test rapidi covid
(Getty Images)
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Salute

I test rapidi usati in Italia non sono validi per il Green Pass

In un documento di alcuni giorni fa si scopre che il prodotto acquistato e distribuito per oltre un anno è valido per diagnosticare la malattia ma non per ottenere il qr code. L'ennesima stranezza sul tema tamponi-Green Pass

Che sui test rapidi ci siano da sempre stranezze e cose poco chiare era più che un sospetto. Ma scoprire che quelli acquistati dallo Stato e forniti ai Medici di Medicina Generale in tutta Italia non siano più validi per ottenere il Green Pass è più che una sorpresa, amara. È quanto emerge dal confronto di alcuni documenti, pubblici, ma passati sotto silenzio, delle ultime settimane.

DOCUMENTO: La relazione della HSC

covid-19 EUROPA HSC LISTA.pdf

Il 20 ottobre 2021, la Health Security Committee dell'Unione Europea ha pubblicato una lista contenente tutti i test antigenici rapidi utilizzati nella Ue che sono considerati non più validi per il rilascio del tanto discusso qr code; tra questi, il secondo della lista, c'è il Biocredit Covid 19 Ag, della RapiGen, esattamente quello usato in Italia ed acquistato a suo tempo dalla struttura commissariale dall'ex commissario Domenico Arcuri.

Questo tipo di test rapidi sono stati usati dall'inizio della Pandemia negli studi dei medici di medicina generale, dai pediatri e nelle Rsa ma adesso la Comunità Europea ci dice che non sarebbero più validi per avere il Green Pass.

Il documento della HSC

Il gruppo di lavoro tecnico dell'HSC ha infatti esaminato le proposte presentate dai produttori tra il 13 luglio 2021 e il 10 settembre 2021 https://ec.europa.eu/health/sites/default/files/pr... ha ritenuto di rimuovere dall'elenco dell'UE i test che hanno presentato informazioni disponibili incomplete e quelli che attraverso i nuovi studi di convalida non soddisfano più i criteri stabiliti dalla raccomandazione 2021/C 24/01 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?ur...
Il documento del comitato per la sicurezza sanitaria europea parla chiaro i Biocredit sono tra i test antigenici rapidi a che non hanno la convalida e il riconoscimento per il COVID-19 nell'UE. Un fatto interpretato dalle Regioni in Italia con la disposizione imposta ai medici di medici generale e ai pediatri di non poter più utilizzare i Biocredit per il rilascio del Green Pass, ma solo per la diagnosi del Covid.

DOCUMENTO: la circolare della Regione Lazio

Test Rapidi circolare Regione Lazio.pdf

La regione Lazio in una circolare infatti scrive: "I test distribuiti ai MMG dalle farmacie aziendali forniti dalla struttura commissariale sono registrati presso la banca dati del ministero hanno marchio CE e sono ultilizzati per tutte le indicazioni previste dall'accordo collettivo nazionale e dal successivo accordo regionale tra le quali non rientra il rilascio del Green pass"
Dalla regione Lazio ci hanno spiegato che è stata la società informatica Sogei ha togliere i test Biocredit dalla lista e di rivolgerci a loro. La Sogei a sua volta ci ha invitato a chiedere al Ministero della Salute.
Ma come può un test invalidato dall'Ue essere valido per la diagnostica? In merito abbiamo provato a contattare, il ministero di Speranza e il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri senza ottenere risposta. A raccontarci invece come sono stati avvisati i medici delle nuove disposizioni sui tamponi Biocredit è stato il vice presidente della Federazione medici di medicina generale (Fimmg) del Lazio Alberto Chiriatti:

«Da un anno abbiamo un accordo nazionale e regionale che prevede la possibilità di eseguire i test rapidi ai nostri assistiti con i tamponi Biocredit acquistati dalla struttura commissariale e distribuiti a medici di famiglia e pediatri. Poi qualche settimana fa ci siamo accorti che entrando nel sito nazionale Sogei la marca Biocredit appariva e poi era sparita».

Non avete ricevuto comunicazioni precedenti?

«No e da lì sono iniziate le segnalazioni dei colleghi. Il programma non generava più in automatico il Green pass temporaneo con i test Biocredit, così abbiamo scritto alla regione Lazio, ponendo la questione che non potevamo più registrare i Biocredit e generare Green pass per gli assistiti. La risposta è stata che noi dobbiamo usare i Biocredit solo per scopi di tipo clinico. In pratica i Biocredit da qualche settimana valgono per la valutazione diagnostica ma non per il Green pass. Quindi il problema è stato sin da subito che i pazienti devono ripetere il test in farmacia a pagamento. Una questione che pesa sui ragazzi per il rientro a scuola e per il rientro a lavoro».

Dal punto di vista scientifico come è possibile che un test sia valido per la diagnostica e non per la certificazione?

«È un mistero che va ad aggiungersi al fatto che noi come medici di famiglia non possiamo rilasciare la certificazione verde ai nostri assistiti, mentre laboratori privati e le farmacie a pagamento si».
I test Biocredit Covid 19 Ag sono di fabbricazione coreana e ne sono stati acquistati circa 13 milioni di pezzi al costo di 32 milioni di euro dall'ex Commissario per l'Emergenza Covid Domenico Arcuri. In passato una rivista scientifica aveva sollevato delle perplessità sull'affidabilità di questo tipo di test e secondo un virologo della Calabria in un'attività di "testing e tracing" di massa eseguita a gennaio 2021 i test non sarebbero risultati adeguati.

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