Scienza

Malattia X: storia del misterioso virus che potrebbe scatenare la prossima pandemia

Rappresenta una potenziale minaccia globale. Occorrono piattaforme tecnologiche per avere vaccini pronti in poco tempo

Virus

Marta Buonadonna

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Dal 2015 l'Organizzazione Mondiale della Sanità pubblica una lista annuale "malattie prioritarie" che richiedono un'attenzione immediata in base al loro potenziale epidemico o alla mancanza di sufficienti contromisure. L'elenco include virus mortali come Ebola, Zika e SARS, oltre a malattie meno note come la febbre di Lassa e il virus di Marburg. Quest'anno tra i nomi che devono mettere paura è apparso anche il Disease X, ovvero malattia X.

La nuova pandemia

Un secolo fa l'influenza spagnola uccise tra i 50 e i 100 milioni di persone. Ora gli esperti dell'Oms si interrogano su quale malattia possa essere considerata l'erede di quell'influenza, ovvero quale virus possa scatenare una pandemia a livello globale, in grado di causare la morte di milioni di persone. C'è "la consapevolezza che una grave epidemia internazionale potrebbe essere causata da un agente patogeno attualmente sconosciuto", ha affermato l'Oms.

Il candidato più probabile a questo ruolo pare sia il virus H7N9, un nuovo ceppo di influenza aviaria che in Cina ha già infettato 1625 persone di cui 623 sono morte. La maggior parte delle persone che hanno contratto il virus erano state a stretto contatto con il pollame e non si conoscono ancora casi di trasmissione da uomo a uomo. Gli scienziati però avvertono che siamo a sole tre mutazioni dalla possibilità di questo tipo di contagio.

Come difendersi

Sviluppare vaccini e terapie per le malattie conosciute è una cosa, ma come ci si protegge da una malattia che è attualmente sconosciuta? Occorrono ricerca e sviluppo in tempo reale, specialmente nei paesi in via di sviluppo, da sempre a maggior rischio. L'Oms ha contribuito a concentrare gli sforzi internazionali attraverso il suo nuovo meccanismo sempre più efficace di risposta alle epidemie.

Per affrontare queste sfide è stata creata la CEPI (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations), istituita nel 2017 dai governi di Norvegia e India, dalla Fondazione Bill & Melinda Gates, dal Wellcome Trust e dal World Economic Forum con la missione di finanziare e coordinare lo sviluppo di vaccini per proteggere il mondo dalle future epidemie.

Ebola, Sars, Colera, Febbre gialla: tutte sono state all'inizio malattie X, spiega Richard Hatchett, amministratore delegato di CEPI, sul Telegraph. "L'epidemia è una minaccia globale che richiede un'azione collettiva", dichiara Hatchett. "Non possiamo impedire che nascano nuovi agenti patogeni, ma insieme possiamo prevenire la devastazione che causano. Perché se sappiamo una cosa, è che la malattia X, quando colpirà, non rispetterà i confini".

Gli esperti concordano che muoversi rapidamente alla ricerca di un vaccino implica la creazione delle cosiddette "tecnologie di piattaforma". Queste coinvolgono scienziati che sviluppano ricette per vaccini che possono essere personalizzati. Quando si verifica un'epidemia, gli scienziati possono sequenziare il genoma di un particolare virus e inserire la sequenza corretta nella piattaforma per creare un nuovo vaccino. Nel caso di Ebola, ciò ha significato lo sviluppo di un vaccino efficace in 12 mesi invece dei soliti 5-10 anni.

La stima dei danni

E se nel 1918 l'influenza spagnola fece tra i 50 e i 100 milioni di morti, essa provocò anche perdite del PIL del 3% in Australia, 15% in Canada, 17% nel Regno Unito e 11% negli Stati Uniti. In anni più recenti (2003) la Sars ha causato 774 morti accertate e perdite per 52 miliardi di dollari per l'economia mondiale. Ebola nel 2014 ha ucciso 11mila persone nel mondo con perdite di 3,5 miliardi di dollari per l'economia globale, ma con perdite ingentissime in paesi come Guinea, Liberia e Sierra Leone.

Quanto a Zika, il virus pandemico più recente, tra il 2015 e il 2016 ha causato 20 morti, ma ha anche provocato la nascita di circa 3.000 bambini con malformazioni. Il tutto accompagnato da perdite economiche per America Latina e regione Caraibica di 3,5 miliardi di dollari.

Ipotesi di virus

La malattia X potrebbe anche essere deliberatamente sviluppata e diffusa dall'uomo come arma batteriologica. La Convenzione sulle armi biologiche del 1972 ne vieta espressamente la produzione e l'immagazzinamento, ciononostante si ritiene per esempio che la Corea del Nord sia in possesso di 13 agenti, tra cui antrace, vaiolo e peste. E anche lo Stato Islamico pare abbia diramato istruzioni su come utilizzare la peste, ricavata da animali infetti, come arma di distruzione di massa. Per il momento il mistero resta tale, ma quel che è chiaro è l'assoluta necessità di prepararsi al peggio.

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