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Antisemitismo, Livia Ottolenghi: «Gli ebrei in Italia vivono bene solo grazie alle forze dell’ordine»

Antisemitismo, Livia Ottolenghi: «Gli ebrei in Italia vivono bene solo grazie alle forze dell’ordine»

La nuova presidente dell’UCEI denuncia il clima di insicurezza e difende il Ddl contro l’antisemitismo: «I voti contrari fanno male».

«In Italia gli ebrei non vivono serenamente. Se oggi riusciamo a vivere bene è soprattutto grazie alla presenza delle forze dell’ordine». Con queste parole la nuova presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia Ottolenghi, ha descritto la situazione della sicurezza delle comunità ebraiche nel Paese durante una conferenza stampa tenuta a Roma. Ottolenghi ha parlato apertamente delle misure di protezione che ormai caratterizzano la vita quotidiana delle istituzioni ebraiche. «Le scuole sono presidiate, con grate alle finestre. Gli studenti quando devono uscire lo fanno scortati. Dall’asilo fino all’università esistono difficoltà concrete anche nella semplice espressione della propria identità ebraica», ha spiegato. Una condizione che, secondo la presidente dell’UCEI, riguarda anche i rappresentanti delle comunità, spesso costretti a muoversi con la scorta. «Non è una situazione tranquilla», ha sottolineato. Nel corso dell’incontro con i giornalisti, ospitato alla Biblioteca nazionale dell’ebraismo italianoTullia Zevi”, Livia Ottolenghi ha affrontato anche il tema del disegno di legge contro l’antisemitismo recentemente approvato. «È una norma importante e siamo soddisfatti della sua approvazione», ha affermato, spiegando che il provvedimento risponde a un’esigenza concreta. «I dati mostrano un aumento materiale degli episodi antisemiti e il quadro generale, in Europa come in Italia, è molto preoccupante. Non dobbiamo nasconderlo: la politica ha dato una risposta a un problema reale».

La presidente dell’UCEI ha però espresso rammarico per le divisioni emerse durante il voto parlamentare. «Avremmo preferito una convergenza più ampia. Vedere voti contrari e astensioni ha fatto un po’ male», ha dichiarato, ricordando come la legge rappresenti un segnale istituzionale importante per contrastare un fenomeno in crescita. Riferendosi poi alla definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance, Ottolenghi ha osservato che nel dibattito pubblico «si è guardato meno al dato essenziale», cioè alla realtà concreta nella quale oggi vivono le comunità ebraiche. La nuova presidente ha anche delineato le linee guida del suo mandato, sottolineando l’intenzione di muoversi nel solco del lavoro svolto dalla sua predecessora. «C’è uno spirito di continuità con Noemi Di Segni, che ha fatto un lavoro importante. Ho collaborato con lei e c’è un filo che ci lega», ha spiegato. Allo stesso tempo, ha chiarito che la nuova giunta intende individuare gli ambiti nei quali intervenire per migliorare l’azione dell’Unione. «Cercheremo di capire su quali aree è necessario lavorare e lì proveremo a intervenire. L’idea è innovare, ma senza alcuna cesura con il passato». Ottolenghi ha infine indicato tre priorità per la sua presidenza. La prima riguarda il metodo di lavoro interno: «La condivisione con i colleghi della giunta e l’ascolto delle comunità saranno centrali». Il secondo obiettivo è la valorizzazione delle diverse realtà ebraiche presenti nel Paese, con l’intento di rafforzare la vita e l’identità ebraica in Italia e renderla più conosciuta all’esterno. Il terzo punto riguarda la dimensione culturale: «Promuovere la conoscenza del contributo che gli ebrei italiani hanno dato e continuano a dare al nostro Paese». Un percorso che, nelle intenzioni della nuova presidente dell’UCEI, dovrà rafforzare il dialogo con le istituzioni e con la società civile in un momento segnato da nuove tensioni e da una crescente attenzione al tema dell’antisemitismo. Livia Ottolenghi sarà ospite della trasmissione di Panorama.it “Appuntamento in Piazza” in onda giovedi 12 marzo alle 10.00.

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