Crosetto spadafora
(Ansa)
Crosetto spadafora
Politica

Le due categorie della politica: i Crosetto e gli Spadafora

Colpisce il «non sono all'altezza» dell'ex FdI mentre il Ministro dello Sport ha ammesso di «non sapere nulla» dell'argomento di cui si è occupato per un anno e mezzo

I Crosetto ragionano come Socrate: so di non sapere, e ho l'umiltà di riconoscerlo. "Io ministro dell'Economia? Non sono all'altezza", ha detto Crosetto impartendo a tutti una lezione di stile, in queste ore di totoministri sfrenato dove tutti si iscrivono alla gara di bacio della pantofola. Una frase, "non sono all'altezza", che oltre a suonare ironica (Crosetto è alto due metri), andrebbe appesa alle pareti di tutti gli uffici pubblici, come la foto di Mattarella. Una visione del mondo e della vita che oggi servirebbe più che mai nei palazzi delle istituzionI. Non vogliamo santificare Crosetto: anche perché di persone come lui, che considerano la politica come un servizio e che vivono benissimo anche senza, ce ne sono parecchie, e andrebbero curate come i fiori in un giardino di erbacce. Il problema è che per loro natura vivono nascoste, fanno molto e parlano poco, e quando parlano è sempre sottovoce, mentre gli altri urlano.

Sull'altra sponda ci sono quelli come il ministro dello sport Vincenzo Spadafora, che facendo gli scatoloni, prima di lasciare il ministero, ha ammesso candidamente di aver accettato la poltrona "pur non sapendo nulla di sport". E si è visto, gli hanno fatto notare sui social.

L'ammissione è grave non per l'ignoranza sportiva in sé, e nemmeno per la leggerezza con cui ce lo viene a dire. No, il problema è che il ministro dello sport confessa di non saperne di sport soltanto oggi, a fine mandato, mentre svuota l'ufficio: suona quasi come una pernacchia al popolo italiano. Non avevo titoli per ricoprire quel ruolo, l'ho accettato lo stesso e oggi ve lo faccio anche pesare. Se ci ritroviamo dei passanti ad occuparsi di lavoro, di vaccini, di economia, di relazioni con l'estero, è proprio a causa di questa filosofia imperante dell'uno vale uno, dell'incompetenza al potere, dell'incapacità di ammettere gli errori. Ecco perché viviamo tempi bui, e a tratti ridicoli.

A Mario Draghi, dunque, che dovrà scegliere le personalità adatte per il suo governo, non possiamo che fare un augurio: quello di imboccare la direzione giusta. Più competenza, e meno improvvisazione. Più umiltà, e meno superbia. Più preparazione, e meno sciatteria. Insomma, più Crosetti e meno Spadafora.

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