canarie vacanze covid
Turista alle Canarie (Getty Images)
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Politica

Vaccini, viaggi di Pasqua, farmacie. È caos totale

Dopo aver dato il via libera ai viaggi all'estero oggi la retromarcia («serve quarantena al rientro»). Una retromarcia che fa il paio con i dubbi sulla campagna vaccinale (dosi e personale)

Confusione. Quello che sta succedendo nel nostro paese dal alcuni giorni e riguardo diverse tematiche, si può riassumere con una semplice parola: confusione.Inutile dire che tutto ruota attorno al Covid, ai vari Dpcm, a Pasqua, ai vaccini. Un caos alimentato anche dalla dichiarazioni contrastanti l'una con l'altra di politici, medici, esperti vari. E noi ci siamo dentro.

Prendete ad esempio quanto successo sulle vacanze di Pasqua: fino alle 12 di oggi non era possibile spostarsi all'interno del nostro paese ma, ad esempio, si poteva tranquillamente andare alle Canarie, o in Grecia a bordo di charter «Covid free» per soggiornare in hotel «Covid free». Al ritorno basta un semplice tampone negativo e la vacanza era fatta. Una decisione che ha scatenato la protesta degli albergatori italiani (e non solo. Basti guardare la dichiarazione del governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, per il quale il si alle vacanze all'estero è «un'assurda anomalia») che si sentono penalizzati dal concetto Italia No, Estero Si. Così oggi ecco la marcia indietro, o meglio, la precisazione del governo: oltre al tampone chi rientra dall'estero dovrà fare 5 giorni di quarantena ed ulteriore tampone.



Notizia che ha sconvolto ad esempio la vita delle oltre 400 persone partite lo scorso 27 marzo con due charter per le Canarie e che hanno scoperto dal loro tour operator che al ritorno si troveranno una bella sorpresa ad attenderli. Ma anche sconvolto i programmi degli altri 400 turisti che avevano già occupato i posti disponibili per le partenze del 3 aprile e che ora hanno fatto scattare la corsa alla disdetta.

Un atteggiamento quello del Governo che ricorda molto lo stop allo sci comunicato 8 ore prima dell'apertura degli impianti, tra mille polemiche dal fu Governo Conte-Bis. Qui si è riusciti a fare peggio: qui la nuova norma è entrata in vigore addirittura dopo le prime partenze.

Se poi pensiamo al piano vaccinale le cose non migliorano di certo. Da un mese sentiamo dire che ci sarà un'accelerata e si arriverà a 500 mila dosi al giorno. I conti però non tornano. Oggi il gen. Figliuolo ha dichiarato che ad Aprile arriveranno 8 milioni di dosi (delle 52 previste nel secondo trimestre). Con 500 mila iniezioni al giorno le dico andrebbero esaurite in 16 gg, quindi alla fine ad aprile si resterà sulla media di questo ultimo periodo, da 260 mila dosi. In più è altrettanto evidente che se arrivassero domani 15 milioni di dosi non saremmo in grado di utilizzarle. Manca ancora personale formato, più che luoghi dove distribuire i vaccini. Anche il tanto sbandierato accordo con le farmacie (con tanto di test pilota in Liguria) non sembra essere per numeri del personale e disponibilità in grado di coprire tutte le necessità a cui andremo incontro.

E così passiamo dal premier che ieri dichiara come «a luglio raggiungeremo l'immunità di gregge» al Commissario Straordinario che invece parla dell'80% della popolazione vaccinata per settembre.

Confusione quindi, con una sola certezza, quella sulla linea generale dell'esecutivo. Tutte le decisioni sanitarie prese sono all'insegna della sempre maggior limitazione il tutto senza un criterio medico chiaro ed un programma pronto per le riaperture. Intanto in Israele la vita è di fatto tornata alla normalità. Intanto nel Regno Unito (quello della Brexit) si riapre lo sport all'aperto e presto anche pub e ristoranti. Per non parlare degli stadi.

Noi no; noi siamo ancora alle prese con gli annunci, contrastanti, con le dichiarazioni, contrastanti. Che confusione...

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