Nasce il reato di "omicidio stradale"
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Nasce il reato di "omicidio stradale"
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Nasce il reato di "omicidio stradale"

Soddisfazione e perplessità tra i familiari delle vittime della strada dopo la svolta annunciata dal ministro Cancellieri

3.950; solo le persone che hanno perso la vita in Italia per gli incidenti stradali. Di queste, secondo una stima dell’Istituto Superiore di Sanità, circa 1/3, dunque oltre mille persone, sarebbero state vittime di un ubriaco o di un soggetto  sotto l’effetto di droghe o psicofarmaci.

Cifre spaventose che hanno portato il Ministro della Giustizia ad una svolta. "Entro gennaio porterò in Consiglio dei Ministri un pacchetto di norme sulla giustizia che conterrà anche l'introduzione del reato di omicidio stradale"  ha dichiarato il Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri nel giorno di Capodanno, specificando che si tratta di un ‘pacchetto di norme' già pronte per essere adottate.
Le dichiarazioni del Ministro, tanto attese dall’Ania e dalle numerose associazioni che si battono da anni per l'inasprimento delle pene per chi uccide alla guida, lasciano però perplessi alcuni familiari delle vittime.

Stefano Guarnieri, vicepresidente dell’Associazione “Lorenzo Guarnieri Onlus”, che cosa vi lascia perplessi delle dichiarazioni del Ministro?
“Il Ministro Cancellieri che ieri ha dichiarato di voler introdurre il reato di “omicidio stradale” è la stessa persona che nell’aprile scorso ha disse all’Ansa come ministro dell’Interno all'epoca del Governo Monti che il reato di omicidio stradale era del tutto inutile. A distanza di un anno ha cambiato idea. Noi non possiamo che esserne felici ma certamente aspettiamo ad esprimerci perché vogliamo vedere come si traduce nell’applicazione il pacchetto di norme di cui ha parlato. Possiamo solamente dire che negli ultimi 3 anni si è discusso moltissimo di omicidio stradale, ma in concreto non è stato fatto mai niente”.

Lei e sua moglie, 3 anni fa, avete perso vostro figlio, Lorenzo, investito da un soggetto che guidava sotto effetto di alcol. Da allora vi state battendo attraverso l’associazione per il riconoscimento del reato di omicidio stradale. Ma che cosa chiedete?
“La legislazione attuale “sanziona” l’omicidio compiuto sulla strada da un ubriaco o da un drogato come un furto, uno scippo di un portafoglio su un autobus. La nostra associazione chiede che la pena minima prevista per la morte procurata sulla strada da questi soggetti sia innalzata dai 3 anni attuali agli 8 anni di carcere e che la pena massima prevista attualmente a 10 anni venga innalzata a 15 anni. Non solo. Vorremmo che fosse introdotto larresto in flagranza di reato e l’”ergastolo” della patente..”

Per tutti coloro che si trovano coinvolti in incidenti stradali con vittime?
“Assolutamente no. Vogliamo il ritiro ‘perenne’ della patente solamente nei casi in cui il soggetto alla giuda sia stato un ubriaco oppure un soggetto che aveva fatto uso di sostanze stupefacenti o psicofarmaci che alterano la capacità di attenzione”

Voi siete un’associazione fiorentina e la proposta del reato di “omicidio stradale” è partita proprio da voi e dalla Toscana…          
“Il clima politico è cambiato e questo ci fa sperare che questa volta la nostra proposta venga presa in seria considerazione dal Governo. Infatti, tra i primi firmatari e promotori della proposta c’è stato anche il sindaco Matteo Renzi. A questo punto speriamo che il Governo e il Parlamento si impegnino concretamente perché l'iter di questa proposta possa compiersi velocemente e soprattutto senza ripensamenti”

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