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Prostituzione, che cosa succede in Italia e in Europa

Il quartiere a luci rosse di Roma, la divisa alle prostitute di Napoli, i marciapiedi in affitto a Milano. Notizie, cifre, proposte nel nostro paese e all'estero

A Roma si discute, a Napoli la Camorra agisce

La prostituzione, un "lavoro" che produce un giro d'affari di  3,6 miliardi di euro all'anno solamente in Italia, è tornata ad essere nuovamente al centro di aspri dibattiti politici. In particolare, ad alimentare le discussioni, la decisione di creare alla periferia della Capitale, nel quartiere romano dell’ Eur, una “Zoning” ovvero zona a luci rosse dove poter "convogliare" il mercato del sesso.

Giusto o non giusto? Legale o no?

Mentre a Roma il sindaco Marino cerca di portare avanti le proprie convinzioni, a Napoli, ormai da un paio di anni la Camorra silenziosamente ha “regolamentato” il mercato del sesso.

Infatti ha deciso che le prostitute, che considera di "sua proprietà", devono vestire tutte in modo identico. Insomma, indossare una sorta di divisa. È in questo modo che i clan napoletani identificano le lucciole di piazza Garibaldi, davanti la stazione centrale.
Come avevamo raccontato qualche tempo fa, sono tre le “uniformi” ufficiali scelte dai camorristi: body bianco e pantaloni blu, giubbotti rossi e jeans, felpa e pantaloni o gonna totalmente di colore nero.

I dati del mercato del sesso

Prostitute sulla via Salaria. Roma ALESSANDRO DI MEO Ansa

Secondo il Codacons, nel mercato della prostituzione in Italia sono coinvolti in modo attivo circa 90.000 operatori del sesso per un numero di clienti che raggiunge i 3 milioni di cittadini. Nel periodo 2007-2014 il fatturato della prostituzione è cresciuto del 25,8% (+740 milioni di euro); il numero di soggetti dediti alla prostituzione è aumentato del 28,5% (+20.000); i clienti sono cresciuti del 20% (+500.000 cittadini).

Negli ultimi anni si è assistito ad una progressiva riduzione del numero di prostitute che operano in strada, la cui percentuale rappresenta tuttavia ancora la fetta più consistente, pari al 60% del totale. Da contraltare si registra una forte crescita nel numero di lucciole che decidono di lavorare in casa o altre strutture non all'aperto (40%). Della totalità delle prostitute operanti nel nostro paese, il 10% è minorenne, mentre il 55% è costituito da ragazze straniere, provenienti principalmente dai paesi dell'Europa dell'Est (Romania, Bulgaria, Ucraina) e dall'Africa (Nigeria in testa).

La proposta del sindaco Marino

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La proposta del primo cittadino di Roma è quella di creare aree interdette alla prostituzione e zone di tolleranza, lontane da "parchi pubblici dove vanno le famiglie" o da abitazioni e scuole. Chi viene fermato in queste aree verrà multato e la sanzione, di un importo pari a 500 euro, verrà inviata direttamente a casa dei clienti.

Ma il progetto, è visto con molte perplessità da prefetto e forze dell'ordine della Capitale, più che scettiche sulla realizzazione del cosiddetto "zoning". L'ipotesi, al momento, è che possa profilarsi addirittura un'incompatibilità con leggi nazionali, incorrendo indirettamente in reati come quello del favoreggiamento della prostituzione.

Lo stesso prefetto Giuseppe Pecoraro, ha detto che il progetto "senza una vera legge è reato". La "zona a luci rosse", voluta dal primo cittadino di Roma, dovrebbe realizzarsi nel quartiere romano dell'Eur.

La posizione della Chiesa

 "Una vergogna davanti a un'ipocrita (e forse ideologica) operazione per il 'decoro' urbano" e "non un impegno contro il degrado umano, a fianco delle vittime". Sono le parole pronunciate dai Vescovi d’Italia in un editoriale sul giornale Avvenire.

La scelta dell'Amministrazione romana di dedicare a "zone a luci rosse" alcune aree della capitale non piace neppure alla Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, secondo cui occorre dire no alla legalizzazione della schiavitù e multare i clienti delle prostitute.

La comunità riminese condanna con fermezza la scelta dell'amministrazione comunale di Roma di istituire zone di tolleranza per la schiavitù della donna e ribadisce l'urgenza di affrontare il fenomeno della prostituzione come accade in altri paesi europei: contrastando la domanda ed istituendo un sistema di multe progressive per i clienti.

La prostituzione in Campania

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Novantadue donne sono state multate a Pompei (Napoli) dai carabinieri nel corso di un servizio antiprostituzione. Le ragazze, secondo quanto accertato dagli investigatori, adescavano i loro clienti non lontano dagli scavi, affollati ogni giorno da migliaia di visitatori, e dal santuario mariano.

Le multe sono di circa 46mila euro per la violazione dell'ordinanza del sindaco, emanata qualche tempo fa proprio per contrastare il fenomeno della prostituzione.

A Napoli, invece, sono oltre 2 mila i clienti che ogni giorno fanno domanda di sesso a pagamento alle circa 300 donne e trans presenti sulle strade.

Secondo un’analisi fatta dalla cooperativa Dedalus, che da circa dieci anni lavora in città con progetti finalizzati alla riduzione del fenomeno dello sfruttamento della prostituzione, circa il 40 per cento della prostituzione giornaliera napoletana è fatta da transessuali.

Ben 22 case del sesso, infine, sono state scoperte, nel quartiere Forcella, a napoli. Sono state individuate dalla Polizia municipale solamente dal mese di novembre ad oggi.

In Lombardia il "diritto di superficie"

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A Milano comprare una ragazza costava dai 3 mila ai 7 mila euro, a seconda della tipologia di rapporti che questa accettava di avere con i clienti e della sua disponibilità a lavorare anche durante la malattia. A volte le giovani e giovanissime (in alcuni casi avevano 13-14 anni) erano convinte a venire in Italia con la scusa di una relazione amorosa che poi si trasformava in prigionia.

Secondo le ultime indagini, i Rom che gestivano il mercato della prostituzione erano degli aguzzini che vendevano, compravano, e facevano subire ogni tipo di angheria alle ragazze. In particolare, chiedevano una parte dei guadagni e anche un fisso per l'occupazione della strada. Una sorta di diritto di superficie che veniva fatto pagare alle ragazze delle altre organizzazioni che volevano prostituirsi in alcune vie della città.

 Il prezzo della postazione occupata in strada variava invece dai 200 ai 500 euro a settimana. 


Tasse come per tutte le attività produttive

Tassare la prostituzione come altre attività economiche: lo chiede il vice-presidente della Lombardia, il leghista Fabrizio Cecchetti, che è primo firmatario della proposta. Cecchetti rilancia il progetto di legge dopo la circostanza emersa a Rimini, dove, come accade in altre province, l'Agenzia delle Entrate sta passando al setaccio i conti correnti delle 'lucciole'.

Ciò, secondo il vice-presidente del Consiglio lombardo, "dimostra che la prostituzione può essere tassata: se attuassimo la proposta di legge, nelle casse della nostra Regione entrerebbero oltre 300 milioni di euro, tutte risorse che potrebbero essere impiegate per il sostegno al lavoro e per i servizi sociali". 

Nel resto d'Europa...

ALESSANDRO DI MEO Ansa

Dove l'Italia ancora dibatte, l'Europa è già arrivata. In alcuni paesi europei, infatti, la prostituzione è vietata, in altri come Olanda, Germania e Svizzera è stata legalizzata e regolamentata.

Indipendentemente dalla diversità delle norme che regolano il settore nei vari paesi, un po' in tutta Europa sono fioriti dei veri e propri quartieri a luci rosse in cui le prostitute lavorano indisturbate in case, locali o strade.

Questi quartieri circondati da sex shop e locali che offrono spettacoli erotici sono diventati nel tempo autentici centri di attrazione turistica.

I quartieri olandesi

Tra tutti i quartieri a luci rosse, "De Wallen" è il piu' famoso ed è probabilmente tra le principali attrazioni turistiche di Amsterdam.

I piccoli appartamenti che si trovano nell'intricata combinazione di viuzze e canali dell'antico quartiere sono abitati da prostitute che mettono in vendita le loro prestazioni dietro una vetrina illuminata.

La zona offre anche sex shop e locali notturni con spettacoli erotici dal vivo, un museo del sesso e un museo della cannabis.

Luci rosse in Germania

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Nel quartiere di Sankt Pauli ad Amburgo si trova una "via a luci rosse" lunga circa un chilometro con diversi sex shop, bar e locali che offrono sex show, peep show o spettacoli di travestiti.

Altra città che ospita una zona dedicata alla prostituzione è Norimberga, nella strada che costeggia il Frauentormauer (muro di cinta medioevale).

Il quartiere di Parigi

LUCIANO DEL CASTILLO/ANSA Ansa

È Pigalle il quartiere a luci rosse più famoso della città, ma in piena trasformazione. Qui si trova il famoso Moulin Rouge, numerosi sexy shop e locali per spettacoli erotici ma sempre meno prostitute.

Mentre in un'altra zona storica della città, Boulevard de Saint Denis, oltre ai sex shop e ai locali a luci rosse ci sono ancora prostitute che si soffermano sull'uscio dei portoncini in attesa di abbordare clienti.

Dalla Svizzera alla Turchia

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SVIZZERA - Più che un quartiere a luci rosse, è una sorta di drive-in del sesso. In un'apposita area allestita nell'ex zona industriale di Altstetten, "box del sesso" e 4 parcheggi per i camper ospitano prostitute e clienti motorizzati.

BELGIO - Il quartiere a luci rosse di Anversa si trova poco distante dal centro cittadino. Qui le ragazze sono in vetrina come ad Amsterdam. Prostitute dietro vetrine illuminate anche a Bruxelles, in una via del quartiere di Schaerbeek. 

TURCHIA - A Istanbul, nello storico quartiere di Karakoy, tra l'odore di spezie e antichi edifici c'è una strada, Zurafa Sokak, dove una ventina di case ospitano le prostitute

Salvini e l'abolizione della Legge Merlin

"Regolarizziamo la prostituzione, come qualsiasi altro lavoro". Sono le parole di Matteo Salvini segretario della Lega.

"Cancelliamo la legge Merlin - ha aggiunto - e facciamo lavorare le prostitute in case, al chiuso e non in mezzo alla strada".

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