I progetti di Salvini e il centrodestra
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I progetti di Salvini e il centrodestra

Difficile dire se il numero uno della Lega sarà in grado di rafforzare l'opposizione al Pd, dando voce alle frange più arrabbiate del nord-est

Se Matteo Renzi fa prove di partito unico (più ancora che di bipartitismo), a destra ferve il laboratorio della nuova Lega di Salvini, la “Lega sorella”, che abbandona il secessionismo nordista del Carroccio e si lancia nel mare aperto di un’Italia riunificata attorno a tre bandiere: no all’Europa, no alla crisi, no agli immigrati. La differenza tra Salvini e Berlusconi, tra Lega e Forza Italia, è ancora una volta nell’approccio. Negativo quello di Salvini, basato su tre “niet” e su un linguaggio d’opposizione a tratti anche radicale (nell’uso degli slogan sulle magliette); costruttivo e “responsabile” quello del Cavaliere. E tuttavia le due entità sono idealmente più vicine che mai, e in buoni rapporti pure coi “fratelli d’Italia” di Giorgia Meloni.

Difficile dire se Salvini sarà in grado di proporsi come possibile candidato alla successione di Berlusconi (che resta il leader riconosciuto dell’attuale centrodestra) o se all’orizzonte apparirà qualche volto e nome nuovo che provenga dalle file azzurre. Il terremoto Renzi che cerca di sfondare a destra, ultimamente con l’assalto ai privilegi del sindacato e la riforma dell’art. 18, ridisegna anche i confini del futuro partito di centrodestra. E brilla per l’agitazione il rebus Grillo, che sull’immigrazione ha da sempre posizioni vicine a quelle di Salvini, forse per certe sfumature di pensiero e di linguaggio addirittura più brusche, definendosi come un eco-fascista di sinistra.

A Salvini va riconosciuta la capacità di bucare il video, presentarsi come giovane e “pulito”, inflessibile sostenitore dell’ordine (incluse le forze dell’ordine) e portatore di una visione controversa ma non ambigua sulla necessità di archiviare una certa Europa e una certa moneta, anche se la fattibilità dell’uscita dall’Euro è molto dubbia. Inoltre, la Lega, sorella o no, conta su governatori importanti, un radicamento territoriale e su un blocco sociale di partenza che il Movimento 5 Stelle ha solo parzialmente intaccato conquistando consenso nelle frange più arrabbiate di “invisibili” partite Iva del Nord-Est. Salvini cresce, lavora, tiene il partito, lo espande, gradualmente abbatte il muro Nord-Sud. Poche idee ma comprensibili. E una vocazione al contrasto senza compromessi.
 

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