Sandro Bondi, l'addio pieno di rancore
ANSA/ ANGELO CARCONI
Sandro Bondi, l'addio pieno di rancore
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Sandro Bondi, l'addio pieno di rancore

Lascia Forza Italia mano nella mano con Manuela Repetti. Per lei ha sacrificato tutto. Tranne la dignità, che se uno non ce l’ha, non se la può dare

Il Vice-Presidente della Camera, Simone Baldelli, è un eccellente imitatore. Celebri sono i suoi scherzi telefonici nei quali impersona, fra gli altri, Tremonti, Cicchitto, la Boldrini, Prodi, Berlusconi, e naturalmente Sandro Bondi.

Per questo, quando pochi giorni fa un deputato azzurro dell’area Fitto ricevette una telefonata con la vice inconfondibile dell’ex-coordinatore di Forza Italia, fiutò subito l’inganno. La voce era perfetta: toni languidi, pause sospirose, accenni di falsetto. Ma i contenuti non erano credibili: accuse velenose a Berlusconi, attacchi personali, minacce e meschinità.

L’astuto fittiano fiutò la trappola: era chiaramente Baldelli che – imitando Bondi – voleva fargli dire cose gravi su Berlusconi, magari registrandole. Diede risposte molto generiche, e poi – finita la telefonata - richiamò Baldelli, e ridendo si complimentò per lo scherzo.

L'unico politico capace di arrossire
Il fatto è che Baldelli cadde letteralmente dalla nuvole, e - pur a fatica - riuscì a convincere l’interlocutore di non saperne nulla. 

Non era un finto Bondi, era davvero Bondi.

Proprio lui, Sandro, come lo ha sempre chiamato Berlusconi, pur dandogli del lei. Come si fa con l’autista o con il maggiordomo - osservano i più maliziosi - ma in realtà era un segno di affetto.
D’altronde, come non amare il timido, impacciato, colto, delicato Bondi?
L’unico politico capace di arrossire. Di scrivere delicati versi d’amore, rivolti a una anonima commessa delle Camera, oppure – con lo stesso trasporto – proprio a Silvio Berlusconi.

Inguaribile romantico
La forza e la debolezza di Bondi è tutta lì: l’uomo è un inguaribile romantico. E da quando si è innamorato davvero, non è più lui. Ha lasciato la moglie, che poveretta si era rassegnata ad andare a vivere ad Arcore per stare vicino alla luce e al calore di Berlusconi (Arcore, al di fuori degli eleganti saloni e del meraviglioso parco di Villa San Martino è un luogo piuttosto anonimo e noioso).
La sua nuova compagna, l’affascinante ma spigolosa Manuela Repetti, lo ha convinto a trasferirsi a Novi Ligure (il paese di Erika e Omar, ma la coincidenza fra le due coppie è solo casuale) e a candidarla alla Camera nel 2008.

Da allora, i due sono una coppia davvero inseparabile. Nel 2013 Sandro usò tutta la sua influenza perché lei, Manuela, fosse candidata con lui, entrambi al Senato, e nella stessa circoscrizione, in modo che potessero fare mano nella mano la campagna elettorale e poi sedere, sempre mano nella mano, nell’emiciclo di Palazzo Madama.

Lo convinse a usare l'aereo
Manuela condusse Sandro a provare sensazioni ed esperienze per lui fino a quel momento inconcepibili: fra tutte, la più straordinaria fu indurlo a usare l’aereo.
Fino a quel momento, Bondi era noto per sobbarcarsi infiniti viaggi per l’Italia in vagone letto, come i deputati dell’età giolittiana. E quando era ministro, delegava a un fido sottosegretario tutti gli impegni all’estero. Pare che una sola volta in vita sua si sia recato negli Stati Uniti – non da ministro - viaggiando a bordo dell’unico transatlantico ancora in funzione, l’inglese Queen Elisabeth. Negli ultimi tempi invece molti colleghi attoniti hanno visti Sandro e Manuela – ovviamente mano nella mano – partire da Roma in aereo. L’amore può davvero tutto.

Lascia Forza Italia, con rancore
E così arriviamo a oggi. Bondi lascia Forza Italia. Se ne parlava da mesi, in effetti, ma la notizia sembra incredibile. Un po’ come le dimissioni di Benedetto XVI, le prime di un Papa da 700 anni.

Lascia Forza Italia carico di rancore, come un innamorato tradito. Pazzo di gelosia, Sandro – come Anna Karenina nelle ultime pagine del capolavoro di Tolstoj – sente Silvio allontanarsi, lo sospetta di preferirgli altri, si sente escluso dal cerchio magico, si incupisce nel livore e nel tormento. Quanto più Anna-Sandro diventa triste, tanto più Vronskij-Silvio lo evita, fino a quando avviene l’irreparabile.

Un tuffo nel Gruppo misto
Che non sarà, per Bondi, gettarsi sotto un treno come Anna Arkadyevna, ma gettarsi, attraverso il gruppo misto, nelle braccia di Matteo Renzi, a caccia di “responsabili” per garantire la sua precaria maggioranza al Senato.

Tutto questo naturalmente mano nella mano dell’amata Manuela, la bionda walchiria piemontese. Il mite Sandro ha sacrificato tutto per lei, tutto tranne la dignità. Quella – avrebbe detto un celebre scrittore - se uno non ce l’ha, non se la può dare.

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