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Salute

I consigli per la riabilitazione respiratoria post polmonite da Coronavirus

Ecco come una persona guarita dalle polmoniti causate dal Covid può tornare al 100% in tempi rapidi

L'emergenza Coronavirus ha costretto le principali strutture sanitarie italiane ad aumentare i posti in terapia intensiva, fronteggiando dati allarmanti: secondo l'ultimo bollettino della Protezione Civile sono stati oltre 2000 i pazienti a presentare problemi muscolari e respiratori e oltre l'80% di questi è dovuto ricorrere all'intubazione. Uno scenario negativo registrato anche all'estero: basti pensare che secondo una ricerca della National Health Association gli ospedali di New York hanno dovuto raddoppiare i posti letto in terapia intensiva in una sola settimana, passando da 1600 a quasi 4000. Per questo motivo secondo gli esperti un valido aiuto arriva dalla riabilitazione post Covid che, supervisionata da personale medico preparato in ambulatorio, rappresenta la chiave per affrontare il recupero motorio e respiratorio dopo un lungo periodo di allettamento. Ma quali sono le raccomandazioni da seguire? Ce ne parla il dott. Ingmar Angeletti, fisioterapista presso il Rhiabilita Medical Center di Alzano Lombardo (BG), uno dei centri dell'epidemia di Coronavirus che ha pianto più morti e malati. Il centro dell'inferno.

Effettuare precisi test dinamometrici e valutazioni muscolari, sottoporsi a controlli periodici e compiere in maniera cauta esercizi senza provocare affaticamento aiutano ad accelerare il percorso riabilitativo. Ma non è tutto, perché un valido aiuto arriva anche dalla tecnologia laser Theal Therapy, creata da un'azienda italiana Mectronic.

"I lunghi periodi di allentamento dei pazienti finiti in terapia intensiva rappresentano una delle principali problematiche da affrontare nel post epidemia e con le quali siamo venuti a contatto in prima persona – ha spiegato il dott. Ingmar Angeletti – Occorre che recuperino il più in fretta possibile in ambito motorio per far fronte al decadimento muscolare e respiratorio. Per questo consiglio di effettuare precise valutazioni dinanometriche, test isocinetici e controllo delle retrazioni muscolo-tendinee oltre a farsi seguire in maniera attenta da professionisti in ambulatorio. Compiere esercizi a casa, senza provocare affaticamento, può andar bene ma soltanto se raccomandati da personale esperto. Infine un grande aiuto arriva anche dalla laserterapia e in particolare dalla Theal Therapy che, grazie al processo di fotobiomodulazione rigenerativa, favorisce il recupero dalle lesioni cutanee e dei tessuti sottostanti, purtroppo comuni tra chi ha dovuto combattere il Covid. E per adeguarsi alle norme di distanziamento sociale risulta utile anche la modalità ScanX con controllo termico di Theal Therapy che, grazie a campane magnetiche brevettate, può essere utilizzato come laser operatore indipendente, cambiando modalità con un semplice comando e garantendo flessibilità, praticità e alte prestazioni terapeutiche".

Ma quali sono le problematiche più diffuse che interessano i pazienti ricoverati in terapia intensiva? Secondo una ricerca americana pubblicata dalla World Health Organization (WHO) su Science Daily al primo posto vi è la perdita dell'olfatto e del gusto che provoca nel 65% dei pazienti uno stato confusionale e un senso di disorientamento. A seguire vi sono le lesioni da pressione che interessano cute e tessuti sottostanti, dovute alla pressione esercitata dalle intubazioni, come naso, fronte e zone sacrali, e il deficit del sistema nervoso periferico e centrale. I sopravvissuti all'infezione mostrano anche segni di astenia, problematiche muscolo-scheletriche e segnali di disturbo neuropsicologico. Per questo motivo diventa fondamentale un processo di riabilitazione attento e graduale che possa consentire il pieno recupero funzionale.

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