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Stati Uniti, perché ritorna (in parte) il travel ban di Trump

Corte Suprema: chi arriva dai sei paesi mussulmani e non ha legami con gli Usa non può entrare. A ottobre decisione su tutta la questione

Piccola e parziale vittoria per Donald Trump.

La Corte Suprema ha deciso che il Travel Ban (detto anche Muslim Ban) contro i viaggiatori in arrivo da sei paesi mussulmani avrà effetto immediato per i cittadini di quei paesi che non hanno legami con persone o altre entità negli Stati Uniti.

Inoltre, la Corte Suprema ha stabilito che l'intero pacchetto di provvedimenti sarà esaminato in ottobre.


L'ordine esecutivo di Trump che bloccava le frontiere per i cittadini di sette paesi mussulmani (poi diventati sei), emanato una prima volta in gennaio, ritirato e riproposto in marzo dopo una revisione da parte dell'amministrazione, limita la possibilità di entrare negli Stati Uniti per 90 giorni e ha sospeso il programma per l'accoglienza dei rifugiati per 120 giorni.

Successivamente, una Corte d'Appello federale della Virginia e una di San Francisco, hanno bloccato alcune parti decisive del ban, una per violazione del primo emendamento, riguardo alla discriminazione religiosa da parte del governo; una per motivi procedurali, perché l'ordine supera i limiti del potere del presidente.

Ora, la Corte Suprema ha invece ha stabilito che agli stranieri provenienti da Siria, Iran, Sudan, Libia, Somalia e Yemen con legami o relazioni personali negli Stati Uniti ("who have a credible claim of a bona fide relationship with a person or entity in the United States") non potrà essere proibito l'ingresso nel paese; ma a coloro che chiedono un visto ma non sono mai stati negli Usa, oppure non hanno legami famigliari o di affari o di altro tipo, potrà essere negato l'accesso.

La decisione della Corte Suprema è stata presa con il parere dissenziente di tre giudici che avrebbero voluto la rimozione totale di ogni impedimento all'ordine anti-immigrazione di Trump.

In una dichiarazione ufficiale, la Casa Bianca ha definito la decisione della Corte Suprema una chiara vittoria per la "nostra sicurezza nazionale".

IN SINTESI:

  • I cittadini di Siria, Iran, Sudan, Libia, Somalia e Yemen non potranno recarsi negli Stati Uniti per i prossimi 90 giorni se non dimostrano di avere famigliari nel paese, rapporti di lavoro o attività di studio già avviate.
  • I rifugiati di ogni provenienza non potranno entrare nel paese per i prossimi 120 giorni
  • I detentori di Green Cardpossono rientrare negli Stati Uniti senza problemi.
  • Può rientrare anche chi è in possesso di un visto

[Il testo della decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti]

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