Il Pdl vola nei sondaggi, grazie a Bersani
Il Pdl vola nei sondaggi, grazie a Bersani
News

Il Pdl vola nei sondaggi, grazie a Bersani

Gli errori del segretario del Pd costano caro e, grazie a Berlusconi (+3,1%) il centrodestra sorpassa il centrosinistra

Governo di larghe intese (Pd-Pdl-Monti). O voto. E se si tornasse al voto, a vincere non sarebbe Grillo, tanto meno il centrosinistra. Ma il centrodestra. Secco, chiaro, il sondaggio di Tecnè per Sky Tg24 è una doccia gelata per Bersani che sta dicendo e facendo esattamente il contrario di quello che (a quanto pare) importa agli italiani. Tanto più che i sondaggi hanno sempre sottovalutato il centrodestra essendo gli elettori del Pdl (e di Berlusconi) più riservati. Più timidi (o intimiditi) degli altri. Eppure, il responso di quest’ultimo sondaggio è chiarissimo. E coincide in modo sorprendente con quanto va dicendo Berlusconi e quanto invece il segretario del Pd e premier incaricato Bersani sostiene di NON voler fare.

Primo. Gli italiani sembrano essere più responsabili di Bersani. Quasi 6 su 10 ritengono che un eventuale governo guidato dal segretario del Pd non sarebbe in grado di affrontare l’emergenza. Ovviamente hanno nella testa la prospettiva di un governo come lo vorrebbe Bersani: porta chiusa al Pdl, la ricerca della fiducia in aula strizzando l’occhio a un numero sufficiente di parlamentari montiani e grillini e poi si vedrà, legge per legge, decisione per decisione. Una roba mai vista. Un esperimento unico al mondo. Che gli italiani non gradiscono. Nel quale non credono.

Secondo. Se Bersani fallisce, gli italiani vorrebbero in maggioranza un governo di larghe intese appoggiato da centrodestra, centrosinistra e area Monti (il 34.2%); una percentuale di poco inferiore (il 33.2%) un governo tecnico per cambiare la legge elettorale e tornare a votare in autunno. In alternativa, il 17.8% propone di tornare subito al voto tra fine giugno e primi di luglio anche con la stessa legge elettorale. Gli altri non sanno.

Terzo. Il centrodestra balza in avanti (il Pdl in particolare di 3 punti) nelle intenzioni di voto. Sarà per l’inerzia di una campagna elettorale che se fosse durata una settimana in più avrebbe consegnato il paese a Berlusconi, ma sarà anche per le prime prove di Bersani che si preoccupa più del suo partito, delle dinamiche interne al Pd, di preservare i colonnelli e tenere le posizioni rispetto a Renzi, che non di dare al paese un governo capace di governare. Sarà pure per le mosse imbarazzanti di un leader, Bersani, privo di carisma e capacità di leadership che ammicca ai 5 Stelle, si comporta come se avesse la maggioranza assoluta mentre è fragilissimo, e perde tempo a incontrare autori di bestseller e sociologi, per quanto in voga, invece di riflettere sui problemi reali della gente.

Fatto sta che il sorpasso del Pdl e della sua coalizione avverrebbe sia alla Camera (29.3% centrosinistra, 31.3% centrodestra, con il Pdl in crescita dal 21.8% al 24.7), sia al Senato (31.4 centrosinistra, 32.2 centrodestra, anche qui con il Pdl in crescita di 3 punti fino al 25.3%).

Quarto. Grillo cresce di pochissimo. Non sfonda. Percentuali in aumento dello 0.6% alla Camera, 0.7% al Senato.

Alla fine, i sondaggi confermano le impressioni che molti di noi avevano. Il centrodestra che sale. Il voto di protesta a favore di Grillo che tende a diminuire. Gli italiani che vogliono un governo e si curano molto meno delle contrapposizioni ideologiche all’insegna dei processi e dei conflitti d’interesse. Bersani provi ad ascoltare il paese, anche se dubitiamo che ci riesca.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti