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Inter, la prima fuga scudetto è nel nome di Pio Esposito

Inter, la prima fuga scudetto è nel nome di Pio Esposito

Chivu ha strappato in vetta alla classifica su Conte, il cui Napoli sembra stanco. Ecco l’effetto dei recuperi di metà gennaio (in attesa del Milan).

L’inter produce il primo strappo scudetto della stagione e solo le prossime (poche) settimane diranno se si tratta di una fuga già decisiva o soltanto della prima azione  del campionato. Lo fa grazie a Pio Esposito, simbolo del nuovo corso giovane, capace di caricarsi sulle spalle una serata che si stava complicando anche a causa del carico di fatica su muscoli e testa della capolista.

Lo stesso male che ha colpito e affondato poche ore prima il Napoli orfano di Antonio Conte. Chissà se con il suo condottiero in panchina e non auto confinato in tribuna, i partenopei avrebbero potuto gettare il cuore oltre l’ostacolo Parma. Non c’è controprova se non che il pari concesso agli emiliani si unisce a quello rimediato con il Verona e alimenta i rimpianti dei campioni d’Italia. 

Inter e Napoli, la grande fatica dopo il big match

Per avere la meglio sul Lecce, l’Inter ha dovuto gettare in campo tutte le sue varianti: prima un largo turn-over, che ha funzionato intermittenza, poi il cambio di modulo per l’assalto finale. Se c’è una lezione in questo turno infrasettimanale che si dovrà completare con la difficile trasferta del Milan a Como è che Chivu maneggia la rosa più profonda e qualitativa del campionato e, a differenza di quanto accaduto un anno fa a Simone Inzaghi, sta riuscendo a sfruttare questo vantaggio.

Prima del big match di San Siro contro il Napoli, si era detto che un eventuale successo dei nerazzurri avrebbe fortemente indirizzato alla volata scudetto. Sarebbero stati sette punti di vantaggio e ora sono sei: cambia qualcosa? Dal punto di vista strettamente numerico sì, anche se poco, per la sensazione di una stagione che si sta incanalando verso la gerarchia definitiva, no. Banalmente, l’Inter ha più frecce al suo arco per venire a capo di situazioni complesse ma che, sommate una dopo l’altra, fanno la differenza.

Il Napoli è fermo alle sue qualità che si accompagnano a una certa dose di limiti.  Al Maradona contro Cagliari, Genoa e Pisa erano arrivati successi striminziti e contro il Verona una rimonta affannosa; non può essere un caso se da agosto il copione si ripete a prescindere dagli interpreti, dagli infortuni (ieri nuovo allarme per Neres) e dalle scelte di Conte. Che avrà ragione a lamentarsi della sfortuna (non degli arbitri) ma che di sicuro non ha contribuito a valorizzare il mercato messogli a disposizione da De Laurentiis.

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