Scomparsa Jole Santelli, la guida della Calabria passa a Nino Spirlì
Jole Santelli, Presidente della Regione Calabria, a Lamezia Terme (Andrea Pirri/Getty Images)
Scomparsa Jole Santelli, la guida della Calabria passa a Nino Spirlì
Politica

Scomparsa Jole Santelli, la guida della Calabria passa a Nino Spirlì

Dopo la prematura scomparsa della presidente, il governo della Regione viene momentaneamente assunto dal suo vice, il leghista Antonino Spirlì. Che dovrà indire nuove elezioni entro 60 giorni.

Jole Santelli, presidente della regione Calabria, è morta questa mattina all'alba, nella sua casa di Cosenza. Ancora in fase di accertamento le cause del decesso, forse anche riconducibili alla patologia tumorale contro cui lottava da tempo e che non aveva certo tenuto nascosto, sin dalla sua discesa in campo, lo scorso dicembre. Non aveva esitato a candidarsi alla guida della Regione Calabria, e dopo una breve e intensissima campagna elettorale, tra la fine dello scorso anno e il gennaio scorso, aveva avuto la meglio sul candidato del centro-sinistra Filippo Callipo.

Classe 1968, già parlamentare di Forza Italia, eletta nel 2001 sino al 2020, era stata sottosegretaria di Stato al Ministero della giustizia dal 2001 al 2006 nei governi Berlusconi II e III, nonché sottosegretaria al Ministero del lavoro e delle politiche sociali da maggio a dicembre 2013 nel Governo Letta. Lo scorso 9 dicembre 2019 si era dimessa da vicesindaco di Cosenza, la sua città, e il 19 dicembre era stata indicata dallo stesso Silvio Berlusconi a candidata-presidente della regione Calabria per il centro-destra per le elezioni del 26 gennaio 2020.

Avvocato con alle spalle esperienze significative nello studio dell'avvocato Cesare Previti, vicinissima al leader di Forza Italia, che non aveva esitato a indicarla alla guida della Calabria, terra non certo priva di asperità politiche e problematiche di non facile soluzione, era nota per l'attaccamento alla sua terra, che manifestava anche con atteggiamenti che aveva fatto storcere il naso ad avversari e puristi della politica. Come nel caso dello scoppio della pandemia, che l'aveva vista protagonista prima nella chiusura sanitaria a tutela del territorio, poi artefice di una graduale ripresa con tanto di invito a scendere in Calabria per lasciarsi contagiare dalle tante tipicità culturali ed enogastronomiche, suscitando anche l'ilarità degli avversari politici.

La ripresa della pandemia, proprio in questi giorni, l'aveva vista nuovamente in prima linea, soprattutto per ciò che riguardava la gestione dei posti in terapia intensiva, croce della situazione sanitaria calabrese. Non si era risparmiata neanche in occasione della recente tornata elettorale amministrativa, spendendosi, come era solita fare, per i candidati del centro-destra, come nel caso di San Giovanni in Fiore, antica roccaforte della sinistra calabrese, dove aveva contribuito alla vittoria della coalizione.

Nonostante le sue condizioni di salute, non si sottraeva agli impegni istituzionali anche quando poteva apparire affaticata: anzi, pare abbia lavorato alacremente sino a poche ore prima del decesso, ora che si prefigurava un colpo di coda della pandemia. La sua prematura scomparsa lascia ora la Regione Calabria orfana del proprio presidente: il governo della regione passa nelle mani del suo vice, il leghista Antonino Spirlì, che rimane anche titolare della decisione per l'indizione delle nuove elezioni che dovranno, comunque, tenersi entro 60 giorni dalla scomparsa del presidente.

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