Sarà una cerimonia inaugurale in tono minore quella che andrà in scena domani sera all’Arena di Verona. Tra motivi logistici e problemi politici le ore prima del via delle gare sono piene di polemiche. Intanto per la scelta di far partire le gare nel giorno stesso della cerimonia inaugurale, che di fatto impedisce a molti atleti di essere presenti perchè i campi di gara sono lontani da Verona. Così dei 613 tra atleti e guide che partecipano alle Paraolimpiadi saranno pochi quelli che sfileranno all’Arena di Verona. Gli azzurri sulla pedana saranno solo 24 (su 42), mentre ci saranno due russi: Ivan Golubkov e Anastasia Bagiyan, impegnati nello sci nordico. La bandiera russa sarà sventolata da un volontario, ma la sua sola presenza ha innescato un boicottaggio via via più ampio: al momento sono ben 11 i paesi che hanno declinato l’invito, l’ultima è la Germania, mentre la Francia non avrà rappresentanti del suo governo. Le tv polacca e lituana staccheranno e manderanno la pubblicità nel momento della sfilata di Russia e Bielorussia. Gli Usa invece saranno al loro posto: la delegazione sarà guidata dal segretario per gli Affari dei veterani Douglas Collins.
La protesta dell’Ucraina
Valerii Sushkevych, il presidente del Comitato paralimpico ucraino, in una lettera a Giorgia Meloni, ha fatto appello agli obblighi dell’Italia in quanto membro dell’Unione Europea: «Il Comitato Paralimpico Russo ha ufficialmente incorporato sezioni regionali nei territori ucraini occupati, tra cui la Crimea. Concedendo licenze ad atleti russi e bielorussi al di fuori dei normali regolamenti di qualificazione, l’Ipc sta consentendo a uno stato terrorista di legittimare la propria occupazione attraverso lo sport. La Russia sta tentando di fare delle Paralimpiadi uno strumento di riconoscimento legale dell’occupazione criminale dei territori ucraini».
I portabandiere
Non ci saranno i portabandiera che erano stati designati, ma le bandiere delle nazioni partecipanti saranno portate dai volontari. La tradizionale sfilata delle delegazioni quindi non avrà come protagonisti gli atleti. Una decisione che ha fatto discutere e che il Comitato Paralimpico Internazionale spiega come “logistica”, legata insomma alla distanza tra Verona e le sedi delle competizioni: “L’anno scorso avevamo pensato a una soluzione che garantisse la presenza fisica e il coinvolgimento da remoto durante la cerimonia ma poiché molte nazioni non invieranno atleti a causa delle gare del mattino seguente, per garantire coerenza le bandiere di ogni nazione saranno portate dai volontari”, così l’Ipc. Ma al di là della spiegazione dell’Ipc è il clima politico che diventa rovente in queste ore. La scelta dell’Ipc di vietare agli atleti ucraini l’utilizzo di divise che riproducano la mappa del Paese ha scatenato la reazione dell’Ucraina. Un disegno comprendente tutte le unità amministrative e territoriali – quindi anche Crimea e Donbass, regioni contese dai russi – e quindi considerato dall’Ipc come una violazione delle norme della manifestazione. La stessa motivazione che aveva portato alla squalifica di Heraskevych, lo skeletonista ucraino che durante i Gioghi olimpici si era rifiutato di sostituire il suo casco.
