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Golfo in fiamme: esplosioni a Doha. Raid israeliani devastano le strutture militari di Teheran

Golfo in fiamme: esplosioni a Doha. Raid israeliani devastano le strutture militari di Teheran

Doha sotto attacco missilistico mentre Israele intensifica i raid contro le strutture strategiche della Repubblica islamica.

Il conflitto in Medio Oriente continua ad allargarsi e nelle ultime ore il Golfo Persico è diventato uno dei principali teatri di tensione. Giovedì forti esplosioni sono state segnalate a Doha, capitale del Qatar, mentre l’Iran proseguiva una serie di azioni militari di rappresaglia contro obiettivi collegati alla presenza statunitense nella regione.Secondo diversi media regionali, i sistemi di difesa aerea qatarini sono stati immediatamente attivati quando proiettili e velivoli ostili si sono avvicinati alle principali installazioni militari presenti nell’area. Tra i possibili bersagli dell’attacco vi sarebbe la base aerea di Al Udeid, la più grande installazione militare americana in Medio Oriente e nodo operativo fondamentale per le missioni degli Stati Uniti nel Golfo. Nella struttura sono schierati migliaia di militari statunitensi insieme a velivoli della coalizione internazionale. Testimoni nella capitale hanno riferito di numerose detonazioni udite sia all’interno sia nei dintorni della città, mentre la difesa antimissile entrava in azione per intercettare le minacce in arrivo. I primi rapporti indicavano che le batterie antiaeree del Qatar avevano ingaggiato diversi obiettivi ostili in avvicinamento alla base. Fonti della difesa citate da alcuni media statunitensi hanno inoltre riferito che un aereo iraniano avrebbe tentato di avvicinarsi alla base volando a bassa quota per sfuggire ai radar. Secondo queste ricostruzioni, i caccia qatarini sarebbero intervenuti rapidamente, intercettando il velivolo e abbattendolo prima che potesse colpire l’installazione. Il ministero della Difesa del Qatar ha confermato che il Paese è stato bersaglio di un attacco missilistico, precisando in una nota che «i sistemi di difesa aerea stanno intercettando i vettori ostili». Nel cielo sopra Doha si sono alzate colonne di fumo mentre le esplosioni continuavano a essere udite in diverse zone della città.Le autorità qatarine hanno immediatamente rafforzato le misure di sicurezza. Il traffico aereo è stato parzialmente limitato mentre le difese militari restavano in piena operatività per valutare ulteriori minacce. Non sono state diffuse cifre ufficiali sulle eventuali vittime. L’escalation ha coinvolto anche altre aree della regione e sei persone ferite in modo leggero o moderato dall’impatto dei detriti di un drone iraniano.

Secondo il ministero degli Esteri di Baku, almeno due persone sono rimaste ferite nell’exclave azera del Nakhchivan dopo l’impatto di un drone proveniente dall’Iran. Nelle acque al largo del Kuwait, invece, una petroliera è stata danneggiata da una violenta esplosione che ha provocato una fuoriuscita di greggio. L’agenzia britannica per la sicurezza marittima ha riferito che la nave, ancorata circa trenta miglia nautiche a sud-est del porto di Mubarak Al Kabeer, ha iniziato a imbarcare acqua dopo l’incidente. L’equipaggio è stato messo in salvo e non si sono sviluppati incendi. Nel frattempo lo scontro si estende anche sul fronte militare diretto tra Israele e Iran. Nelle prime ore del mattino l’esercito israeliano ha bombardato i quartieri meridionali di Beirut e un edificio residenziale nel nord del Libano, dove – secondo fonti locali – un drone avrebbe ucciso l’alto esponente di Hamas Wassim Atallah al-Ali insieme alla moglie.

Dalle prime luci dell’alba, l’aviazione israeliana ha intensificato la campagna di bombardamenti contro obiettivi strategici all’interno dell’Iran. Le Forze di difesa israeliane hanno dichiarato che dall’inizio del conflitto sono state sganciate oltre 5.000 bombe, mentre i caccia continuano a consolidare la superiorità aerea, in particolare nell’area di Teheran.Tra le operazioni più rilevanti vi è stato un massiccio attacco contro un grande complesso militare nella parte orientale della capitale iraniana. Più di cento aerei da combattimento hanno partecipato al raid, sganciando oltre 250 ordigni contro strutture che ospitavano quartier generali e personale dell’apparato di sicurezza della Repubblica islamica.Secondo l’esercito israeliano, tra i bersagli colpiti figurano il quartier generale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, la forza Quds, la direzione dell’intelligence, unità della milizia Basij e diversi reparti specializzati nella repressione interna. Le IDF sostengono che il complesso coordinasse operazioni militari e piani ostili contro Israele e altri Paesi della regione.Nelle stesse ore un caccia israeliano F-35 avrebbe distrutto un lanciamissili balistico iraniano nella zona di Kermanshah, nell’Iran occidentale. Secondo le informazioni diffuse dall’esercito, l’operazione rientra nella strategia volta a neutralizzare i siti di lancio utilizzati per colpire Israele.Le autorità militari israeliane affermano che la campagna proseguirà ancora per settimane con l’obiettivo dichiarato di indebolire sistematicamente le infrastrutture militari del regime iraniano. Intanto, mentre gli attacchi si moltiplicano tra Golfo Persico, Libano e territorio iraniano, il rischio di un allargamento del conflitto regionale appare sempre più concreto.

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