Viaggio tra i «Responsabili» pro Conte
Angelo Carconi/Ansa
Viaggio tra i «Responsabili» pro Conte
Politica

Viaggio tra i «Responsabili» pro Conte

Ecco chi, cercando in ogni partito, sarebbe pronto a sostenere il "Conte Ter". Nessuno si sbilancia. Attendono tutti le mosse di Matteo Renzi

La parola del giorno in Parlamento è "Responsabili", il gruppo cioè di persone cui Giuseppe Conte ed i suoi stanno dando la caccia per sostituire i senatori di Matteo Renzi (anche se il gruppo comincia a scricchiolare) in caso di votazione di fiducia.

Inutile dire che dietro questa bella parola in realtà si nasconda qualcosa di meno nobile del "bene del Paese" ma soltanto il bene personale o quantomeno la sopravvivenza del singolo senatore in Parlamento.

E la ricerca è a 360°. Si cerca qualche deluso nella Lega, ma pare con scarsa fortuna. Roberta Pinotti (Pd) sta invece facendo scouting tra gli uomini di Italia Viva per farli rientrare alla casa madre.

Ma al centro delle chiacchiere e del "mercato" quasi in stile calcistico c'è il gruppo di Forza Italia che, in caso di elezioni anticipate, avrebbe una pesante riduzione numerica.

Nei corridoi gira anche una sorta di "lista" di chi sarebbe pronto a sostenere il Governo in carica:

Massimo Mallegni, Massimo Berutti, Andrea Causin, Franco Dal Mas, Laura Stabile, Barbara Masini. Ognuno con le sue motivazioni. C'è proprio chi non vede di buon occhio Salvini e l'idea di consegnare al leader della Lega la guida del centrodestra e il governo del Paese. C'è chi è legato alla vera voce critica interna degli azzurri, Barbara Carfagna, ma è forte l'impressione (anche tra i corridoi di Arcore) che questi senatori in realtà stiano solo cercando di "spaventare" i vertici del partito alla ricerca di peso e qualche incarico interno in più.

Anche perché un conto è dire di uscire ed un conto è farlo. Dal punto di vista politico ed economico.

Dove andrebbero infatti questi fuoriusciti di Forza Italia? Le possibilità sono alla fine poche, due per essere precisi.

La prima è entrare nel Gruppo Misto, in compagnia di Grasso, fuoriusciti di Leu, grillini, insomma, una accozzaglia di nomi senza capo né coda che tra l'altro dovrebbe dividere con i nuovi arrivati i soldi che il Senato mette a disposizione per i gruppi (uff. Stampa, attività istituzionali). E questo conta.

La seconda possibilità è fondare un nuovo gruppo. Il regolamento però prevede che non si possa creare una nuova sigla ma solo utilizzare una già esistente nella legislatura. E, a oggi, ce n'è solo una: UdC.

Non a caso il gruppo di Forza Italia al Senato si chiama: Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-Udc.

Avete capito bene. Berlusconi, lucidissimo, tempo fa ha concordato con il fondatore, Cesa, l'utilizzo della sigla. E pochi giorni fa i due si sono incontrati, in un faccia a faccia sereno e cordiale durante il quale entrambi hanno ribadito fiducia e rispetto reciproco del patto.

Andarsene quindi diventa un vero problema.

In queste ore di fibrillazione però si raccontano tante altre cose. La prima è che questi responsabili possano anche non bastare. Si parla di diversi grillini, vicini a Luigi Di Maio, pronti a votare contro Giuseppe Conte. Il M5S è più diviso che mai.

Difficile quindi fare i conti e a poco servirebbe il pallottoliere. E' ormai una caccia al singolo senatore l e i voti possono cambiare ora dopo ora.

Responsabili o irresponsabili però la vera convinzione di tutti è che Matteo Renzi stia solo spingendo il Governo sull'orlo del precipizio per avere voce importante nelle famose 400 nomine. «Il conte Bis lo ha fatto nascere Renzi - racconta un senatore di lungo corso - solo Renzi lo può far cadere».

Per questo nessuno, nemmeno tra ia responsabili, si espone più di tanto. Aspettano tutti la mossa del fondatore di Italia Viva.

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