Politica

Le Monde: infondate le nostre accuse a Berlusconi

Il quotidiano francese ammette: sentenze definitive dimostrano che Fininvest e Berlusconi non hanno beneficiato di soldi di origine mafiosa

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Redazione

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Non c’è soltanto la brusca retromarcia di Bill Emmott, l’ex direttore del settimanale Economist che nel 2001 fu autore di una famosa copertina intitolata "Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy" (Perché Berlusconi è inadatto a governare l’Italia), e venerdì scorso, al contrario, ha scritto un articolo per dichiarare al mondo che il Cavaliere è "uno statista" nonché il solo possibile "salvatore d'Italia" contro il populismo dilagante.

Adesso anche Le Monde ha deciso di regalare un notevole assist al fondatore di Forza Italia.  Perché proprio oggi si conclude con una clamorosa ammissione d’errore una dura campagna giornalistica condotta dal quotidiano francese nei confronti di Berlusconi e della Fininvest.

In particolare, il 4 agosto 2015 e il 10 luglio 2017, Le Monde aveva pubblicato due articoli intitolati, rispettivamente, "Quando Berlusconi scende a patti con la Piovra" e "Quando Berlusconi patteggiava con Cosa nostra".

Entrambi gli articoli erano firmati dal giornalista Daniel Psenny — il reporter che da due anni viene celebrato in Francia come un eroe per essere stato ferito durante l’attacco terroristico al teatro Bataclan — e presentavano ai lettori di Le Monde un documentario trasmesso su France 3, dedicato al tema "Berlusconi e la mafia, scandali all’italiana".

Nel primo articolo, Psenny scriveva che "numerosi testimoni, magistrati, pentiti di mafia e collaboratori di Berlusconi raccontano come e perché l’ascesa dell’imprenditore non avrebbe potuto realizzarsi senza l’appoggio di Cosa nostra"; il giornalista aggiungeva che "i suoi legami con la mafia siciliana sono stati stabiliti con certezza dai numerosi giudici incaricati di indagare sui suoi affari". 

Nel secondo articolo, Le Monde confermava l’infamante accusa: scriveva che "i soldi sporchi aleggiano su tutto il percorso di Berlusconi" e che "le inchieste giudiziarie hanno mostrato che gli enormi investimenti nel complesso immobiliare Milano 2, realizzato alla fine degli anni Settanta nella periferia milanese, sono stati realizzati grazie al denaro nero della mafia".

In realtà, se pure Berlusconi nella sua Odissea giudiziaria è stato più volte indagato per accuse di quel tipo, innescate dalle controverse dichiarazioni di pentiti di mafia poco credibili, è falso che sia mai stato condannato.   Al contrario, il Cavaliere è stato sempre pienamente assolto, se non prosciolto già in istruttoria

Oggi, in una rettifica pubblicata sia sulla versione cartacea sia sul suo sito internet (www.lemonde.fr), Le Monde riconosce l’errore e ammette che le sue accuse erano del tutto infondate: "In Italia" scrive il quotidiano, "sono stati effettivamente avviati diversi procedimenti penali per verificare se Berlusconi e il suo gruppo Fininvest avessero utilizzato dei capitali di provenienza mafiosa. Ma dopo approfondite indagini, finalizzate soprattutto ad analizzare le dichiarazioni dei pentiti e i flussi finanziari di Fininvest, questi procedimenti si sono chiusi con provvedimenti di non luogo a procedere o di assoluzione".

"In queste sentenze definitive", conclude il testo pubblicato oggi da Le Monde, si riconosce che "non c’è alcuna prova che Fininvest e Silvio Berlusconi abbiano potuto beneficiare di somme di origine mafiosa, o che si siano dedicati a riciclare tali somme".

Insomma, considerando il dietro-front di Emmott, in pochi giorni il Cavaliere ottiene un clamoroso 2 a 0.

Il risultato è un vero tonico per la campagna elettorale del leader di Forza Italia: tanto più che la seconda vittoria arriva da un quotidiano–simbolo della sinistra europea.

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