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Politica

Crescono le tensioni sulla manovra, una coperta corta che tutti vogliono tirare dalla propria parte

Cdm sospeso per il mancato accordo sul contributo contro il caro bollette. I soldi sono pochi e tra fisco e le altre richieste ci saranno sempre scontenti

Continuano le tensioni intorno alla legge di Bilancio a causa degli stanziamenti decisi per le varie misure. A gran voce, nei giorni scorsi, diversi partiti della maggioranza (Lega, M5S e Pd) hanno chiesto di incrementare il budget per calmierare l’aumento delle bollette del gas e dell’energia l’anno prossimo. Così come molti vogliono anche più risorse da destinare al taglio delle tasse. E al tempo stesso il M5s non vuole togliere soldi al reddito di cittadinanza o depotenziare il superbonus. A questo si aggiunge che il governo ha un gettone di soli 600 milioni da impiegare per migliorare la Manovra, attraverso l’approvazione degli emendamenti presentati. Insomma, la coperta è corta, e se si vogliono mettere più risorse su una misura, automaticamente se ne devono togliere da un’altra. Il problema è che con una maggioranza così ampia diventa sempre più difficile trovare un punto di incontro che vada bene a tutti. E questo è proprio quello che è successo poche ore fa.

Un Consiglio dei ministri che è stato turbolento e caratterizzato da diverse discussioni tra i partiti della maggioranza. Tensioni dovute principalmente alla proposta avanzata da Draghi di introdurre un contributo di solidarietà per chi ha un reddito superiore ai 75 mila euro, per alleggerire il costo della bolletta del gas e dell’energia alla famiglie dei redditi meno abbienti. Ipotesi che ha portato a sospendere il Cdm visto che da una parte erano schierati, in favore dell’idea, Pd, Leu e il M5s, mentre dall’altra, contrari, Lega, Fi e Iv. Dopo mezz’ora di pausa si è giunti ad una soluzione, dove il contributo di solidarietà è stato bocciato. I tecnici del Mef hanno però individuato tra le pieghe del bilancio dello Stato 300 milioni di euro, che potranno essere destinati per intervenire sulle bollette di luce e gas, senza gravare sui contribuenti. Si è dunque confermato l’impianto della riduzione delle tasse che vede 7 miliardi destinati al taglio dell’Irpef e 1 a quello dell’Irap.

Decisione accolta molto positivamente dallo schieramento che era contro l’introduzione di una patrimoniale per i redditi più alti. La Lega in una nota esprime infatti soddisfazione “per altri 300 milioni che il governo ha deciso di recuperare da risparmi di spesa, senza toccare patrimoni, risparmi e lavoro, e che serviranno a calmierare gli aumenti delle bollette di luce e gas. In parlamento la Lega chiederà di fare ancora di più, recuperando risorse dagli sprechi del reddito di cittadinanza". Sulla stessa lunghezza d’onda anche Forza Italia che tramite il deputato Luca Squeri spiega come "L'ipotesi di una patrimoniale occulta da cui ricavare risorse per contrastare il caro bollette è un'assurdità che ci auguriamo venga presto accantonata. Sarebbe paradossale far pagare doppiamente ai cittadini il prezzo dell'aumento del costo dell'energia. Piuttosto, oltre ai provvedimenti tampone, è necessario porre rimedio alla dipendenza dal gas come fonte energetica, che nel nostro Paese corrisponde a circa il 40% del fabbisogno, contro il 20% della media europea". E infine anche Italia Viva saluta con grande favore “la decisione del presidente Draghi e del Consiglio dei ministri di confermare in legge di Bilancio l'impianto dell'intervento fiscale di riduzione delle tasse. Del resto, qualsiasi ipotesi che preveda un prelievo aggiuntivo non andrebbe nella direzione che lo stesso premier Draghi ha più volte ribadito e in cui ci riconosciamo pienamente: non è il momento di prendere i soldi ai cittadini, ma di darli".

Di parere diametralmente opposto è invece il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, che dopo le conclusioni del Consiglio dei Ministri dichiara: "Ieri non hanno avuto il coraggio di intervenire - prosegue l'esponente dell'opposizione di sinistra - sulle compagnie energetiche e sui loro giganteschi guadagni per coprire i rincari. Oggi non hanno avuto il coraggio di chiedere un piccolo contributo di solidarietà ai ceti più fortunati. Si trattava di poco ma il centrodestra di Forza Italia, Italia Viva e Lega si e' opposto: non tollerano neanche questo piccolo aiuto a chi e' in difficoltà. E la maggioranza si e' piegata al loro diktat l'ingiustizia si e' fatta governo".
Ci sono poi i sindacati che oggi aspettavano delle risposte da parte del governo. Le conclusioni sul tema fisco non soddisfano però le parti sociali. Il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri su Radio 1 Rai ha infatti spiegato come l’ipotesi di congelare il taglio Irpef per i redditi oltre 75 mila euro "non è la nostra richiesta. Abbiamo chiesto che le risorse siano utilizzate sul cuneo fiscale e dare potere d'acquisto a lavoratori e pensionati, con misure strutturali. Le scelte non vanno in questo senso. Aspettiamo fino alla fine, nei prossimi giorni valuteremo e decideremo".

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