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Politica

Il Decreto-Omicron spacca la maggioranza

Pomeriggio ad alta tensione nel consiglio dei ministri alle prese con il decreto per fermare i contagi. La Lega si oppone alla bozza iniziale. Poi si trova l'accordo (al ribasso per tutti)

Diamo per prima cosa l’unica scusa, scientifica, possibile: Omicron non era prevista e non si poteva sapere nemmeno che potesse essere così contagiosa. Detto questo. Le decisioni del Governo, di oggi, sono difficili da comprendere soprattutto dal punto di vista politico oltre che medico e soprattutto sono frutto di uno scontro molto violento e che lascerà delle cicatrici nella maggioranza.

Le divisioni tra i partiti sono state profonde e dichiarate come mai prima d’ora soprattutto sul vaccino obbligatorio per tutti gli over 50, come previsto dalla bozza che dalle 17 circolava in Italia dopo la cabina di regia e prima dell’inizio del Consiglio dei Ministri.

La differenza tra l’anima più dura (Pd, che era per l’obbligo vaccinale totale, Forza Italia) e quella più morbida (M5S e soprattutto la Lega) sono emerse in maniera violenta e l’assenza sia nella cabina di regia che nel Consiglio dei Ministri del titolare dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, di sicuro l’uomo della Lega più «draghiano» che ci sia, è stato fin dal primo pomeriggio il segno evidente di quanto è stata alta la tensione. Agitazione confermata poi da un documento leghista fatto circolare a cdm in corso che non lasciava spazio ad interpretazioni: «Noi responsabili, non acquiescenti. alcune norme sono infondate».

A questo punto la parziale marcia indietro dell’esecutivo: vaccino obbligatorio per gli over 50 che non lavorano, Green Pass Rafforzato per gli over 50 sul lavoro (dal 15 febbraio) e più concessioni nella vita sociale per chi non ha il Green Pass Rafforzato. E così il decreto è stato approvato in maniera quasi comica all’unanimità dove nessuno alla fine è contento.

Al netto delle divisioni nella maggioranza il decreto di oggi va nella stessa direzione caotica che purtroppo si sta seguendo da 12 mesi. Una anno fa esatto partiva la campagna vaccinale nazionale e da allora tutte le parole, tutte le decisioni e le analisi ruotano sempre attorno alla stessa domanda: obbligo vaccinale, si o no?

Purtroppo l’esecutivo continua a non decidere (più per la scarsa forza politica della sua maggioranza che per mancanza di volontà del premier) e così si va avanti a colpi di decreti sempre più restrittivi per chi non si vaccinava nella speranza di convincerli a farlo.

Quindi davanti al decreto odierno qualcuno a Palazzo Chigi dovrebbe spiegare perché il vaccino obbligatorio non sia per tutti e perché non sia stato introdotto prima.

Tutto questo mentre l’incertezza ad esempio sulla scuola regna sovrana (ps. sui trasporti pubblici siamo sempre al fai-da-te), mentre gli italiani sono disperatamente a caccia di tamponi con le Ats sempre più nel caos, mentre si teme un rallentamento dell’economia.

Incertezza legata anche al caos della medicina e della scienza.

Prima di Omicron il Green Pass Rafforzato veniva presentato anche come arma per rallentare i contagi. Abbiamo capito che la nuova variante invece buca i vaccini efficaci però nel renderlo mediamente poco più che un raffreddore. Ma intanto i contagi corrono e si punta decisi a quota 200mila positivi al giorno con tutte le conseguenze sociali ed economiche che stiamo vedendo attorno a noi, da giorni.

Due anni fa abbiamo accettato tutti in silenzio di restare chiusi in casa. Da mesi invece ci sono soprattutto polemiche, decreto dopo decreto. Pieni più di confusione che di soluzioni.

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