La Lega porta la clorochina in Senato
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La Lega porta la clorochina in Senato
Politica

La Lega porta la clorochina in Senato

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Matteo Salvini lo ha detto chiaramente: «Contiamo che l'Aifa si svegli e che il governo faccia lo stesso. Per noi la soluzione non è chiudere in casa gli italiani, ma curarli». La cura che il leder della Lega ha portato oggi tra i banchi del Senato durante l'audizione delle proposte dell'opposizione per la lotta alla diffusione del coronavirus è l'idrossiclorochina.

Il farmaco, che contiene il principio attivo antimalarico, è stato il principale alleato dei medici italiani contro il Coronavirus durante la prima ondata del Covid-19. Oggi la Lega ha chiesto che i positivi al Covid vengano curati a domicilio, nella fase iniziale, con l'idrossiclorochina per evitare il sovraffollamento negli ospedali che rimarrebbero in questo caso a disposizione solo dei malati più gravi.


Matteo Salvini (Ansa)


A fianco di Matteo Salvini, anche il senatore Armando Siri e i medici Pietro Garavelli, Luigi Cavanna e Andrea Mangiagalli, che hanno raccontato i casi di pazienti curati con successo nella fase iniziale del virus con questa terapia.

Come raccontato più volte su Panorama, l'idrossiclorochina è soltanto uno strumento utile nella prima fase della malattia e invece si rivela inefficace e inutile se somministrata quando ormai si rende necessario il ricovero del malato. L'Aifa lo scorso maggio ha bloccato il protocollo per le cure domiciliari anche tramite l'utilizzo di idrossiclorochina a seguito di alcuni studi scientifici, tra cui quello pubblicato su The Lancet, in cui si sottolineava l'inefficacia della clorochina nel trattamento dei positivi Covid. «Sostengano oggi l'approvazione dei protocolli sperimentali di cura domiciliare Covid-19» ha incalzato Salvini rivolgendosi al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro della Salute, Roberto Speranza «Questo per me è collaborazione. Abbiamo due visioni dell'Italia diverse: c'è qualcuno che vede un'Italia rinchiusa, impaurita e malata; c'è qualcuno che preferisce un'Italia laboriosa, sorridente e curata».

Dello stesso parere anche Armando Siri che ha sottolineato come il coronavirus «sarebbe una malattia che tranquillamente si può curare a casa. Avremmo risolto il problema dell'emergenza e potremmo tornare alla normalità». Oggi la clorochina, ha aggiunto Siri, «è nel protocollo cinese e tedesco, diffusa e commercializzata da 50 anni contro l'artrite reumatoide e il lupus». Oggi i pazienti in isolamento domiciliare vengono curati solo tramite tachipirina che però ha dimostrato di non avere effetti contro il Covid-19 e, come ha evidenziato il leghista «non sapendo come fare, a un certo punto si rivolgono agli ospedale che finiscono per essere intasati». «Se noi avessimo questo protocollo il Covid sarebbe una malattia che si può perfettamente curare a casa. Con questo protocollo noi potremmo risolvere l'emergenza e tornare alla normalità», continua il senatore «Dobbiamo ricondurre tutto al buon senso».

A sostegno della Lega anche la comunità medica italiana. Il dottor Pietro Garavelli, in collegamento con il Senato, ha presentato una serie di dati raccolti tra Alessandria e Novara sull'utilizzo del medicinale Plaquenil. Sebbene nella sperimentazione abbia evidenziato una serie di controindicazioni a livello cardiaco, il medico ha sottolineato come il principio attivo sia stato utilizzato solo in pazienti che presentavano sintomi in stadio già avanzato.

A sostegno dell'utilizzo della clorochina è invece il dottor Luigi Cavanna: «Quando leggo tutta questa letteratura contraria all'idrossiclorochina devo dire che qualche dubbio mi viene. Ma quando vedo tutti questi pazienti che curati precocemente a casa ottengono i risultati, qualcosa dovrà pur dire. Se noi non facciamo tesoro dell'esperienza dei risultati favorevoli ottenuti da centinaia di medici facciamo un errore». «Se ci si basa solo sui risultati ottenuti su pazienti in stadio più avanzato, chiaramente il farmaco non potrà mostrare le sue potenzialità» ha concluso Cavanna «Per questo chiedo ad Aifa di tenere anche conto delle evidenze dirette basate sul mondo reale».

«Come forze momentaneamente all'opposizione non offriamo la bacchetta magica, ma una serie di proposte per non intasare gli ospedali» ha concluso Savini attaccando il governo sul tema della collaborazione tra le forze di maggioranza e opposizione «Per qualcuno la ricetta è chiudere, per noi è curare. C'è chi vede un'Italia rinchiusa, impaurita e malata e chi invece vede un'Italia laboriosa, sorridente e curata. Dovrebbe essere valorizzata l'esperienza dei medici che abbiamo ascoltato».

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