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La molecola salva-vista scoperta da un team italiano

La molecola salva-vista scoperta da un team italiano

Grazie ad un lavoro di squadra svolto da un gruppo di ricercatori italiani, si è giunti ad una scoperta scientifica che potrebbe rappresentare un cambiamento epocale per coloro i quali sono affetti da cecità

Ottime notizie ci sono riguardo il trattamento e la cura di malattie degenerative legate alla vista. Ad attestarlo è lo studio pubblicato sulla rivista Nature Comunication, nella quale si parla della scoperta di una nuova molecola.

Lo studio è stato effettuato da parte dell’Istituto Italiano di tecnologia e dall’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, con la collaborazione del Politecnico di Milano e il sostegno offerto dalla Fondazione Telethon.

In particolare questa nuova molecola scoperta dal team di ricercatori, chiamata Ziapin2, avrebbe la capacità di riattivare i neuroni della retina affetti da degenerazione maculare e retinite pigmentosa, in modo da consentirgli di dare una risposta alla luce ricevuta dall’occhio.

Questa notizia accende una nuova speranza nei confronti di coloro i quali, purtroppo, sono affette da queste patologie. Ci sono persone che non hanno mai potuto vedere il viso del proprio marito o della propria moglie, oppure quello dei loro figli. Tra queste vi è Annalisa Minetti, volto noto della TV, che in una vecchia intervista ha dichiarato “Ho completamente perso la vista. Non vedere il volto dei miei figli è il dolore più grande”. Per persone come lei questa scoperta potrebbe migliorare notevolmente la loro vita.

A prima vista il funzionamento di questa nuova molecola è molto semplice poiché, secondo quanto dichiarato da Fabio Benfenati, membro dell’Istituto italiano di tecnologia e professore presso l’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, la Ziapin2 ha la capacita di ripristinare il funzionamento dei neuroni on, cioè quelli in grado di captare la presenza di luce e dei neuroni off che invece individuano l’assenza di luce a livello della retina.

I primi test sulla Ziapin2 risalgono al 2020, quando i risultati ottenuti a quel tempo furono pubblicati sulla rivista scientifica Nature Nanotecnology. Tuttavia, i dati ottenuti durante la prima sperimentazione non garantivano l’efficacia che si è potuta constatare con le sperimentazioni effettuate negli anni successivi.

L’importanza di questa scoperta la si comprende se si considera che attualmente non esistono delle terapie in grado di curare queste malattie legate alla vista, ma anche considerando che gli italiani che soffrono o sono a rischio di malattie che potrebbero provocare ipovisione o, nella peggiore delle ipotesi, alla cecità sono circa 3,5 milioni secondo recenti studi.

Questa scoperta dimostra quale sia l’importanza dell’attività di ricerca in campo medico e della grande competenza dei ricercatori italiani, i quali sono molte volte costretti a svolgere il loro lavoro con budget molto risicati rispetto a quanto accade all’estero.

Sarà interessante capire quali sviluppi avrà questa nuova scoperta scientifica e soprattutto se saprà mantenere le aspettative, in un ambito così difficile e delicato come quello delle malattie legate alla vista.

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