oculisti
(Ansa)
oculisti
Salute

Gli oculisti chiedono più fondi per la chirurgia del cristallino

La sanità pubblica è tecnologicamente arretrata per gli interventi “salva-vista”: il congresso della Soi annuncia una class action

L’intervento rifrattivo del cristallino, che permette di rimuovere la lente naturale opacizzata, è la tecnica che meglio permette di rimuovere la cataratta e insieme di correggere altri difetti refrattivi dell’occhio come miopia, ipermetropia, astigmatismo e anche la presbiopia, cioè la difficoltà di vedere da vicino. Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana (Soi) che rappresenta i 7mila oculisti italiani, sostiene sia «l’intervento da consigliare a tutti i pazienti, anche se il Servizio sanitario nazionale è impreparato a eseguirlo e spesso non è proprio in grado di proporlo. In ogni caso è l’unico intervento apprezzato e voluto dai pazienti, anche se sono obbligati a pagarne l’intero elevato costo».

Con 650mila interventi all’anno, Piovella ricorda che la chirurgia della cataratta è l’intervento più eseguito nel nostro Paese, un’operazione in grado di restituire la vista in presenza dell’opacizzazione del cristallino. «Ma per ottenere i migliori e più sicuri risultati richiede il sostegno della più avanzata tecnologia» aggiunge.

Per questo, dal 19° congresso internazionale della Società di oftalmologia – in corso a Roma fino al 21 maggio - arriva una presa di posizione contro gli effetti del degli ultimi aggiornamenti del decreto 70 che nell’aprile 2015 ha definito gli standard qualitativi dell’assistenza ospedaliera: «La chirurgia ambulatoriale e l’oculistica in particolare sono ancora una volta fortemente penalizzati», protesta Piovella, «a cominciare proprio dagli interventi sul cristallino. Rischiamo di non poter assistere decine e decine di migliaia di cittadini che debbono sottoporsi a un intervento salva-vista».

La Soi chiede al governo di diffondere l’utilizzo dei cristallini artificiali ad alta tecnologia, oggi totalmente assenti nella sanità pubblica; di riorganizzare gli accertamenti preoperatori, con l’adozione di sistemi diagnostici adeguati indipendentemente dal costo che oggi impedisce ogni indispensabile aggiornamento; di prevedere la formazione e l’aggiornamento di due generazioni di chirurghi che non hanno esperienza sull’evoluzione tecnologica e organizzativa degli ultimi 20 anni.

La Soi propone anche di aumentare di 1.000 euro i rimborsi oggi applicati alla chirurgia della cataratta, riportandoli alla somma complessiva di 1.700 euro.

Se entro l’estate non vedrà attivate le indicazioni, che da anni sottopone alle Istituzioni, la Soi annuncia il suo impegno per una class action a sostegno dei pazienti affetti da maculopatia: quelli che per impossibilità di accesso alle cure hanno perso la vista.

I più letti