Coma etilico: come riconoscerlo e cosa fare

Cos’è, quali sono i sintomi e come intervenire se l'abuso di sostanze alcoliche porta anche la peggiore delle conseguenze

alcol

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Francescapaola Iannaccone

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Ogni anno circa 180mila adolescenti rischiano un’intossicazione per abuso di alcol con la conseguenza spesso letale del coma etilico. Ne abbiamo parlato con il professor Emanuele Scafato, Presidente SIA (Società Italiana di Alcologia), Direttore Osservatorio Nazionale ALCOL e Centro OMS per la Ricerca e la Promozione della Salute sull'alcol.

Che cos’è

"Il coma etilico, fisiologicamente, si manifesta quando si superano i 4 grammi per litro di alcolemia" spiega Scafato. Basta considerare che un bicchiere di alcol ne contiene 0,2 grammi: per arrivare a 4 grammi bisogna che se ne bevano almeno 20. Non ci si arriva, dunque, per caso.

Quali sono i sintomi

L’organo deputato al metabolismo dell’alcol è il fegato che riesce a distruggere in circa due o tre ore un bicchiere di qualsiasi bevanda alcolica, pari a 12 grammi. Quando si supera la capacità del fegato di distruggere la molecola, l’alcol che non viene metabolizzato e quindi distrutto, va in circolo agendo liberamente. È stato dimostrato che agisce sulle cellule staminali, provocando un danno al DNA tanto da portare le cellule alla morte ma rende anche "incapaci" quelle che sopravvivono causando un danno permanente al cervello.

"Si incomincia a perdere la visione laterale, i riflessi rallentano, si diventa euforici e disinibiti, ovvero si abbassa la percezione del rischio e si incominciano a fare quelle cose che da razionali normalmente non si fanno" aggiunge Scafato. "Inizia anche la fase del linguaggio scoordinato, dove persiste il turpiloquio, la bestemmia, ci può essere la violenza perché non c’è più controllo. Perdita di controllo che si ripercuote anche sul fisico: la persona inizia a barcollare, la vista si sdoppia". 

Dopo questa fase di euforia e di ipereccitazione, c’è però la fase down. La persona incomincia a rallentare, inizia ad avere dei problemi con la parola, non rispondendo e non reagendo a nulla. Entra in quella che si definisce propriamente "intossicazione alcolica acuta". Se si continua a bere segue una fase di torpore con incapacità di tenere gli occhi aperti. "Tutto questo, agendo sul cervello, può determinare una depressione della respirazione con la conseguenza fatale della morte" dice Scafato.

Come intervenire

Nell’immediato, se ci si accorge di essere in presenza di una persona ubriaca, è bene sottrargli la possibilità di consumare altro alcol. Non bisogna mai lasciar solo chi si trova in una condizione psicofisica alterata da sostanze alcoliche, è bene farlo camminare così da favorire la diuresi, essendo l’alcol un diuretico.

Se il livello di alcol ingerito è invece superiore ai livelli di allarme, è bene portare la persona direttamente in ospedale.

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