Riforma della Rai: 5 modelli di tv pubblica in Europa
Andrea Delbo/Olycom
Riforma della Rai: 5 modelli di tv pubblica in Europa
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Riforma della Rai: 5 modelli di tv pubblica in Europa

Mentre in Italia si pensa a come cambiare viale Mazzini, ecco come funziona in Germania, Inghilterra, Francia, Spagna e Olanda

Matteo Renzi vuole cambiare la Rai. Sul tavolo ci sono ancora almeno un paio di ipotesi alternative (LEGGI QUI QUALI SONO). Ma il modello che ha in mente il premier è chiaro: trasformare la tv pubblica italiana in un'azienda più competitiva a livello internazionale, guidata da un capo, nominato dal governo, che possa decidere in autonomia senza dover sottoporre ogni sua iniziativa al vaglio del cda di nomina parlamentare e poi a quello della corte dei conti. Un'azienda, dunque, in cui gestione e controllo siano nettamente separati e sicuramente più indipendenti dai partiti. I modelli al vaglio sono due: il tipo a S.p.a (preferito dal premier) e quello duale. In entrambi i casi il cda dovrà essere comunque ridotto (oggi i membri sono 9) e nominato da organismi diversi rispetto alla commissione di vigilanza (quindi ai partiti). Per quanto riguarda invece l'organizzazione delle tre reti, oltre alla creazione di due newsroom per l'informazione, l'idea è quella di dare a ciascuna di esse una specializzazione tematica: generalista la prima, dedicata all'innovazione, sperimentazione e nuovi linguaggi la seconda, culturale (e senza pubblicità) la terza. Infine il canone, che sarebbe dimezzato ma inserito direttamente nella bolletta elettrica. Oppure direttamente abolito, come non dispiacerebbe a Matteo Renzi.

Ma come funziona nel resto d'Europa? Abbiamo preso in esame i modelli di 5 paesi: Germania, Gran Bretagna, Francia, Spagna e Olanda. E per quanto riguarda il canone, ecco come si regolano anche Svizzera, Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca.

GERMANIA

In Germania i canali pubblici sono due: Ard e Zdf, più 8 canali regionali, alcuni dei quali gestiti con Francia, Svizzera e Austria. Ard nasce nel 1950 come consorzio delle emittenti radiotelevisive pubbliche della Germania e riunisce 9 canali regionali, la vera colonna vertebrale dell'azienda. Essi sono gestiti direttamente dai parlamenti regionali e dai gruppi d'interesse dei singoli Lander. Il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni ha solo il compito di gestire le frequenze dal punto di vista tecnico. Il canone costa 215,76 euro annui ad abitazione a prescindere dal fatto che si possieda o no una televisione o una radio. I due canali possono trasmettere pubblicità, ma solo nei giorni lavorativi, solo in una specifica fascia oraria (tra le 17.00 e le 20.00), mai durante i film e con un tetto massimo di 20 minuti al giorno.

GRAN BRETAGNA

La Bbc viene fondata nel 1922, è la più antica società di distribuzione televisiva pubblica al mondo ed è considerata la più libera e indipendente da influenze politiche e commerciali. È guidata dal Bbc Trust, che definisce le strategie dell’emittente, e da un “executive board” che si riunisce ogni mese ed è responsabile della gestione operativa. Il Bbc Trust si occupa di tutelare l'imparzialità e la qualità dei contenuti. È un organo composto da 12 membri scelti dalla corona, su indicazione del governo in carica, tra uomini d'affari e personalità del mondo della cultura e dell'informazione. Il Bbc Trust nomina il direttore generale. I canali nazionali non trasmettono pubblicità, mentre lo fanno quelli diffusi all'estero. In casa, quindi, la Bbc si finanzia esclusivamente con il canone che costa 145.50 sterline (circa 175 euro) per la televisione a colori e, visto che sopravvive ancora questa distinzione, 49.00 sterline (circa 60 euro) per quella in bianco e nero. Chi evade la tassa incorre in sanzioni pesantissime, addirittura la custodia cautelare.

FRANCIA

In Francia l'emittente TF1 è stata privatizzata, mentre Antenne 2 e Antenne 3 sono rimaste pubbliche. La nomina dei rispettivi cda spetta al Consiglio superiore dell'audiovisivo, che è l'autorità garante e dovrebbe teoricamente essere esente da controlli politici. Ma nei cda siedono direttamente due parlamentari, quattro membri di nomina statale, quattro esperti nominati dal Consiglio superiore dell'audiovisivo e due rappresentanti sindacali. Le pubblicità non possono interrompere i programmi (sono ammesse solo al termine) e il canone ammonta a 123 euro l'anno.

SPAGNA

La Tve spagnola fa parte della Fondazione RTVE, l'ente pubblico spagnolo per le trasmissioni radio-televisive, riorganizzato dopo le due riforme tv volute dal governo Zapatero. Ha due canali principali conosciuti come La1 e La2. La1 è assimilabile alla Rai italiana. Con la riforma Zapatero del 2006 i 12 membri del Cda erano votati dalla Camera e dal Senato (4 ognuno), con maggioranza dei 2/3 ed erano scelti tra esperti della comunicazione. Stessa cosa per gli altri 4, designati dai sindacati e dal Consiglio Audiovisivo (eletto dal Parlamento con il compito di regolare le frequenze, i costi della tv pubblica, i flussi pubblicitari e la qualità dei programmi). Nel 2012 il governo Rajoy ha modificato il meccanismo di elezione del presidente: ora infatti basta la maggioranza assoluta e il direttore viene di nuovo nominato dal governo. La tv pubblica spagnola non trasmette pubblicità, i cittadini non pagano il canone ed essa si finanzia al 50% attraverso fondi pubblici e per il resto con una tassa sui ricavi delle compagnie telefoniche, delle televisioni private e delle pay-tv. 

OLANDA

In Olanda il sistema è molto diverso da quello italiano. La tv pubblica nazionale è la Nos ma essa, di fatto, non si occupa dei contenuti bensì di coordinare la programmazione delle emittenti pubbliche e di fornire le infrastrutture per la produzione dei programmi. Questi sono infatti realizzati da otto associazioni ciascuna delle quali propone un punto di vista religioso, ideologico o culturale specifico. Ci sono poi altre quattro organizzazioni autorizzate a trasmettere programmi in determinate fasce orarie: le chiese e le organizzazioni religiose, le associazioni addette alla diffusione di programmi educativi, i partiti politici e gli enti pubblici. Nederland 1, Nederland 2, Nederland 3 sono i tre canali nazionali ai quali si aggiungono 13 canali locali. Il primo canale trasmette i programmi più popolari, il telegiornale e i notiziari sportivi; il secondo è dedicato alle notizie, ai programmi di attualità, ai documentari e ai programmi culturali; il terzo a bambini e ragazzi. In Olanda il governo ha abolito il canone nel 2002 per sostituirlo con un prelievo diretto a carico del budget dello stato che negli anni ha subito tagli sempre più consistenti. 

IL CANONE NEGLI ALTRI PAESI

Svizzera, Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca sono i Paesi con i canoni più alti. Il record lo detiene la Svizzera dove, nonostante sia ammessa la pubblicità, i cittadini pagano ben 360, 65. Niente spot invece in Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca dove le tasse ammontano rispettivamente a 315,57, 232,47, 253,80 e 303,35 euro.

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