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Riforma costituzionale, la Camera approva

361 sì e 7 no. Ha votato solo la maggioranza. Opposizioni fuori dall'Aula. Renzi sul referendum di conferma si gioca la carriera politica

Ore 18:00 - Con 361 sì e 7 no la Camera ha approvato il ddl Boschi sulla riforma della Costituzione.
Non hanno votato i deputati dell'opposizione. In autunno ci sarà il referendum confermativo voluto dal Governo.

17:15 - "Ogni giorno ha la sua pena". Così risponde l'ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani, con un sorriso, a chi alla Camera gli domanda come sarà a suo parere la campagna referendaria sulla riforma costituzionale. Bersani spiega con questa battuta di non voler parlare oggi della riforma della Costituzione e della campagna che si aprira' per il referendum di ottobre.

"Oggi la storia torna a far capolino in questa aula e chi vota deve sentire l'orgoglio di quanto sta compiendo. Dispiace che le opposizioni, lasciando l'aula, perdano questo appuntamento con la storia". Lo ha detto Ferdinando Adornato annunciando alla Camera il si di Ap alle riforme costituzionale. "Si apre un grande problema politico. Se il referendum confermerà la riforma, dal caos sistemico non si uscirà solo con essa". "Se il bipolarismo sarà ancora anomalo allora saremo ancora nella palude, se invece dai moderati che sostengono le riforme nascera' un centrodestra moderno, allora la democrazia italiana avra' quello che si merita".

17:05 - "Scelta civica voterà a favore perché pensiamo ne esca un assetto istituzionale migliore anche se non il migliore". Lo dice in Aula Andrea Mazziotti nel corso delle dichiarazioni di voto sulle riforme. "Il tema e' quello dell'efficienza e della qualita'", prosegue Mazziotti che evidenzia l'importanza della trasparenza, "sancita a livello costituzionale. Questa riforma - conclude - cura due aspetti fondamentali come il bicameralismo paritario e il rapporto con le Regioni e questa e' una delle ragioni per cui Scelta civica votera' a favore".

16:55 - "La Lega non parteciperà al voto finale di questa riforma cheè pessima". Lo ha annunciato in Aula alla Camera Cristian Invernizzi nelle dichiarazioni di voto. Invernizzi ha affermato che la riforma "nasce nel segreto, nasce dal Patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi. Cosa si sono detti in quella stanza sarebbe davvero interessante saperlo". Quanto al referendum confermativo, su cui Renzi ha detto di puntare, Invernizzi ha concluso: Il presidente Renzi non è De Gaulle: non ha la sua storia, non ha la sua stoffa e non avrà la sua fortuna".

16:35 - "Da parte dei Conservatori e Riformisti c'è una netta contrarietà ad una riforma sbagliata e timida, non quella di cui il Paese aveva bisogno". Lo ha detto alla Camera Rocco Palese annunciando in Aula il "no" di Cor alle riforme costituzionali.

16:31 - "La Riforma dovrebbe essere uno dei momenti più nobili della vita politica. Adesso dopo tentativi ripetuti arriviamo al grande evento e cambiamo la Costituzione, ma leggendo il testo vediamo che va nella direzione opposta a quella giusta: anziche' allargare gli spazi di partecipazione li restringe, e rende più farraginoso l'iter legislativo". Lo ha detto Ignazio La Russa nell'Aula della Camera annunciando il "no" di Fdi. 

16:25 - "L'esclusione delle Regioni e speciali e delle Province autonome di Bolzano e Trento dall'applicazione del nuovo Titolo V e la delega per l'adeguamento degli Statuti di autonomia ad una futura legge costituzionale, introducendo la clausola pattizia anche in Costituzione, sono i punti decisivi che abbiamo sostenuto in ordine alla riforma costituzionale e che oggi riteniamo debbano essere valorizzati".

Lo ha affermato Albrecht Plangger (Svp,) intervenendo alla Camera in dichiarazione di voto finale sulla riforma costituzionale. Sottolineando che "si salvaguardano competenze e poteri delle autonomie speciali", Plangger ha osservato che "si innova il sistema parlamentare con un Senato che avremmo auspicato ancor più delineato come Camera territoriale e si introduce un ruolo più incisivo e responsabile del governo", mentre "si rafforza il rapporto fra esecutivo e Parlamento attraverso il voto di fiducia conferito alla sola Camera dei deputati, semplificando il procedimento legislativo".

Ore 15:30 - È incominciata alla Camera la seduta per le votazioni finali sulla riforma del Senato e del Titolo V della Carta costituzionale.
Il disegno di legge di riforma costituzionale è già stato approvato dal Senato.

Si devono discutere e votare i 41 articoli della riforma. A presiedere i lavori è la presidente Laura Boldrini. Il testo non è più sottoponibile ad emendamenti, quindi la Camera voterà articolo per articolo prima del voto finale sul provvedimento.

"Sinistra Italiana interverrà in dichiarazione di voto ma non parteciperà alla votazione finale. Il governo e il Partito Democratico hanno voluto riformare la Costituzione da soli e da soli voteranno questo testo". Lo afferma Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra Italiana a Montecitorio.
È una riforma - prosegue il capogruppo di sinistra italiana - che pone un uomo solo al comando addirittura al di sopra della stessa Costituzione, che potra' disporre del Parlamento a sua immagine e somiglianza e che riduce lo spazio del pluralismo. E' una riforma che segna una svolta negativa per il Paese. Ci vedremo al referendum di ottobre - conclude Scotto - quando la parola passera' ai cittadini e questo testo sara' bocciato dal voto popolare".

14:00 - Le opposizioni, ieri assenti dall’aula, avevano chiesto che prima si votasse la mozione di sfiducia (per la vicenda petroli-Basilicata) e si affrontasse il referendum sulle concessioni per le trivelle. Oggi sono intenzionate a non partecipare al voto finale.

Il Presidente del consiglio Renzi, ieri a Montecitorio ha ribadito di giocarsi parecchio della carriera politica con questa riforma.

Guarda al referendum di conferma, e punta alla vittoria, anche di misura, il premier: “Basta vincere”. Se invece dovesse perdere, lascia intendere, ci sarebbero le dimissioni e le elezioni anticipate.

- LEGGI ANCHE: COSA PREVEDE LA RIFORMA COSTITUZIONALE

ANSA/GIUSEPPE LAMI
Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi alla Camera dei Deputati
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