ora non si vede la fine. La serrata delle agenzie federali proseguirà fino a quando la Casa Bianca e i leader repubblicani del Congresso non troveranno un accordo sui fondi pubblici. Il primo incontro è stato un fallimento. Ci riproveranno, ma nessuno degli attori in campo, può fare marcia indietro così presto: perderebbe la faccia.

Così iniziano le proteste degli 800,000 lavoratori federali mandati a casa e del milione e mezzo che invece è rimasto al lavoro senza una paga. Per loro, un grosso problema che, con il passare dei giorni, rischia di diventare un dramma. Dall'oggi al domani sono rimasti senza uno stipendio. E non per colpa loro, ma per i giochi politici di Washington. La rabbia aumenta soprattutto nei confronti dei repubblicani, accusati di aver fatto una battaglia di bandiera a discapito di milioni di persone.

Già, perché la serrata del governo non è un problema solo per i dipendenti pubblici, ma anche per altre migliaia e migliaia di americani. Molti i servizi sospesi. E i più colpiti sono in genere i meno abbienti, quelli che per cure mediche, per esempio, non possono rivolgersi al privati. Ci sono situazione drammatiche, come quella di alcuni bambini malati di cancro in cura presso una struttura federale la cui terapia è stata rinviata Sine Die  perché il personale che li cura abitualmente è stato lasciato a casa.

Accanto a storie come questa, ce ne sono altre, meno tristi, ma esemplari per spiegare l'America ai tempi della serrata, come quella del campeggiatore sfortunato: D. C. Douglass di Detroit. Per tre anni ha risparmiato sui centesimi per permettersi la vacanza che sognava da una vita, con la famiglia, in un parco nazionale. Ha affittato due bungalow per due settimane al costo complessivo di 6.000 dollari. Dopo due giorni tra la selvaggia natura del Grey Smoky Mountains National Park è stato invitato ad andarsene: il parco ha chiuso a causa della serrata. Che sia rimasto deluso è dir poco.

Ecco, dunque, alcuni altri esempi di come la chiusura del governo americano sta condizionando la vita di milioni di persone.

Addio mutuo da pagare

Teresa ha 55 anni, lavora da tempo presso l'agenzia governativa che si occupa di politica ambientale. E'stata lasciata a casa e ha scritto a un giornale cosa significa per lei questa serrata: "Il primo giorno senza paga ho perso (in termini monetari) la possibilità di pagare le tasse, il secondo di restituire la rata mensile del debito contratto per gli studi, al terzo, di pagare la rata della macchina. D'ora in poi, perderò anche la possibilità di onorare il mutuo. Mio padre è un veterano del Vietnam e mia sorella lavora presso il Dipartimento della Difesa. Anche lei non lavora con la serrata. Che facciamo?"  

La domanda se la fanno migliaia di altri dipendenti pubblici. Quelli il cui lavoro è sospeso, sono tornati nei loro uffici per qualche ora, hanno archiviato mail e file e poi se ne sono andati, in attesa di essere richiamati. Un milione e mezzo di persone dei servizi essenziali, invece, è andata al lavoro, ma non riceverà un soldo. Le pagine dei giornali sono piene di racconti simili a quelli di Teresa. Questa è la storia di Jane: "Per tredici anni ho allevata da sola una figlia, mi sono presa cura di mia madre e di un altro anziano parente disabile. E l'ho fatto con lavori precari. Finalmente, cinque anni fa, sono riuscita ad ottenere un posto di lavoro nell'amministrazione pubblica. Ero in attesa di una promozione che mi avrebbe fatto finalmente respirare dal punto di vista economico dopo tanto tempo. E'arrivato lo shutdown. E adesso dovrò impiegare i miei pochi risparmi per la tassa sulla casa e l'assicurazione dell'auto. E poi?".

L'indignazione del malato

Michelle Langbehn ha 30 anni e un cancro molto aggressivo con cui sta combattendo da tempo. Per lei, gli oncologi dell'Istituto Nazionale della Salute avevano trovato una terapia. Era urgente portarla avanti e la donna che vive in California aveva preso un appuntamento per questa settimana. Poi, è arrivata la serrata e la visita è saltata, la terapia è stata rinviata a quando (nessuno lo sa), le strutture federali potranno riaprire. Michelle è passata dall'incredulità alla disperazione ed è approdata infine alla rabbia. "Ci sono molte persone che come me hanno bisogno di cure per sopravvivere e che invece vengono abbandonate". Il caso di Michelle non è unico. Ci sono centinaia di migliaia di persone nella sua stessa situazione. 

La Cnn riferisce che il centro clinico dell'Istituto Nazionale della Salute di Bethesda, in Maryland ha in cura 200 persone ogni settimana. 30 di questi sono bambini. Dieci di loro sono ammalati di cancro, ma adesso le terapie sono sospese anche per loro. Migliaia di chilometri di distanza, a San Diego, in California, Robert Clark è invece alle prese con l'anziano padre infermo. E'un uomo che ha bisogno di cure giornaliere e il figlio esprime tutta la sua preoccupazione: "Come faccio se ho bisogno di un documento identificativo o sanitario per lui se tutti gli uffici sono chiusi ?"

Pasti saltati, assaggiatori licenziati e donne incinte

Molti stati hanno promesso di garantire alcuni servizi sociali al posto di quelli offerti dalle agenzie federali e sospesi per la serrata. E'questo, per esempio, il caso del Supplemental Nutrition Program for Women, Infants and Children, un programma federale di assistenza per le mamme single con gravi problemi economici. Questo però non accadrà in Arkansas: le donne incinte, le no mamme e i bambini che usufruivano di 85.000 pasti giornalieri sul territorio di quello stato dovranno rinunciarvi. Avranno problemi anche in Utah, perché i 16 impiegati che si occupano di questo programma sono stati lasciati a casa. In Louisiana, salteranno anche i 64.000 pasti mensili del Commodities Supplemental Food Program.

E sempre per rimanere rimanere in campo culinario, è stato sospeso il servizio telefonico per la sicurezza alimentare del USDA, il Dipartimento per l'Agricoltura. Il centralino verrà ristabilito quando riapriranno gli uffici. E, tra gli ottomila dipendenti del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie sono stati lasciati a casa anche coloro che dovevano monitorare la diffusione di malattie attraverso il cibo.

I veterani alla battaglia del Monumento 

Uno degli effetti della serrata è la chiusura dei musei e dei monumenti nazionali. E'il destino che ha subìto anche il Memoriale per i Caduti della Seconda Guerra Mondiale a Washington. Ma i veterani non l'hanno presa bene, volevano andare a salutare i loro commilitoni caduti.  Il primo giorno hanno occupato il sito. Alcuni di loro erano in carrozzella, accompagnati dai nipoti. Il giorno dopo si sono ripresentanti. Ma la polizia aveva messo delle barriere e aveva minacciato di arrestarli in massa, se fossero entrati all'interno dell'area del monumento. I veterani che ovviamente ne hanno viste di ben peggio, non si sono fatti intimorire e si sono messi a presidiare il monumento. Al terzo giorno, l'amministrazione ha dato il benestare alla loro entrata anche se non ci sarà il personale adeguato a controllare il sito. 

I veterani hanno detto che era loro diritto entrare nel memoriale sulla base del Primo Emendamento della Costituzione, quello che garantisce la libertà di espressione. Di fronte a tale argomento, nessuno ha potuto dire più nulla, se non accettare il fatto  che questi anziani reduci sono stati più forti della serrata federale. La loro protesta è diventata esemplare in questi giorni. Sono diventati il simbolo di un'America generosa, quella che ha pagato un alto tributo di vite per la libertà, messa a confronto con l'America degli intrighi e della bassa politica, del tornaconto personale, così come viene vissuta ora la classe dirigente (i parlamentari, per lo più) che - nel braccio di ferro con Obama - hanno deciso di andare allo shutdown

Il raduno annullato del Ku Klux Klan e gli stipendi dallo spazio  

Sono chiusi i parchi naturali statali. Il personale è stato mandato a casa e tornerà solo quando sarà possibile. Tutti i turisti che si trovavano al'interno delle aree protette hanno dovuto lasciarle. Così come sono chiusi i siti di interesse storico. Come quello di Gettysburg, dove si tenne la decisiva battaglia per le sorti della Guerra Civile americana. Un centinaio di aderenti al Ku Klux Klan del Maryland aveva organizzato una marcia per ricordare quella scontro in cui i confederati vennero sconfitti dalle truppe unioniste. Erano pronti, con i loro lunghi vestiti bianchi, i mantelli e i cappucci. Alcuni si sarebbero presentati a cavallo. Tutto saltato, tutto rimandato. Lo shutdown ha bloccato la manifestazione del KKK. 

Così come è stato chiuso il campo da golf di Mountain View, in California, Si trova all'interno della locale struttura della Nasa. E il 97% dei dipendenti dell'Agenzia Spaziale americana sono rimasti senza stipendio, seppur molti di loro siano ancora al lavoro. Gli unici a ricevere una paga regolare sono gli addetti alla sicurezza dei satelliti e degli astronauti che si trovano nello spazio. Da lassù, Washington è proprio lontana. Per fortuna. 

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