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Rolex, abiti e viaggi: la lista dei regali a Lupi e parenti

Ecco tutti gli omaggi che il ministro delle Infrastrutture non avrebbe saputo rifiutare

Che sia vero o meno che di quei regali ricevuti per sé, il figlio e la moglie, Maurizio Lupi non avrebbe mai fatto richiesta, il problema è che, per legge, lui, come qualsiasi altro dipendente ministeriale, non avrebbe nemmeno dovuto accettarli. A stabilirlo era stato lui stesso il 9 maggio scorso mettendo la sua firma sotto un decreto che, in attuazione del codice etico diramato da Mario Monti nel 2012, vieta tassativamente a tutti i ministeriali di accettare per sé o per altri “regali, compensi e altre utilità” per un valore superiore a 150 euro.

Lupi non è indagato, ma molti di quei regali gli sono stati recapitati da uomini arrestati nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Firenze sulle “grandi opere”. E tra quegli uomini ci sono anche alcuni dei suoi più stretti collaboratori come Ercole Incalza e Franco Cavallo e imprenditori, come Stefano Perotta, che dal ministero diretto da Lupi, hanno ottenuto commesse per decine di milioni di euro. Per questo al di là dei risvolti giuridici della vicenda, molti reputano il comportamento del titolare delle Infrastrutture moralmente imbarazzante e politicamente inopportuno. E il pressing esercitato da più parti affinché si faccia o sia messo da parte è sempre più incalzante. In caso contrario non si capirebbe perché per costringere alle dimissioni Anna Maria Cancellieri e Josefa Idem siano bastati una telefonata sconveniente e il mancato pagamento dell'Imu, mentre per lui non basterebbero Rolex, abiti, biglietti aerei, voti e posti di lavoro.

Il vestito sartoriale

È Franco Cavallo, uno degli arrestati nell'inchiesta di Firenze, descritto nelle carte dei pm come "uomo di fiducia di Lupi", a far confezionare dal sarto Vincenzo Barbato un abito su misura per il ministro. Dalle intercettazioni risulta anche che Cavallo, insieme a Stefano Perotti e Salvatore Di Gangi, avrebbe pagato allo stesso sarto un abito da 700 euro destinato a Emmanuele Forlani, della segreteria del ministero. Anche altri membri della stessa segreteria di Lupi, come Marco Lezzi e Nicola Beneduce, hanno provato abiti dello stesso sarto presso un'abitazione in via Nazionale. Vestiti che piacevano proprio a tutti visto che da un'intercettazione emerge che Barbato ne avrebbe avuto uno in preparazione anche per il figlio del ministro, Luca Lupi.


Il rolex per la laurea

Il figlio del ministro, Luca, si laurea in ingegneria e i coniugi Perotti gli fanno recapitare, attraverso Franco Cavallo, un generoso cadeaux: trattasi di un orologio Rolex Daytona del valore di 10.350 euro. Che il ministro si è guardato bene di ordinarne la restituzione al suo secondo genito. 

L'assunzione del figlio

A febbraio del 2014, appena laureato in ingegneria, il figlio di Lupi, Luca, viene assunto dallo studio Mor di Genova. Giorgio Mor è il cognato di Stefano Perotti il quale, nell'ambito della commessa Eni (uno dei 17 appalti sulle “grandi opere” da lui ottenuti grazie a Ercole Incalza e Maurizio Lupi), affida il coordinamento dei lavori a Giorgio Mor che, a sua volta, nomina quale “persona fissa in cantiere” proprio Luca Lupi per 2mila euro al mese. In una nota il ministro ciellino ha precisato di non aver "mai chiesto all'ingegner Perotti né a chicchessia di far lavorare mio figlio. Non è nel mio costume - la difesa - e sarebbe un comportamento che riterrei profondamente sbagliato". Ma i pm lo smentiscono: "emerge dalle intercettazioni - si legge nell'ordinanza - che l'interessamento di Stefano Perotti per l'assunzione di Luca Lupi veniva attivato da Ercole Incalza, il quale, a sua volta, aveva incontrato il ragazzo su richiesta del padre"

Il biglietto aereo per la moglie

Un biglietto aereo del costo di 447, 03 euro biglietto aereo per far viaggiare la signora Lupi, Emanuela Dalmiglio, in prima classe da Milano a Bari dove era in programma la convention di Ncd del gennaio 2014. La ricevuta risulta intestata al solito Franco Cavallo. A recapitargliela via mail è Gabriella Pietroletti della cooperativa “La Cascina” sponsor politico del ministro.

I regali di Natale

Francesco "Franck" Cavallo non si preoccupa solo di pagare abiti su misura da 700 euro pe ril ministro, il figlio e i suoi collaboratori. Quando viene Natale è infatti sempre lui a provvedere ai regali: "1.840 euro di orologi acquistati nella gioielleria Verga di Liano, 962 euro di dolciumi comprati in Corso Magenta, a Milano".

I voti del monsignore

E' per ringraziarlo dell'assunzione del nipote Gianluca, favorita da Ercole Incalza, che secondo quanto ricostruito dagli investigatori fiorentini, monsignor Francesco Gioia si sarenne attivato per far ottenere al ministro voti per le elezioni europee. “Mi dovete far sapere chi porta il “capo” per le Europee perché io non so nulla ancora ma è urgente che ce lo diciate – si raccomanda il prelato - anche perché se devo poi avviarmi per alcuni istituti religiosi del mio entourage no? Per segnalare”.

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