Politica

Le parole violente di Fioramonti ed il silenzio degli altri

Spuntano da fb frasi violente del neo Ministro dell'Istruzione. Ma per il Governo ed il codazzo di intellettuali d'appoggio va tutto bene

Lorenzo Fioramonti ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca

“Daniela Santanché è una demente, bugiarda e venduta. ma che donna! Un personaggio raccapricciante e disgustoso. Se fossi una donna mi alzerei e le sputerei in faccia!”
“L’unica cosa che mi fa sorridere è ripensare alle immagini di Brunetta protetto dai carabinieri mentre i manifestanti lo insultano… quella è la bella Italia. Mi dispiace solo di non esserci”
«Ed ora tutti a prendersela con chi protesta, perché poi arrivano i pazzi che sparano ai Carabinieri. Ma io mi meraviglio che ce ne sia stato solo uno".
"Giuliano Ferrara, me..a schifosa".
Pensieri, anzi parole, scritte e pubblicate su Facebook da Lorenzo Fioramonti, l'attuale Ministro dell'Istruzione.
Frasi che hanno scatenato polemiche politiche furiose; sono diversi infatti i partiti che hanno chiesto le dimissioni della persona che sta gestendo la scuola italiana, l'educazione dei nostri figli ma che usa in pubblico un linguaggio violento, minatorio, che nulla ha a che fare con il suo ruolo ed il suo compito.
Ma la cosa ancora più strana sono i silenzi degli altri. Solo la senatrice del Pd, Valeria Fedeli ha chiesto chiarimenti, definendo "un linguaggio d'odio, sessista e violento inaccettabile per il ruolo". Gli altri? Muti. Dove sono quelli che per tutto agosto, e non hanno ancora finito, hanno attaccato Salvini per il Papeete, per le cubiste, perché (Lilly Gruber, tre giorni fa) "..un Ministro non può andare in spiaggia in costume", ma ci dovrebbe andare in giacca e cravatta.
Ve lo ricordate poi il discorso di Conte al Senato contro Salvini. Un discorso in cui si parlava di "forma" della politica, di "rispetto istituzionale", di "linguaggio corretto". Concetti che il premier bis va ripetendo ogni volta che parla da buon professore qual è. Ecco: come tollera all'interno del suo esecutivo che un Ministro, anzi, il Ministro dell'Istruzione si sia espresso così? E pensi queste cose?
Nessuna risposta è arrivata sul tema e nessuna arriverà. Perché da anni in Italia non conta quello che si dice, ma chi lo dice.
Immaginatevi se fosse stato Salvini a dire e scrivere cose analoghe, che ne sappiamo, sulla Boldrini o sugli avversari politici, o contro le istituzioni... cosa sarebbe successo? Facile: tumulti in Parlamento, richiesta di dimissioni, interpellanze, spread a 500, manifestazioni di solidarietà contro la deriva fascista, sovranista, e giù articoli, editoriali dei soliti noti.
Oggi invece solo silenzio. Va tutto bene. Non è successo nulla di grave. Bugiardi.

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