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Politica

Sui vaccini caos totale e noi rischiamo il lockdown

Poche dosi, nessun programma certo, con le Regioni alla caccia di fiale ed il portale della Lombardia che oggi ha zoppicato

Mentre tutti continuano a sostenere che la campagna vaccinazione sia la priorità assoluta del Paese la situazione alla giornata di oggi si può riassumere in una parola sola: caos.

Una confusione totale come quella della giornata passata da centinaia di migliaia di famiglie lombarde alle prese con il via al portale di registrazione per la vaccinazione degli over 80 andato online oggi alle 13 e subito frenato da difficoltà di ogni tipo.

Centinaia di migliaia di persone prima in fiale per potersi registrare e poi bloccate dall'impossibilità di ricevere tramite sms sul proprio cellulare il tanto ambito «codice di 6 cifre» quantomai simile al Superenalotto.

Dalla regione chiedevano calma agli utenti, spiegando che non si trattava di un'ordine di vaccinazione ma della semplice registrazione di chi ne faceva richiesta e che la lista verrà fatta tra qualche giorno dalle autorità sanitarie. Sarà, ma se questo è l'inizio della famosa «Campagna di Lombardia» e della sfida di Guido Bertolaso («vogliamo vaccinare tutti i lombardi entro giugno») si potrebbe commentare con un bene, ma non benissimo.

Ma è caos anche tra Stato e Regioni. Il Veneto è sempre più intenzionato ad acquistare milioni di dosi in modo autonomo: 12-15 milioni di dosi sarebbero già state reperite sul mercato. Un'idea quella di Zaia che ha fatto scuola con altri Governatori pronti a fare lo stesso. Inutile dire che manca solo una cosa al via di queste iniziative parallele delle regioni: sapere se tutto questo sia legale o meno.

Se lo Stato in qualche maniera ha diritto di prelazione e precedenza oppure se il fai-da-te sia valido per altri enti pubblici (ed in futuro anche per i privati).

Un discorso che spiega come al momento la situazione del piano nelle mani del Commissario straordinario Arcuri sia fallimentare. Perché i vaccini non ci sono e questo è un freno a tutto il resto. In un mese e mezzo di vaccinazioni siamo riusciti a fare 3 milioni di dosi, (1.300.000 le persone che hanno la copertura totale). Di questo passo ci vorrebbero anni per fare tutta la popolazione.

Ci hanno detto però che non sarà così, che i numeri più avanti saranno molto più grandi, che ci saranno vaccini, personale sanitario, luoghi appositi, persino 24 ore su 24. Ma non ci hanno detto quando tutto questo comincerà.

Intanto per cercare di tenerci buoni raccontano che siamo tra i migliori paesi d'Europa. Essere il meno peggio però oggi non basta. Serve essere i migliori o copiare chi lo è. Per settimane, anzi, mesi, in Italia sono piovute critiche pesanti su Boris Johnson e la gestione nel Regno Unito della pandemia. Tutto giusto. Oggi sarebbe il caso di ammettere che la loro campagna di vaccinazione funziona ed è un esempio da seguire dato che dall'inizio di gennaio hanno vaccinato il 23% della popolazione mentre noi siamo fermi al 4% (15 milioni di dosi contro le nostre 3).

Non c'è più tempo da perdere e non parliamo di settimane o di giorni. Parliamo di ore.

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