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(Ansa)
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Salute

«Io, Italiano, mi sono fatto il vaccino a Dubai»

Sono sempre più numerose le persone che si attaccano a cavilli burocratici per ottenere all'estero la preziosa dose facendo nascere un vero e proprio «Turismo del Vaccino»

Un mese di vacanza a Dubai, con tutti i comfort del resort a 5 stelle "Jumeirah Beach", il mare caldo anche durante il (nostro) inverno e il lusso a ogni angolo. In più, il vaccino contro il Covid-19, subito, senza dover aspettare i tempi di Arcuri e della distribuzione statalista del Governo italiano.

Un sogno? Forse ancora per poco: è infatti di pochi giorni fa la notizia che un'agenzia di viaggi extra-lusso, la "Knightsbridge Circle" di Londra sta iniziando a organizzare viaggi luxury verso Dubai e Abu Dhabi, con appuntamenti privati per ricevere il vaccino Pfizer.

Non solo: è possibile organizzare anche viaggi in India, per chi preferisse invece vaccinarsi con il prodotto Oxford-Astrazeneca, sempre come "bonus" all'interno di un pacchetto all-inclusive. Probabilmente, l'esempio dell'agenzia britannica verrà presto seguita da altre, in diversi Paesi: c'è quindi all'orizzonte un nuovo business, a base di turismo vaccinale per ricchi?

Senza dubbio sì, e il fondatore di "Knightsbridge Circle", Stuart McNeill, l'ha detto chiaramente in un'intervista al giornale britannico "The Telegraph, spiegando di sentirsi come "un pioniere di questo nuovo servizio di viaggi di lusso comprensivi di vaccino " e di offrire ai suoi clienti una vacanza indimenticabile: i turisti atterrano a Dubai o in India, fanno la prima puntura e rimangono a godersi la vacanza, in appartamenti d'hotel con piscina e chef. Alcuni tra quelli che hanno scelto il viaggio in India, tra il primo e il secondo richiamo sono andati a trascorrere qualche settimana in Madagascar, giusto per aspettare la seconda puntura in serenità.

I costi? Per il viaggio a Dubai, soggiorno al Jumeirah, volo in prima classe (con Emirates, naturalmente) e vaccino siamo intorno alle 40.000 sterline.

La situazione a Dubai e le possibilità per i turisti

Interrogativi "etici" a parte, per gli italiani però i tempi non sono ancora maturi: nel nostro Paese nessuna agenzia al momento offre nulla del genere, e del resto anche da Dubai non arrivano notizie di eccessiva "facilità" nell'ottenere vaccini per i non residenti, quindi tantomeno per i turisti. Ma l'interesse degli italiani per l'argomento è enorme:" Gli Emirati arabi uniti" spiega Giovanni Bozzetti, fondatore di un'agenzia per l'internazionalizzazione, grande conoscitore del Paese e autore del libro "Emirati: nulla è impossibile" appena uscito per Mondadori "stanno portando avanti la campagna di vaccinazione di tutti i propri cittadini con grande velocità. Lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum si è fatto vaccinare già il 3 novembre del 2020, con il vaccino cinese Sinopharm. Ne ha dato grande evidenza pubblicando la foto sul suo profilo Twitter, e da allora nel Paese si vaccina senza soluzione di continuità".

A Dubai, ma non negli altri Emirati, oltre che con il siero cinese adesso è possibile vaccinarsi anche con Pfizer: ma per ora può accedere alle vaccinazioni solo chi è cittadino emiratino o chi è in possesso di un resident-visa.

"Non ho idea di come sia possibile, per un turista o per un'agenzia di viaggi" prosegue Bozzetti ottenere un vaccino, Quello che è certo, però, è che c'è tantissimo interesse da parte dei nostri connazionali: io stesso ricevo decine e decine di telefonate da parte di amici e conoscenti che vorrebbero vaccinarsi qui, invece che aspettare il "turno" in Italia".

Italiani residenti a Dubai: già vaccinati con il "cinese".

Anche perché il turno, in Italia, ammesso e non concesso che vada tutto secondo i piani, potrebbe non arrivare che all'inizio del 2022, quantomeno per gli under 60: a parte i rischi quindi di contrarre la malattia ancora per 12 mesi se non di più, ci sono anche quelli di non poter viaggiare, se compagnie aeree e Stati esteri perseguiranno nell'idea di concedere i viaggi solo a chi è in possesso di "passaporto sanitario" che attesti l'avvenuta vaccinazione.

Ma alcuni italiani che hanno già potuto fare –in tutta legalità- il vaccino a Dubai li abbiamo trovati. È il caso per esempio di Daniele Garzia, commercialista che lavora tra l'Italia e gli Emirati, che proprio poche settimane fa ha ottenuto il vaccino per sé e la propria famiglia:" Sono residente a Dubai da diversi anni " ci ha spiegato Garzia " e una volta che il Governo ci ha dato la possibilità di ricevere il vaccino non ho avuto alcuna esitazione. Non occorre nemmeno la prenotazione, basta recarsi in uno dei tanti centri vaccinali sparsi per il Paese e si fa la puntura, previa compilazione di un questionario sanitario".

Niente fasce di età, niente attese, niente calcoli per capire se e quando potrebbe arrivare il proprio turno: il vaccino utilizzato è il cinese Sinopharm, che è stato approvato il 9 dicembre dagli Emirati e il 13 dello stesso mese dal Bahrain. In entrambi i Paesi l'azienda statale cinese aveva svolto i trial clinici di terza fase, che avevano poi portato alla validazione del siero con un'efficacia dichiarata dell'86%.

Il Sinopharm, diversamente dai vaccini Pfizer e Moderna, gli unici al momento autorizzati in Europa e basati sulla nuova tecnologia dell'Mrna messaggero, è un vaccino tradizionale che sfrutta la "vecchia" e rodata tecnologia del virus inattivato, inoltre si può trasportare con facilità perché ha bisogno solo di refrigerazione ordinaria: al momento però, in Europa non c'è alcun cenno di possibile approvazione, nonostante, considerando le dosi insufficienti di vaccini fin qui validati, molti virologi abbiano già portato avanti la questione di allargare i candidati, senza preclusioni, anche ai prodotti provenienti dalla Cina.

Tornando al caso Dubai, effetti collaterali del vaccino cinese? Per Garzia e la sua famiglia, nessuno:" Né io né mia moglie e mia figlia abbiamo avuto alcun problema" continua il professionista italiano "e adesso siamo in attesa del richiamo. Siamo davvero felici di aver potuto avere questa opportunità, così presto: non abbiamo alcun timore riguardo al fatto che si tratti di un vaccino cinese non approvato dalle autorità europee; gli Emirati l'hanno approvato e posso assicurare che se è stato validato qui, e scelto da tutti gli esponenti governativi –ivi compreso lo sceicco- vuol dire che ha superato protocolli rigidissimi. Negli Emirati le cose funzionano (bene) così".

Ma nemmeno Garzia è a conoscenza della possibilità di ottenere il vaccino per chi non è cittadino emiratino, residente, o in possesso di resident-visa: "Io ho altri due figli che non vivono a Dubai" ci spiega ancora Garzia "e quindi ho anche provato ad avere informazioni su come e quando potrebbe essere possibile anche per loro ricevere il siero. Ma al momento non ci sono informazioni certe al riguardo".

Altri due italiani, marito e moglie provenienti da Martellago (in provincia di Venezia) ma anche loro residenti a Dubai non hanno esitato e si sono fatti vaccinare già in dicembre: anche per loro, vaccino Sinopharm, richiamo già effettuato e nessun effetto collaterale se non un po' di dolore circoscritto al punto di inoculazione sul braccio:" Io e mio marito siamo stati tra i primi a ricevere il vaccino" spiega Elisa Giachelle, 40 anni e un lavoro da direttore marketing a Dubai "Siamo andati a fare la prima puntura il 17 dicembre, quando ancora i centri vaccinali erano pochi e quindi abbiamo fatto un bel po' di fila. Ma era comunque tutto molto organizzato, con un'accuratissima procedura sanitaria: al momento del richiamo, il 7 gennaio, a me hanno addirittura fatto il test di gravidanza in loco, per scongiurare effetti collaterali, dato che il vaccino è sconsigliato a chi è in attesa di un bambino".

Anche i due coniugi veneziani, ovviamente, sono sommersi dalle richieste degli amici che chiedono informazioni sul "come e quando" potersi recare a Dubai per fare il vaccino:" I nostri amici, consapevoli di dover aspettare in Italia ancora per molti mesi il proprio turno, sono giustamente preoccupati e vorrebbero accelerare i tempi. Ma al momento non ci risulta sia possibile" spiega ancora Elisa "Anche se non escludo la possibilità che lo diventi: il business del turismo sanitario è molto allettante e gli Emirati arabi probabilmente non se lo faranno sfuggire. Molti dei nostri amici italiani a Dubai, invece, stanno aspettando di potersi vaccinare con il siero della Pfizer: ma mentre il vaccino Sinopharm è stato gestito da Abu-Dhabi, che l'ha poi reso disponibile liberamente agli altri Emirati, per il Pfizer, che è disponibile solo a Dubai, al momento si sta procedendo per categorie di rischio: i tempi quindi saranno un po' più lunghi, per chi preferisce il vaccino americano".

Vaccinazione libera e ottime percentuali di copertura

Nel frattempo, grazie a questa politica di vaccinazione "free", addirittura con libera scelta tra marchi diversi, gli Emirati sono il secondo Paese –dopo Israele- al mondo per numero di vaccinati in rapporto alla popolazione: al 17 gennaio il sito oneworldindata.org che monitora in tempo reale le politiche di vaccinazione mondiali, attestava una percentuale del 20% della popolazione già immunizzata. In Italia, per intenderci, siamo all'1,91.

A questo punto, e con questa velocità di vaccinazione, tutto fa intendere che l'apertura al vaccino per i turisti, a Dubai, non sia poi così lontana. Molto ufficiosamente, da fonti del Ministero del Turismo arriva già qualche spiraglio per questa possibilità, anche se non immediata: indubbiamente sarebbe una mossa di marketing incredibilmente potente, che incentiverebbe anche le lunghe permanenze "vacanziere" dei turisti che se lo possono permettere, dovendo aspettare tre settimane tra il primo e il secondo richiamo.

Inoltre, il 2021 per gli Emirati è l'anno di EXPO, che inizierà il giorno 1 ottobre: tutto fa pensare che per allora tutta la popolazione di Dubai sarà vaccinata, come si potrebbe quindi pensare di aprire le porte ai visitatori non immunizzati? Si offrirà un biglietto d'ingresso con vaccino incluso?

Ma lasciando perdere, per il momento, il "fantaturismo", la "Knightsbridge Circle" di Stuart McNeill, alla nostra richiesta -sia telefonica che via mail- di informazioni sui pacchetti di viaggi deluxe (dove viene somministrato il vaccino? In ospedale, in clinica o in albergo? Da chi, con quali garanzie?) si trincera dietro un laconico "non abbiamo tempo di rispondere alle interviste, perché siamo sommersi dalle richieste".

Sommersi dalle richieste, come molte altre agenzie di lusso, come ambasciate e consolati emiratini e come gli italiani che vivono nel Paese del Golfo.

Business is business: gli aggiornamenti sul turismo del vaccino, ne siamo certi, non tarderanno ad arrivare. I ricchi e i molto ricchi –ma anche chi, pur non essendolo, decide di investire in salute e prevenzione- possono iniziare a preparare le valigie.

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